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L. STABILITA’-Il provvedimento analizzato per punti

3 novembre 2014 Comments (0) Approfondimenti

L. STABILITA’-Camera: alla commissione Bilancio. Le novità

Lavoro, sanita, pensioni, famiglia, sicurezza ,scuola e altro. Tutte le novita della Legge di stabilita 2015. La Commissione bilancio della Camera, ha iniziato nella giornata di lunedi 3 novembre 2014, l’esame del disegno di legge di stabilita, che reca le misure necessarie a conseguire gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014.

Sintesi dell’impianto

La dimensione finanziaria del provvedimento

Le misure nei diversi settori di intervento

La dimensione finanziaria del provvedimento

Il nuovo quadro programmatico di finanza pubblica stabilito nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014 definisce per il 2015 un obiettivo di indebitamento piu elevato di circa 0,7 punti percentuali di Pil rispetto a quello che si sarebbe determinato in assenza di interventi di manovra (2,2 per cento di Pil, rispetto al 2,9 indicato nella Nota) e realizza per il 2015 uno spazio di bilancio fino a circa 11,5 miliardi di euro da utilizzare per la manovra di finanza pubblica, consentendo in tal modo un parziale finanziamento della manovra in disavanzo.

In relazione a cio il disegno di legge di stabilita presentato ha un carattere espansivo per poco piu di 10,4 miliardi.

Tale spazio e stato poi modificato a seguito del maggior sforzo fiscale richiesto dalla Commissione UE sulla manovra di bilancio, che ha comportato una riduzione dell’indebitamento netto al 2,6 per cento di Pil, inferiore dello 0,3 per cento (pari a circa 4,5 miliardi di euro).

Le misure nei diversi settori di intervento

Per quanto concerne gli interventi finanziari relativi alle amministrazioni centrali e agli altri enti pubblici (non territoriali), viene in rilievo principalmente l’intervento di contenimento della spesa dei Ministeri recata dall’ articolo 24 nonche dagli articoli da 25 a 32.

La prima norma (ed in termini analoghi anche l’articolo 25 per gli organi di rilievo costituzionale) riduce direttamente le dotazioni di bilancio di ciascuna amministrazione, mentre le altre recano specifiche disposizioni per ciascuna amministrazione di riferimento, con conseguenti effetti di risparmio.

Ne deriva un complessivo miglioramento dell’indebitamento netto di circa 2,3 miliardi per ciascuno degli anni 2015 e 2016 e 2,4 miliardi nel 2017.

Un ulteriore gruppo di misure, anche esse con effetti riduttivi della spesa delle amministrazioni centrali, attiene alla riduzione dei trasferimenti alle imprese ed agli enti ed organismi pubblici di cui rispettivamente agli articoli 19 e 20, comma 1 che, inclusi anche anche gli effetti di altri interventi recati nei medesimi articoli, danno luogo ad un contenimento dell’indebitamento netto per circa 103 milioni nel 2015,144 milioni nel 2016 e 140 milioni a decorrere dal 2017.

Con effetto sul medesimo settore di spesa si prevede la conferma di una serie di misure per il contenimento delle spese di personale nel settore del pubblico impiego (art. 21), quali il blocco economico della contrattazione fino al 2015;

l’estensione fino al 2018 dell’efficacia della norma in base alla quale l’indennita di vacanza contrattuale da computare quale anticipazione dei benefici complessivi che saranno attribuiti all’atto del rinnovo contrattuale e quella in godimento al 31 dicembre 2013;

la proroga fino al 31 dicembre 2015 delle disposizioni che prevedono il blocco degli automatismi stipendiali del personale non contrattualizzato.

Sono altresi anche previsti alcuni interventi di razionalizzazione e di contenimento delle spese per il personale pubblico operante a vario titolo all’estero (personale dell’amministrazione del Ministero degli esteri e personale docente delle scuole italiane all’estero, art. 27), nonche la riduzione, a decorrere dal 2015, dell’indennita di ausiliaria per il personale in servizio permanente delle forze armate e delle forze di polizia.

Rilevano infine per tale settore gli interventi sulla gestione di tesoreria contenuti negli articoli 33 e 34 che, rispettivamente, interessano la gestione della liquidita del conto disponibilita del tesoro presso la Banca d’Italia ed il trasferimento del Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato presso Banca d’Italia alla Cassa Depositi e Prestiti.

Con riguardo alla finanza locale, le misure di interesse per le autonomie locali sono volte, da un lato alla definizione del concorso finanziario del comparto regioni, province, citta metropolitane e comuni al contenimento della spesa pubblica per gli anni 2015-2018 e successivi, dall’altro alla ridefinizione delle regole del patto di stabilita interno, ai fini della realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica.

