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29 ottobre 2018 Comments Off on INTERNAZIONALIZZAZIONE-Coface_Emirati Arabui Uniti: a metà strada nella loro diversificazione economica, devono ancora integrarsi nelle filiere mondiali Dalla home page

INTERNAZIONALIZZAZIONE-Coface_Emirati Arabui Uniti: a metà strada nella loro diversificazione economica, devono ancora integrarsi nelle filiere mondiali

A metà strada nella loro diversificazione economica, gli Emirati Arabi
Uniti devono ancora integrarsi nelle filiere mondiali
• Grazie alla posizione strategica, gli Emirati Arabi Uniti (EAU) giocano un ruolo
centrale nelle esportazioni e riesportazioni regionali, come testimoniano i
diversi accordi economici e di cooperazione siglati con altri paesi
• Una maggiore integrazione nell’iniziativa della Nuova Via della Seta 1
rappresenta sia un rischio che un’opportunità per gli Emirati Arabi Uniti
• Il paese è solo a metà del processo di diversificazione economica e non è
ancora integrato nelle filiere mondiali

Diversificazione in corso per equilibrare la dipendenza dal petrolio
Nel corso degli ultimi trent’anni, gli Emirati Arabi Uniti sono diventati la seconda economia più
importante e la più diversificata tra i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, grazie alla messa
in atto di un quadro legislativo adeguato in termini di normative, investimenti e barriere commerciali
che hanno consentito l’espansione del settore privato. Tra il 2000 e il 2017, la quota delle entrate
petrolifere rispetto alle entrate finanziarie totali è diminuita di 7 punti percentuali, al 53%. Le
esportazioni di petrolio e di prodotti petroliferi sono crollate al 16% del totale delle esportazioni nel
2016, contro il 76% nel 2000. Le esportazioni di plastica, legno, carta, pietre preziose, cemento  prodotti di trasporto e metalli sono aumentate durante questo periodo. Malgrado questi risultati positivi, gli Emirati Arabi Uniti non sembrano essere ancora integrati nelle
filiere mondiali. Unicamente i combustibili, i metalli, i minerali e le pietre, che rappresentano una
piccola parte del settore manifatturiero, sono integrati. Questa situazione impedisce alle imprese
locali di mettere in atto un processo di produzione in numerosi paesi, portando a una integrazione
limitata nelle filiere mondiali del valore, malgrado i continui sforzi di diversificazione economica e
commerciale del paese.

L’iniziativa della Nuova Via della Seta: una fonte di opportunità e rischi
Gli Emirati Arabi Uniti hanno siglato diversi accordi con numerosi paesi in ambito commerciale e di
investimenti, tra cui la Cina, paese favorito grazie all’iniziativa della Nuova Via della Seta lanciata
nel 2013. Questi accordi potrebbero stimolare il commercio e gli investimenti e permettere ai paesi
di accedere a mercati più ampi, soprattutto nei settori delle costruzioni, dei metalli, del commercio,
della logistica e degli idrocarburiIl valore degli scambi bilaterali tra EAU e Cina ha raggiunto i 52,7 miliardi di dollari statunitensi nel
2017, in crescita del 15% rispetto all’anno precedente. Il volume degli scambi, al di fuori del petrolio,
è aumentato a 3,5 miliardi di dollari, mentre le importazioni hanno raggiunto i 31,9 miliardi di dollari
statunitensi. I principali prodotti esportati dagli EAU in Cina sono l’alluminio, i fertilizzanti chimici, il
petrolio e il polistirolo, mentre le importazioni comprendono principalmente il tessile, l’abbigliamento,
i prodotti metallici, i macchinari e l’elettronica. Nel 2018, nel contesto della Nuova Via della Seta, il
volume degli scambi, ad eccezione del petrolio, tra Cina ed EAU dovrebbe raggiungere i 58 miliardi
di dollari, dal momento che questa iniziativa permetterà agli Emirati di rafforzare la propria posizione
di hub regionale per le esportazioni e gli investimenti. Complessivamente, i due paesi hanno già
siglato 13 accordi e protocolli di intesa in molti ambiti, permettendo agli Emirati di attirare maggiori
investimenti provenienti dalla Cina, che al momento non rientra ancora nella top 10 dei suoi
investimenti diretti esteri.
Ci sono ancora molte incertezze per quanto riguarda la Nuova Via della Seta.

L’instabilità geopolitica e le tensioni politiche a cui assistono numerosi paesi coinvolti in questa iniziativa potrebbero avere
un impatto sugli EAU in caso di crisi generale della regione. Anche il rallentamento dell’economia
cinese potrebbe pesare sull’industria degli Emirati, poiché comporterebbe un calo della domanda di
prodotti petroliferi e petrolchimici. Le nuove misure protezioniste imposte dagli Stati Uniti alla Cina,
nel quadro della guerra commerciale in atto, potrebbero influire negativamente sul commercio e sui
settori logistici degli EAU.

“Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un caso-Paese molto interessante dove la crescita raggiunta
negli ultimi anni sembra scontare una sorta di isolamento rispetto alla catena globale del valore,
nonostante i numerosi accordi di partnership con Paesi esteri”, ricorda Ernesto De Martinis, CEO di
Coface in Italia e Head of Strategy Mediterranean & Africa. “Una situazione da monitorare
attentamente perché potrebbe impattare direttamente anche sul continuo sforzo di diversificazione
del Paese”, ha aggiunto De Martinis.

 

 

In allegato, nuovo Focus di Coface – uno dei leader mondiali nell’assicurazione dei crediti – sugli Emirati Arabi Uniti

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