STARTUP-Business Angel al Tis altoatesino:così Ars Meccanica

STARTUP-Tis: azienda familiare coltiva con successo cetriolini

3 agosto 2014 Comments (0) Dalla home page

EXPORT-Messico: Sace, più energia per il futuro

A dicembre 2013 il governo messicano ha approvato la riforma costituzionale che porra fine al monopolio petrolifero e consentira allo stato di stipulare contratti con societa private, messicane o straniere, sia per le attivita upstream (esplorazione e produzione) che downstream (raffinazione). Senza intaccare il controllo statale sugli idro-carburi, la riforma permettera quindi l’ingresso dei capitali privati nell’industria petrolifera.

La sola liberalizzazione del settore energetico potrebbe incrementare la crescita del PIL reale messicano di 0,7 punti percentuali annui tra il 2015 e il 2018. Se a questa si aggiungono gli effetti delle altre riforme (mercato del lavoro, telecomunicazioni, finanza e fiscale), la crescita annuale del PIL reale potrebbe attestarsi tra il 3,5-4,5% annuo nel medio periodo (2015-18)5. Stime del governo messicano indicano che la produzione petrolifera potrebbe raggiungere i 3 milioni di barili al giorno entro il 2018 e i 3,5 milioni entro il 2025. In tal modo il Messico resterebbe tra i grandi player a livello mondiale. Inoltre, il blocco nordamericano – Canada, Stati Uniti e Messico – potrebbe consolidarsi come un possibile “rivale” rispetto ai paesi e aree piu tradizionali in campo energetico, Medio Oriente e Russia. Si attendono inoltre ricadute anche sul piano occupazionale, grazie alla creazione di 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro, diretti e nell’indotto, entro il 2025.

slider_trivellePer l’export italiano, gli effetti della riforma non riguarderanno soltanto le major petrolifere, ma avranno impatti anche per le societa di impiantistica e di servizi, quelle specializzate nella produzione di macchinari per la trivellazione/fracking e di tubature per pipeline. L’incremento degli investimenti derivanti dalla riforma aprira pertanto maggiori opportunita per le imprese operanti in tali settori. La manifattura italiana, con una solida expertise nel settore Oil&Gas, ha margini per un sostanziale incremento della propria presenza nel paese. Nel 2013 l’export italiano di meccanica strumentale in Messico e stato pari a 1,3 miliardi di euro (+4,6% rispetto al 2012), rappresentando oltre il 33% dell’export italiano verso il paese. Le previsioni Sace indicano una crescita media annua delle esportazioni del 6,2% nel periodo 2014-17.

L’export italiano di macchinari per impieghi speciali destinati anche all’attivita estrattiva presenta un legame piu che proporzionale rispetto all’andamento dell’economia messicana. Dovessero realizzarsi le previsioni, a fronte di una crescita media annua del PIL nel medio periodo pari al 4%, le esportazioni italiane di macchinari per impieghi speciali crescerebbero del 6,4%. Anche nell’ipotesi di uno scenario economico piu conservativo l’export del comparto crescerebbe a tassi medi annui del 5%.

Qui di seguito il Focus On completo a cura dell’Ufficio Studi di SACE.

Il Messico e un paese dai fondamentali macroeconomici solidi, senza squilibri finanziari, con un controllo efficace dell’inflazione e un tasso di cambio flessibile. Dopo una crescita del 3,9% nel 2012, il PIL ha rallentato nel 2013, crescendo dell’1,1%. Le previsioni per il periodo 2015-18 sono tuttavia positive: il PIL dovrebbe crescere tra il 3,5-4,5% medio annuo, sostenuto sia dalla ripresa della domanda statunitense, sia dagli effetti delle riforme strutturali varate recentemente (energia e telecomunicazioni in primis), che dovrebbero inoltre garantire un aumento degli investimenti, anche esteri, nel paese.