Sotto questo profilo, il disegno di legge anticipa all’anno 2015 l’introduzione dell’obbligo del pareggio di bilancio per le regioni a statuto ordinario, quale strumento per la determinazione della misura del concorso finanziario delle regioni al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, in sostituzione della attuale disciplina del patto di stabilita interno incentrata, invece, sul controllo della spesa finale.

Per gli enti locali la disciplina del patto di stabilita e, invece, confermata, prevedendosi l’aggiornamento della base di riferimento per il calcolo dell’obiettivo del patto di stabilita interno in termini di saldo finanziario;

sono peraltro previste per gli enti locali misure volte a disporre una riduzione degli obiettivi finanziari del patto.

Sempre ai fini del coordinamento e del controllo degli andamenti finanziari delle autonomie territoriali, viene confermata fino al 31 dicembre 2017 la sospensione del sistema misto di tesoreria unica che comporta, per regioni, enti locali, enti del comparto sanita, autorita portuali e universita, l’obbligo del versamento degli incassi derivanti dalle entrate proprie presso la tesoreria statale anziche nel sistema bancario.

Sono inoltre introdotte misure volte alla razionalizzazione delle societa partecipate dalle amministrazioni locali, con riferimento al settore dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Quanto ai profili fiscali, si rileva preventivamente che il provvedimento prevede una clausola di salvaguardia a tutela dei saldi di finanza pubblica, volta ad incrementare le aliquote IVA ordinaria e ridotta rispettivamente di 2,5 e 2 punti percentuali (con effetti di maggior gettito stimati nella relazione tecnica in circa 12,8 miliardi nel 2016 e 19,2 miliardi nel 2017) e le accise su benzina e gasolio in misura tale da determinare maggiori entrate non inferiori a 700 milioni di euro, in assenza di provvedimenti che assicurino gli stessi effetti positivi attraverso maggiori entrate o risparmi di spesa pubblica.

Vengono inoltre posti in essere interventi volti al contrasto dell’evasione fiscale quali l’incremento delle ipotesi di inversione contabile ai fini IVA (tutti contenuti all’art. 44).

Quanto all’intervento sulla fiscalita generale, le misure di carattere fiscale intendono, da un lato, intervenire alleggerendo l’imposizione sul lavoro e sui fattori produttivi, con la finalita di sostenere la crescita economica; dall’altro lato si pone in essere un incremento del carico fiscale in altri settori.

Tra gli interventi di alleggerimento del carico fiscale, viene reso strutturale il credito d’imposta introdotto dal decreto-legge n. 66/2014 in favore dei lavoratori dipendenti con un reddito a 26.000 euro (cd bonus 80 euro; art. 4) e si rende integralmente deducibile dall’IRAP il costo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato che eccede le vigenti deduzioni (art. 5).

Viene inoltre introdotta una nuova disciplina del credito d’imposta per crescita e sviluppo (art. 7, co. 1-2) e si prorogano le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica (art. 8).

Tra gli interventi di incremento del carico fiscale si ripristinano le originarie misure delle aliquote IRAP ridotte dal decreto-legge n. 66, si rendono imponibili, dal 1° gennaio 2015, i proventi finanziari corrisposti ai beneficiari di un’assicurazione sulla vita a seguito del decesso dell’assicurato, si innalza dal 5 al 77,74 per cento la quota imponibile degli utili percepiti dagli enti non commerciali e viene elevata dal 4 all’8 per cento la ritenuta operata da banche e Poste sugli accrediti di bonifici disposti per beneficiare delle detrazioni fiscali connesse agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico degli edifici.

Un’analoga logica appare sottesa agli interventi in materia previdenziale. Infatti, da un lato, si prevede l’erogazione delle quote di TFR maturando in busta paga, in via sperimentale, per il periodo 1° marzo 2015-30 giugno 2018, per i lavoratori dipendenti del settore privato, con sottoposizione al regime di tassazione ordinaria (art. 6).

Dall’altro lato, si delinea un complessivo incremento della tassazione del risparmio previdenziale, con l’innalzamento dell’aliquota di tassazione dall’11 al 20 per cento per i fondi pensione (c.d. previdenza complementare) e dall’11 al 17 per cento per la rivalutazione del TFR (articolo 44, commi 1-5).

A fianco di queste misure, il disegno di legge di stabilita pone in essere, per le diverse politiche pubbliche, interventi di razionalizzazione della spesa che si accompagnano al finanziamento di esigenze indifferibili ovvero di misure ritenute strategiche per la crescita.

Con riferimento alla proiezione internazionale dell’Italia figura primo luogo il rifinanziamento del Fondo per le missioni internazionali, la cui dotazione e incrementata di 850 milioni di euro per il 2015 e il 2016 (articolo 17, comma 12).

