UE – Crisi: Barroso, è ora di agire...

CONSUMATORI – Adiconsum: dati Istat confermano crisi

1 aprile 2010 Comments (0) Dalla home page

LAVORO – Terni: a rischio il polo chimico e l’indotto

Lo stabilimento di Terni della Lyondell-Basell che opera nel settore dei polimeri, della chimica e dei combustibili, ha un ruolo strategico per la chimica italiana, sebbene le infrastrutture siano carenti rispetto alle aree di Ferrara e Brindisi dove la multinazionale olandese ha altri stabilimenti. Con queste parole la senatrice del PdL, Ada Spadoni Urbani, ha ricordato la vicenda della Lyondell-Basell di Terni che avrebbe deciso di giungere entro la fine del 2010 alla chiusura definitiva dello stabilimento che occupa 140 lavoratori e determina circa 1.000 addetti dell’indotto piu connesso. Rivolgendosi ai ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, e delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, la senatrice sottolinea che la chiusura dell’impianto rischierebbe di compromettere l’intero polo chimico ternano e il mercato italiano dovrebbe diventare importatore netto di prodotti chimici per settori come quello dell’auto o per gli imballagi, oltre che produrre importanti ripercussioni in termini occupazionali su un territorio gia significativamente provato dall’attuale situazione di crisi. Non solo, al Tavolo di confronto tra il Governo e i vertici aziendali che si e svolto l’11 marzo scorso, la vertenza dell’azienda sarebbe stata dilazionata in attesa di proposte e ipotesi alternative alla chiusura di uno stabilimento che risulta “attivo”.

Dopo aver citato la politica di Trenitalia, tesa a limitare il trasporto delle merci su rotaia, tanto da apparire non disponibile neanche a fornire il servizio allo stabilimento ternano mentre la legge 23 luglio 2009, n. 99, “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche in materia di energia”, all’articolo 33, affronta il problema delle reti interne di utenza con il tentativo di non far pagare gli oneri di trasporto alle aziende che sono collegate direttamente ad una centrale di produzione interna allo stabilimento, ha affermato che Trenitalia, “comportando costi superiori per le aziende multinazionali, le induce, probabilmente, ad abbandonare l’Italia”.

Detto questo ai ministri, ciascuno per quanto di competenza, la senatrice ha chiesto di sapere se la multinazionale olandese “abbia preso in considerazione la possibilita di vendere” e “se corrisponda al vero che l’azienda Lyondell-Basell non intenda effettivamente trovare un acquirente concorrente al fine di evitarne, appunto, la concorrenza“. Poi ha affrontato i temi della salvaguardia del lavoro per i dipendenti diretti e per l’indotto e dei possibili incentivi, come la riduzione dei costi energetici per agevolare le aziende che investano nel settore chimico ternano. In conclusione ha ribadito la necessita sia di “intervenire nei confronti di Trenitalia al fine di favorire il trasporto su rotaia delle merci cosi da limitare il trasporto su gomma come da normativa Ue”, sia “di promuovere sinergie tra lo Stato e le imprese che si riforniscono presso l’azienda Lyondell-Basell ternana al fine di investire nel polo chimico ternano“.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.