Reforma-de-PemexA dicembre 2013 il governo ha approvato la riforma costituzionale che porra fine al monopolio petrolifero e consentira allo stato di stipulare contratti con societa private, messicane o straniere, sia per le attivita upstream (esplorazione e produzione) che downstream (raffinazione). Senza intaccare il controllo statale sugli idrocarburi, la riforma permettera quindi l’ingresso dei capitali privati nell’industria petrolifera. La normativa deliberata in Senato, e in fase di approvazione anche alla Camera, prevede la suddivisione delle attivita di sfruttamento dei giacimenti petroliferi in due gruppi: (i) allocazionediretta e (ii) assegnazione tramite procedure competitive aperte ai privati. Le prime continueranno ad essere sviluppate dallasocieta di stato Petroleos Mexicanos (PEMEX). Il settore privato potra invece operare negli altri giacimenti partecipando alle selezioni su base d’asta. Nelle aree di competenza di PEMEX e prevista la possibilita di compartecipazione del privato tramite la costituzione di joint venture (JV). Le JV potranno riguardare le attivita di raffinazione, trasporto e distribuzione e il settore petrolchimico.

PERCHE L’APERTURA AGLI INVESTIMENTI PRIVATI?

keystone-pipelinePemex, con i suoi 10 miliardi di barili di riserve provate di crude, si posiziona tra le prime cinque compagnie petrolifere al mondo. La produzione di Oil&Gas garantisce allo stato un terzo delle risorse federali e rappresenta circa il 16% delle esportazioni totali del paese. Le dimensioni mascherano pero la performance: negli ultimi anni Pemex e diventata sempre piu fragile e meno efficiente, registrando dal 2004 un continuo calo della produzione e perdite nei bilanci1. I giacimenti nelle “acque basse” sono ormai in via di esaurimento ed e quindi necessario puntare sul deepwater e sulle tecniche di fracking che richiedono tecnologie avanzate, know-how e quindi iniezioni di nuovi capitali. Risorse e competenze di cui Pemex non dispone.

Secondo il Center for Strategic and International Studies2, infatti, per sfruttare appieno le potenzialita delle riserve probabili di gas e petrolio in Messico, Pemex dovrebbe disporre di un budget dodici volte superiore a quello del 2013. Pemex manterra quindi la propria operativita prevalentemente sui giacimenti piu tradizionali, ove la compagnia vanta un’esperienza maggiore e che richiedono pochi investimenti in nuovo know-how. I nuovi investitori potranno invece concentrarsi maggiormente sui giacimenti offshore e shale oil/gas.

QUALI OPPORTUNITA PER GLI INVESTITORI PRIVATI

pemex-1Gli operatori privati potranno operare autonomamente nelle aree svincolate dall’esclusivita di Pemex siglando contratti con la Comision Nacional de Hidrocarburos. Dei 407 mila Km2 allocati in monopolio a Pemex prima della riforma, si assegneranno ai privati circa 200 mila Km2 su base d’asta in 10 round. La riforma indica che si potranno stipulare con le imprese diversi tipi di contratto:

? Profit-sharing: il governo paga alle compagnie petrolifere una percentuale dei ricavi generati al netto dei costi di esplorazione e produzione.

? Production-sharing: le compagnie ricevono una percentuale fisica della produzione, la quale include una parte in compensazione dei costi sostenuti.

? Licensing: le licenze danno la possibilita di esplorare un’area per un determinato periodo, trasferendo la proprieta della produzione finale ottenuta alla controparte privata.

? Contratti di servizio: le compagnie sono retribuite per eseguire particolari attivita per conto di Pemex, con obbligo di pagamento anche se la produzione non e finalizzata.

