MADE IN ITALY-Qualivita: nuovi soci Valoritalia e Csqa

COMUNI-Ial: arriva l’indicatore di attrattività locale

24 aprile 2013 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Csr: intervista a Tedeschi di Lexmark

Valore economico generato e distribuito dall’azienda, sostenibilita ambientale come uso di fonti energetiche alternative, abbattimento delle emissioni di CO2, riutilizzo dell’acqua e poi qualita del lavoro come l’inquadramento contrattuale e il grado di stabilizzazione dei collaboratori, le differenze retributive tra uomo e donna, la prevenzione del disagio lavorativo. Sono i nuovi indicatori di sostenibilita segnalati dall’Istat e Csr Manager Network (Associazione dei responsabili delle politiche di sostenibilita delle maggiori aziende italiane).

Bilancio di sostenibilita, responsabilita sociale delle imprese e questi nuovi indicatori che servono a valutare il contributo delle aziende al benessere del Paese indicano una rivoluzione nel comportamento imprenditoriale che forse non e alla portata delle micro e piccole imprese. Anche per le risorse economiche da investire per “mettersi in regola”, soprattutto in piena crisi. Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Tedeschi, Country Manager di Lexmark in Italia, azienda molto attenta alla Corporate Social Responsibility.

E’ proprio cosi oppure anche una piccola realta imprenditoriale puo adeguarsi ed entrare nel mondo della sostenibilita?

Anzitutto vorrei prima soffermarmi sulla definizione di piccola e media impresa. Lexmark, se considerata a livello di Corporation, sicuramente appartiene alle aziende di grandi dimensioni, mentre se prendiamo in considerazione la nostra singola Country, rientra sicuramente tra le medie imprese. Questa struttura, composta da un lato da una grande azienda globale e dall’altro da una realta ridotta a livello nazionale, ci ha consentito di assorbire e beneficiare di una cultura orientata al rispetto dell’ambiente, e al tempo stesso di dimostrare come, anche le imprese di dimensioni piu limitate, possano portare avanti iniziative rilevanti in ambito di responsabilita sociale. Per esempio, Lexmark Italia, grazie ai comportamenti virtuosi messi in atto negli ultimi anni, e stata la prima IT company italiana a impatto zero: una limitata emissione di CO2 e l’utilizzo di energia elettrica prodotta solo da fonti rinnovabili sono solo due esempi. Si tratta di piccole scelte in grado davvero di fare la differenza e che trovano una cassa di risonanza in iniziative internazionali come la Giornata della Terra 2013, dedicata alla salvaguardia dell’ambiente e dell’intero pianeta Terra che ha raggiunto la sua 43esima edizione proprio in questi giorni. Questo rappresenta si un evento globale che coinvolge 175 nazioni, ma che puo – e deve – essere declinato all’interno di ogni realta, aziendale o individuale che sia. Negli uffici di Lexmark, per esempio, lo scorso 22 aprile abbiamo osservato con ancora piu determinazione il nostro principio “print less, save more”, cercando di diffondere quanto piu possibile questo spirito di sensibilizzazione nei confronti della natura e sentendoci parte di un progetto che abbraccia tutto il mondo. Da un certo punto di vista, per una Pmi e anche piu facile scegliere la via del rispetto ambientale. In termini di sostenibilita si parla di due tipi di interventi: quello “top down”, costituito da iniziative che vengono suggerite e veicolate dall’alto, e quelli “bottom up”, costituiti da iniziative spontanee che provengono dalla base. In realta, nelle PMI, la distanza tra il “top e il bottom” si assottiglia notevolmente, pertanto anche la veicolazione del messaggio sostenibile e piu semplice e diretta, favorita anche dalla maggiore flessibilita che caratterizza le strutture di queste dimensioni.

Che vuol dire reciprocita fra impresa e societa? Perche e emersa questa esigenza?

Questa esigenza e figlia di una maggior consapevolezza e cultura del rispetto di cio che ci circonda. La responsabilita sociale ha un forte potere coinvolgente e in qualche modo riesce a far sentire tutti piu sensibili. Cosi come all’inizio dell’era industriale il lavoro minorile – oggi vietato – era pratica diffusa, ora argomenti come il buco dell’ozono, il riscaldamento globale, le risorse limitate diventano un elemento culturale del quale si prende consapevolezza, sia a livello individuale che aziendale. Naturalmente l’impatto di scelte “green” di una grande azienda e maggiore rispetto a quello che puo avere una piccola impresa. Pero, queste realta di dimensioni piu ridotte hanno la possibilita di coordinarsi e collaborare congiuntamente aderendo a iniziative come l’utilizzo di energia pulita generata a livello locale.

