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26 giugno 2013 Comments (0) Approfondimenti

INTERNAZIONALIZZAZIONE-Sace: missione di sistema in Algeria

In occasione della missione di sistema del Ministero dello Sviluppo economico in Algeria, Sace conferma il proprio sostegno alle imprese italiane nel Paese con un volume di operazioni assicurate nel 2012 di circa EUR 97 milioni. Tra le operazioni piu recenti realizzate in Algeria, il finanziamento da EUR 50 milioni concesso da Sace e un pool di banche guidate da Banca Ubae a favore di Condotte d’Acqua SpA per la realizzazione di un tratto ferroviario commissionata dall’agenzia pubblica del Ministero dei Trasporti algerino.

Novita importante rispetto al passato e la crescente attenzione delle imprese anche di piccole dimensioni verso gli strumenti di protezione dai rischi politici, portata alla ribalta dalla Primavera Araba. In Medio Oriente e Nord Africa nel 2012 Sace ha concluso operazioni per piu di 900 milioni di euro, di cui 113 proprio nei Paesi esposti all’instabilita. Oltre il 60 per cento in piu rispetto all’anno precedente. Un dato interessante a proposito di queste operazioni e che almeno due su tre nel 2012 sono andate a favore di Pmi. Si tratta della conferma di un trend che riflette il grado di internazionalizzazione delle Pmi italiane, dato che in precedenza erano soprattutto le aziende di dimensioni maggiori a richiedere strumenti di questo tipo. Tra queste ad esempio, Sace ha assicurato dai rischi politici diverse forniture realizzate da Gozzo Impianti per il governo algerino, per un impegno complessivo di circa EUR 10 milioni. Nello specifico, Sace ha assicurato il mancato recupero dei costi di produzione nel caso di revoca di commessa da parte del governo algerino e, grazie alla cessione dei diritti di polizza alle banche, ha favorito l’accesso a linee di credito per l’approntamento della commessa.

Si ricorda infine che dal 2009 Sace e partner di Europe Arab Bank (Eab) per sostenere le imprese italiane in Medio Oriente e Nord Africa. Grazie all’accordo, Sace si avvale di Eab per l’emissione di bond a condizioni di mercato competitive in 15 paesi dove la banca e attiva attraverso le sue filiali (Algeria, Arabia Saudita, Cipro, Egitto, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Oman, Palestina, Qatar, Siria, Tunisia, Uae, Yemen).

carlo_calenda_2Il viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio estero e all’internazionalizzazione, Carlo Calenda, impegnato nelle missione ha detto che “l’Italia e tra i primi partner europei per l’Algeria, sia sul fronte del commercio che degli investimenti. Oggi, come esponente del nuovo Governo, sono qui per confermare e rilanciare i positivi rapporti economici tra i nostri due Paesi. Insieme ai colleghi algerini, lavoreremo in questi due giorni per favorire l’avvio di nuove e concrete opportunita di business tra le nostre imprese, che saranno poi oggetto dell’importante task force italo-algerina che si terra in Algeria gia dal prossimo autunno, dove porteremo un cospicuo numero di qualificate imprese italiane”. Il viceministro ha aggiunto che “per favorire gli investimenti italiani in Algeria, bisogna facilitare la vita delle imprese, soprattutto per quanto riguarda le Pmi. Di questo parlero con le mie controparti”.

Scopo della missione – a cui partecipano anche esponenti delle principali Associazioni di categoria del mondo produttivo italiano , tra cui Confindustria, Ance, Federprogetti, Ucimu, Federunacoma, Federpesca , oltre rappresentanti di Ice e Simest – e confermare la collaborazione economica tra i due Paesi, favorendo nel concreto l’avvio di partnership industriali tra imprese italiane e algerine. In aggiunta a settori come energie, costruzioni e difesa, nei quali la presenza italiana e gia consolidata, si stanno sviluppando crescenti opportunita anche in altri settori come l’agro-industria, beni strumentali, farmaceutica, pesca e automotive.