Attualmente e in corso il cosiddetto round zero, seguendo l’esempio dell’esperienze brasiliana e colombiana, rispettivamente, nel 1997 e nel 2003. In questa fase saranno individuate le aree che resteranno riservate all’operativita di Pemex, da sola o in JV, in base a una selezione di siti individuati dalla compagnia, sulla quale il Ministero dell’Energia dovra pronunciarsi entro settembre. Nella selezione si distingue tra due tipologie di siti, quelli di estrazione e di esplorazione. I primi sono quelli dove Pemex gia opera e intende mantenere la produzione. I siti di esplorazione sono invece destinati allo sviluppo futuro. In caso di JV, il Messico dovrebbe comunque mantenere il 95% delle quote su giacimenti in aree terrestri, il 59% su quelli in acque superficiali, il 29% per le acque profonde e il 15% nei siti di shale gas4.

LA RIFORMA ENERGETICA COME VOLANO DI CRESCITA

La sola liberalizzazione del settore energetico potrebbe incrementare la crescita del PIL reale messicano di 0,7 punti percentuali annui tra il 2015 e il 2018. Se a questa si aggiungono gli effetti delle altre riforme (mercato del lavoro, telecomunicazioni, finanza e fiscale), la crescita annuale del PIL reale potrebbe attestarsi tra il 3,5-4,5% annuo nel medio periodo (2015-18)5. Stime del governo messicano indicano che la produzione petrolifera potrebbe raggiungere i 3 milioni di barili al giorno entro il 2018 e i 3,5 milioni entro il 2025. In tal modo il Messico resterebbe tra i grandi player a livello mondiale. Inoltre, il blocco nordamericano – Canada, Stati Uniti e Messico – potrebbe consolidarsi come un possibile “rivale” rispetto ai paesi e aree piu tradizionali in campo energetico, Medio Oriente e Russia Si attendono inoltre ricadute anche sul piano occupazionale, grazie alla creazione di 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro, diretti e nell’indotto, entro il 2025.

LE OPPORTUNITA PER L’EXPORT ITALIANO

petrolio_e_gasGli effetti della riforma non riguarderanno soltanto le major petrolifere, ma avranno impatti anche per le societa di impiantistica e di servizi, quelle specializzate nella produzione di macchinari per la trivellazione/fracking e di tubature per pipeline. L’incremento degli investimenti derivanti dalla riforma aprira pertanto maggiori opportunita per le imprese operanti in tali settori. La manifattura italiana, con una solida expertise nel settore Oil&Gas, ha margini per un sostanziale incremento della propria presenza nel paese. Nel 2013 l’export italiano di meccanica strumentale6 in Messico e stato pari a 1,3 miliardi di euro (+4,6% rispetto al 2012), rappresentando oltre il 33% dell’export italiano verso il paese.

Le previsioni Sace indicano una crescita media annua delle esportazioni del 6,2% nel periodo 2014-17. L’export italiano di macchinari per impieghi speciali destinati anche all’attivita estrattiva presenta un legame piu che proporzionale rispetto all’andamento dell’economia messicana8. Dovessero realizzarsi le previsioni, a fronte di una crescita media annua del PIL nel medio periodo pari al 4%, le esportazioni italiane di macchinari per impieghi speciali crescerebbero del 6,4% (Fig. 5). Anche nell’ipotesi di uno scenario economico piu conservativo l’export del compartocrescerebbe a tassi medi annui del 5%.

La riforma comincera a produrre i propri effetti dopo l’implementazione definitiva della normativa secondaria. A partire da allora le imprese italiane potranno beneficiare delle nuove possibilita all’interno di un contesto operativo che presenta molti elementi favorevoli, soprattutto se confrontati con gli altri paesi dell’area e nonostante il permanere di elevati livelli di corruzione, criminalita e una burocrazia inefficiente. Tra gli aspetti positivi rilevano:

? tempi di attuazione dei contratti contenuti, pari a 400 giorni (media America Latina 734);
? durata media delle procedure di insolvenza pari a 1,8 anni (2,9);
? tempi brevi per avviare una nuova impresa, soli 6 giorni (36,1);
? qualita delle infrastrutture adeguata (il paese e 64°/148 nella classifica Global Competitiveness Index 2013-2014).

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.