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25 febbraio 2015 Comments Off on JOBS ACT-Confimi: Agnelli, ok riforma art. 18, ma Pmi penalizzate News

JOBS ACT-Confimi: Agnelli, ok riforma art. 18, ma Pmi penalizzate

Con i nuovi provvedimenti per le Pmi che superano la soglia dei 15 dipendenti, per un licenziamento si passa da 6 mesi di indennizzo a 24. Così si crea ancora una volta un effetto barriera per le aziende.

“L’introduzione del contratto a tutele crescenti consente sicuramente di flessibilizzare i rapporti in uscita e di creare certezza del diritto – dice Paolo Agnelli, presidente di Confimi Impresa commentando il Jobs Act – Ma se aver alleggerito l’applicazione dell’articolo 18 per  le aziende con più di 15 dipendenti va nella direzione che auspichiamo, non possiamo certo dire che si tratti, tout court, di un provvedimento che va incontro a tutte le dimensioni aziendali. E ancora una volta a farne le spese sono le Pmi”.

“Infatti l’aver esteso alle Pmi che superano la soglia di 15 dipendenti i provvedimenti relativi all’indennizzo per il licenziamento non aiuta le piccole aziende a crescere – spiega Agnelli – Ecco che per le imprese che hanno superato con un’assunzione i 15 dipendenti, i costi del risarcimento per un licenziamento, che prima erano pari al massimo a 6 mensilità, oggi sono lievitati a 24 mensilità: quattro volte tanto”. E continua il presidente di Confimi: “Così si crea ancora una volta per le aziende un effetto barriera ai 15 dipendenti, costringendo le stesse a ricorrere a degli escamotage per rimanere sotto quella fatidica soglia”.

Non ha dubbi Agnelli. “Perché il Jobs Act dia al mercato del lavoro l’impulso che tutti ci aspettiamo  è necessario costruire un sistema di regole che agevolino la gestione del rapporto di lavoro, e in questo senso va il provvedimento varato sul riordino delle tipologie contrattuali che ha mantenuto quelle forme che consentono di poter flessibilizzare l’entrata in azienda. Contratti a termine, somministrazione e apprendistato restano gli strumenti necessari per poter affrontare le varianti del mercato del lavoro”.

“Ci trova d’accordo, infine, l’aver demandato alla contrattazione collettiva la possibilità, per i contratti di collaborazione, di salvaguardare quelle professionalità che vogliono mantenere la loro autonomia”, dice il Presidente e conclude: “ Ci auguriamo che l’iter parlamentare dei pareri sia spedito e che il provvedimento approvato possa essere reso esecutivo in tempi rapidi. Ora dal mercato del lavoro si deve passare alla politica industriale per tracciare la strada verso il futuro del nostro Paese”.

 

 

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