Il Governo algerino ha in programma di diversificare in modo significativo il proprio sistema produttivo ed economico nel corso dei prossimi anni: il settore degli idrocarburi vale tutt’oggi oltre un terzo del Pil algerino, rappresenta il 60% delle entrate statali e il 98% delle esportazioni. La mancanza di un vero sistema produttivo locale ha costretto finora l’Algeria a importare la maggior parte dei beni alimentari e di consumo dall’estero. Da qui la necessita di creare un tessuto produttivo interno, avvalendosi di tecnologie e know-how di Paesi terzi. Su questo fronte l’Italia, con le sue grandi aziende, ma anche attraverso il suo peculiare modello di Pmi, puo dare un contributo importante all’economia algerina. Il nostro Paese infatti puo svolgere un ruolo strategico nella costruzione di reciproche partnership industriali, oltre che sul fronte del trasferimento di competenze.

Algeria-14-partiti-boicottano-il-nuovo-ParlamentoSCHEDA PAESE ALGERIA – A cura dell’Ufficio Studi Economici Sace

Il presidente Bouteika continua a esercitare un sostanziale controllo sul paese. Nonostante le caute aperture politiche ed economiche concesse, permangono tensioni interne legate alla richiesta di riforme da parte della popolazione. Le elezioni parlamentari, svoltesi a maggio 2012, non hanno modi$cato gli equilibri tra le forze politiche. Cresce la rilevanza del tema della successione a Bouteika, 75 anni e al potere dal 1999, e permane il rischio di tensioni legate a tale cambio al vertice in vista del voto del 2014 .

La crescita si mantiene su livelli positivi anche se modesti rispetti al passato (+3,8% stimato nel 2013), a causa della debole performance del comparto degli idrocarburi; nei prossimi anni sara sostenuta dai settori interessati dal Programma di Investimenti Pubblici, focalizzato sul processo di diversificazione dall’oil&gas e sullo sviluppo delle infrastrutture. La situazione delle riserve internazionali e estremamente positiva. L’aumento del prezzo internazionale dei prodotti energetici continua a contribuire all’ampliamento del surplus commerciale.
Il sistema bancario e dominato dalla partecipazione pubblica ed e fortemente concentrato. Il settore non ha mostrato vulnerabilita alla crisi finanziaria internazionale, ma il livello dei NPL resta elevato. L’attivita sul mercato azionario, resta minima.
Il livello di sicurezza interna e migliorato rispetto agli anni ’90, permane tuttavia una situazione di violenza latente (soprattutto in termini di minaccia terroristica, come confermato da recenti attentati). Le turbolenze regionali contribuiscono all’aumento del rischio di violenza politica nel paese.
algeria_streetINTERSCAMBIO CON L’ITALIA

Commercio. L’Italia e tra i primi partner commerciale dell’Algeria, il terzo paese fornitore, dopo Francia e Cina, e il secondo paese in termini di importazioni. Nel 2012, le esportazioniitaliane verso il paese hanno superato EUR 3,7 miliardi, in aumento del 25% rispetto all’anno precedente. L’export italiano interessa principalmente prodotti della metallurgia, meccanica strumentale e dei prodotti energetici raffinati). Nel 2012 anche le importazioni dall’Algeria hanno registrato un aumento dell’8%. Nel primo trimestre 2013 le esportazioni italiane continuano a registrare risultati positivi (+13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), mentre le importazioni segnalano un rallentamento (-11%).
Investimenti diretti esteri. Secondo l’UNCTAD, nel 2011 si e registrato un afflusso di investimenti diretti esteri in Algeria pari a USD 2,5 miliardi, in aumento rispetto ai 2,3% del 2010, nonostante le misure restrittive in materia di commercio con l’estero e sugli IDE adottate dalle autorita locali negli ultimi anni. Tali misure includono limitazioni alla partecipazione straniera negli investimenti e l’introduzione di margini di preferenza nei bandi di gara pubblici, volti a favorire le imprese locali. L’Italia e tra i principali investitori nel paese, con investimenti concentrati nel settore energia ed elettrico (molto attive ENI ed Enel, che vantano rapporti consolidati con Sonatrach). Si segnalano inoltre investimenti
nelle costruzioni e nell’agroalimentare.
Settori di opportunita. Oltre ai settori tradizionali (infrastrutture, agroalimentare, meccanica), da segnalare le opportunita nell’estrazione, trasporto e raffinazione idrocarburi, nel comparto petrolchimico, nella $liera delle energie alternative, nelle telecomunicazioni e nel farmaceutico.

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