LAVORO-Tra inattività e part-time, le donne nel mercato del...

GOVERNO-Energia: Crippa, i prossima emanazione il decreto sulle rinnovabili...

8 marzo 2019 Comments Off on INTERNAZIONALIZZAZIONE-Economia turca: domanda interna ancora in calo, ma le esportazioni sono alimentate dal deprezzamento della lira Dalla home page

INTERNAZIONALIZZAZIONE-Economia turca: domanda interna ancora in calo, ma le esportazioni sono alimentate dal deprezzamento della lira

Economia turca: domanda interna ancora in calo, ma le esportazioni
sono alimentate dal deprezzamento della lira
• La stagflazione sta diventando realtà, le esportazioni rappresentano una fonte
di reddito importante per l’economia, in particolare nel settore automobilistico
• Il sostegno del governo è vitale per far acquisire agli esportatori, sempre più
flessibili, nuove quote di mercato
Domanda interna debole, costi di indebitamento più elevati e deprezzamento della
lira hanno rallentato la dinamica dell’industria
La Turchia sta assistendo a un forte rallentamento economico, al quale si aggiunge un incremento
dell’inflazione in seguito al forte deprezzamento della lira nel corso del 2018, che ha colpito i
consumi e la produzione del paese. Lo scorso giugno, Coface ha declassato la valutazione paese
della Turchia a rischio elevato (C), mentre il 3° trimestre è stato interessato da un’ondata di
declassamenti settoriali.
Le misure prese dal governo hanno permesso di contrastare un nuovo aumento dell’inflazione e di
sostenere provvisoriamente alcuni settori, malgrado una piena ripresa richiederà del tempo.
Quanto alla produzione industriale, il ritmo di crescita è crollato dell’1,6% nel 2018 contro il 9% circa
nel 2017, le imprese continuano a subire gli effetti di una domanda interna debole. A settembre
2018, i prezzi alla produzione hanno registrato un aumento annuale record del 46% e i prezzi al
consumo hanno subito un’impennata del 24%. I settori che dipendono dalla domanda interna, come
le costruzioni, la distribuzione e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono i più
colpiti. Nel 2019, si prevede un rallentamento dell’inflazione grazie a un effetto di base e a un minore
impatto di una lira già debole.
Malgrado numerose difficoltà, le esportazioni costituiscono una fonte di reddito importante
per l’economia
In seguito al peggioramento della situazione economica, le esportazioni sono diventate una fonte
significativa di reddito per l’economia turca. Nel 2018, sono aumentate del 7% rispetto all’anno
precedente raggiungendo i 168 miliardi di dollari, con risultati positivi nei settori della chimica (17%),
dei veicoli a motore (12%) e della carta (11%), seguiti dal tessile e abbigliamento (5%) e
dall’agroalimentare (4%).
Nel 2018, l’auto, in particolare, è stato il principale prodotto di esportazione, che contava per il 17%
delle esportazioni totali. Ha beneficiato della crescita economica nei paesi europei (destinazione
finale del 50,3% delle esportazioni) e di numerose misure prese dal governo.

La Turchia gode di vantaggi comparati elevati nei settori del tessile, dell’abbigliamento, dei metalli
e della plastica. Tale eccellenza ha permesso al paese di non dedicarsi momentaneamente alla
specializzazione settoriale, per eventualmente guadagnare complessità e nuove quote di mercato
in futuro, in linea con il nuovo programma economico del governo per il 2019-2020, basato sul
riequilibrio dell’economia grazie all’incremento delle esportazioni. Il settore farmaceutico, la chimica,
la petrolchimica, l’energia, i macchinari e i software sono considerati prioritari in termini di
investimenti.
Il settore delle tecnologie rimane in una situazione meno favorevole in ragione delle sue capacità
limitate.
Il basso livello tecnologico e la competitività limitata sono fattori che limitano una maggiore
evoluzione delle esportazioni turche. La Turchia è fortemente integrata nelle catene mondiali del
valore e possiede un legame solido con la produzione industriale europea, in particolare con la
Germania (primo mercato di esportazione della Turchia). Le entrate all’esportazione dipenderanno
quindi dalla capacità di resilienza della crescita europea, soprattutto per i settori dell’auto e del
tessile-abbigliamento.
“La situazione della Turchia continua a mostrare diverse possibilità di interpretazione. Da un lato,
infatti, ci troviamo ad affrontare un calo della domanda interna; dall’altro, invece, l’export prosegue
la sua crescita, rappresentando una spinta positiva per l’economia”, sottolinea Ernesto De Martinis,
CEO di Coface in Italia e Head of Strategy della Regione Mediterraneo & Africa. “Uno scenario a
doppia faccia, dove la sempre più crescente stagflazione viene però controbilanciata dalla
prospettive estere, per le quali sarà fondamentale il supporto del Governo al fine di incrementare le
quote di mercato degli esportatori”, conclude De Martinis.
Antonella VONA – T. 0248335640 antonella.vona@coface.com
Coface: insieme, sviluppiamo le imprese
Da oltre 70 anni, Coface è un punto di riferimento nel mercato dell’assicurazione dei crediti e del risk
management in tutto il mondo grazie alla sua consolidata esperienza e al suo solido network. Con l’ambizione
di essere per le aziende il partner di assicurazione dei crediti più agile del settore, i professionisti di Coface
supportano oltre 50.000 clienti nel consolidamento e sviluppo delle loro attività, grazie a soluzioni che tutelano
e aiutano le imprese nell’individuazione e gestione delle migliori politiche di credito a supporto delle vendite
nel mercato domestico ed export. Nel 2017, Coface ha contato su uno staff complessivo di 4.100 collaboratori
in 100 Paesi nel mondo, con un fatturato di 1,4 miliardi di euro.
www.coface.it

Comments are closed.