Come spiegherebbe praticamente questi nuovi parametri a un piccolo imprenditore? Cosa deve fare e con quali costi?

Come primo suggerimento ribadisco il concetto dell’opportunita di collaborare con altre aziende di piccole dimensioni per iniziative importanti. Spesso le Pmi sono piu legate al territorio rispetto alle grandi aziende, e il concetto di territorio viene associato al concetto di ambiente. Non esiste una ricetta in grado di rendere un’azienda piu o meno sostenibile. Quello che posso fare e portarvi l’esempio di Lexmark, che da sempre si impegna nella riduzione dell’impatto ambientale dei propri prodotti in ciascuna fase del ciclo di vita e si prefigge obiettivi specifici per ridurre il consumo di energia, acqua e rifiuti prodotti aumentando la quantita di materiali riciclati. Sono diverse le attivita intraprese per incoraggiare la sostenibilita ambientale e gestire le proprie attivita in modo responsabile, tra cui la progettazione della sede italiana eco-sostenibile, il programma gratuito di recupero delle cartucce esauste e alcuni progetti di consulenza per la formazione delle aziende clienti sui processi di stampa e sui comportamenti eco-sostenibili.

Serve formare del personale per svolgere le attivita legate alla responsabilita sociale?

Non e necessaria una vera e propria formazione in questa direzione. Sicuramente il primo e fondamentale passo e quello di raggiungere la consapevolezza dell’importanza delle scelte sostenibili. Una volta presa questa direzione, sicuramente ci si trova di fronte a dover apportare dei cambiamenti all’interno della struttura affidandosi a partner affidabili. Per esempio Lexmark, oltre a offrire soluzioni di stampa, vanta dei programmi di formazione ai propri clienti per il corretto uso della piattaforma tecnologica, in modo che possano utilizzare gli strumenti in modo piu compatibile con l’ambiente.

E cosa direbbe di fare a un neo imprenditore per “partire con il piede giusto”?

Non vorrei fare un discorso di “classismo anagrafico”, ma quando si tratta di neoimprenditori normalmente si intendono persone di giovane eta. E sono proprio questi ultimi a manifestare attenzione agli aspetti ambientali e a dimostrare una consapevolezza maggiore rispetto alle vecchie generazioni. Non posso dare un consiglio che sia valido per tutti, pero devo ammettere che per un neoimprenditore che parte da zero, e piu semplice fare delle scelte eco-compatibili, come un nuovo contratto con un fornitore di energia pulita, il parco macchine aziendale ibrido o elettrico, le soluzioni di stampa di aziende come Lexmark, attente all’ambiente in tutte le fasi del ciclo di vita del documento, dalla stampa al ritiro delle cartucce esauste, a sistemi di gestione documentale che consentono di consumare meno carta possibile.

Per finire, sembra che se tutte le aziende adottassero comportamenti di responsabilita sociale ne guadagnerebbero ambiente e societa. Perche?

Se tutti fossero attenti e ovvio che l’ambiente ne beneficerebbe. Gli atteggiamenti rispettosi sono contagiosi: per questo e importante comunicare le iniziative che si intraprendono creando dei precedenti. A questo proposito esistono diverse associazioni che si occupano di promuovere le best practice di aziende che hanno dimostrato attenzione e sensibilita nei confronti dell’ambiente.

Pensiamo all’imprenditore di “vecchio stampo” che sicuramente si chiedera: ma come si puo produrre senza prelevare risorse dall’ambiente e come si puo rimanere competitivi senza “sfruttare” il lavoro? Come lo convincerebbe?

Anche se prima abbiamo detto che i neoimprenditori, essendo piu giovani sono piu propensi ad abbracciare le nuove tecnologie, non dobbiamo pero pensare che gli imprenditori di vecchio stampo siano per forza refrattari alle iniziative di responsabilita sociale verso l’ambiente. Ho conosciuto molti imprenditori della vecchia generazione con visioni ampie e lungimiranti, che si sono dimostrati subito ben disposti nei confronti di idee per loro “nuove”, che non fossero piu solo finalizzate al business, ma anche al rispetto del territorio. Inoltre bisogna sottolineare che le scelte eco-compatibili sono molto spesso in linea con le politiche di cost reduction, che mai come in questo periodo vengono sempre piu spesso menzionate e attuate. Inoltre anche il pubblico, sia nel BtoB che ne BtoC, e sempre piu attento all’elemento sociale, e quindi c’e anche un “premio” in termini di accettazione da parte del mercato nei confronti dei produttori che adottano una certo tipo di politiche.

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