Nel settore della difesa si interviene sulla disciplina riguardante gli organismi della rappresentanza militare rideterminando la composizione del Consiglio Centrale della rappresentanza militare (articolo 21. Commi 16-19) e si prevede la revisione degli organi giurisdizionali militari e la riduzione del numero dei tribunali e delle procure militari (articolo 31, commi 8-10);

Il comparto sicurezza e interessato da misure che riguardano in particolare il personale delle forze di polizia: in primo luogo e disposta la revisione, entro il 1° aprile 2015 dell’Accordo nazionale quadro di amministrazione delle forze di polizia ad ordinamento civile e le procedure per la contrattazione decentrata; inoltre, sono rinviate al 1° dicembre 2015 le assunzioni del personale dei corpi di polizia e dei vigili del fuoco, ad eccezione degli allievi agenti di PS del concorso 2014 (art. 21).

Per quanto concerne il lavoro e l’occupazione, si prevede uno sgravio contributivo per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato (art. 12) e la costituzione di un fondo di 2 miliardi di euro a decorrere dal 2015 per gli oneri derivanti dall’attuazione del disegno di legge-delega in materia di lavoro (c.d. Jobs act) (art. 11).

Gli interventi sulla giustizia riguardanooltre alla giustizia militare – l’istituzione di un Fondo per il recupero di efficienza del sistema giudiziario e il potenziamento dei relativi servizi, nonche per il completamento del processo telematico (art. 10) e il trasferimento allo Stato, dal 1° settembre 2015, dell’obbligo di corrispondere le spese per gli uffici giudiziari, attualmente a carico dei comuni (art. 38, commi 6-10).

Nel settore delle infrastrutture e delle reti (trasporti e comunicazioni) da un lato si prevedono misure di razionalizzazione della spesa, con una specifica attenzione ai rapporti finanziari con i soggetti titolari di contratti di servizio pubblico nazionale (ENAV art. 19; Poste italiane, art. 23; Trenitalia per il trasporto merci nazionale, art. 25, co. 6);

dall’altro lato vengono individuati specifici finanziamenti o misure di agevolazione per interventi ritenuti suscettibili di un impatto positivo sulla crescita economica (tra gli altri:

finanziamento per le opere di accesso agli impianti portuali, art. 17, co. 3; finanziamento del rinnovo parchi automobilistici trasporto pubblico locale, art. 19, co. 4-7), ovvero misure idonee a determinare un aumento di entrate per lo Stato (vendita frequenze banda “L”, art. 16).

Nelle politiche relative a scuola, universita e ricerca si riscontrano, in primo luogo, interventi per il contenimento della spesa pubblica, anche attraverso azioni di razionalizzazione (quali la riduzione del personale degli uffici di diretta collaborazione, art. 28, co. 22) e modifiche ordinamentali (quali il divieto di conferire supplenze brevi per il primo giorno di assenza dei docenti e limitazioni alla possibilita di collocare fuori ruolo docenti e dirigenti scolastici, art. 28, co. 6-9).

Insieme, sono posti in essere interventi di finanziamento, anche con la creazione di nuovi Fondi nello stato di previsione del Ministero Istruzione, Universita e Ricerca (quali il fondo per l’attuazione del piano “La buona scuola”, art. 3).

In tema di salute, si interviene con misure di diverso contenuto, alcune attuative del patto per la salute 2014-2016, tra le quali, l’individuazione del livello massimo di finanziamento del SSN e l’autorizzazione di spesa per il monitoraggio delle prestazioni erogate nell’assistenza primaria, alcune disposizioni relative al tema delle misure di contrasto ai disavanzi sanitari e, piu in particolare, alle procedure di commissariamento delle regioni in piano di rientro, la riduzione dei termini del blocco automatico del turn-over, la modifica della disciplina in tema di Prontuario farmaceutico nazionale, (art. 39) sia con norme varie concernenti il risanamento del Servizio sanitario del Molise (art. 40) e di trasferimento di risorse dalle regioni agli enti del servizio sanitario regionale (42).

In tema di politiche sociali e per la famiglia si interviene sia con misure piu specificamente destinate ai nuclei familiari, quali la corresponsione, a determinate condizioni di reddito, di un assegno per i nuovi nati (art. 13) sia con il finanziamento di alcuni Fondi con finalita sociali, la previsione di benefici fiscali per le erogazioni liberali a favore delle ONLUS (art. 15), il contrasto a patologie con un costo sociale elevato, quali la ludopatia (art. 14).

D’interesse del settore agricolo, infine, sia disposizioni di sostegno al comparto, ai fini del rilancio del sistema e del ricambio generazionale (quali il finanziamento degli interventi a sostegno delle imprese agricole condotte da giovani, art. 17, co. 22-23) sia interventi specifici di contenimento della spesa (quali l’incorporazione dell’Istituto nazionale, INEA, nel Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, CRA, art. 32).

(A cura di Fabio Fiori, responsabile InnCantiere srl)

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