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11 aprile 2018 Comments Off on INNOVAZIONE-Le selle “sostenibili” di Repente sotto i riflettori del Parlamento Europeo News

INNOVAZIONE-Le selle “sostenibili” di Repente sotto i riflettori del Parlamento Europeo

La startup vicentina fra i protagonisti di un simposio intercontinentale a Bruxelles dedicato all’innovazione

 

Repente, il nuovo brand che ha lanciato un progetto rivoluzionario di selle d’alta gamma, è stato fra i protagonisti di un convegno internazionale dal titolo “Italia e America latina, un ponte di opportunità innovative e digitali”, tenutosi a palazzo Spinelli, sede del Parlamento Europeo a Bruxelles. La start-up vicentina è stata chiamata a partecipare a questo importante simposio per rappresentare l’eccellenza italiana in materia di innovazione.

A nome di Repente era presente Eros Maccioni, responsabile della comunicazione. Al tavolo dei relatori anche l’ambasciatore della Colombia Francisco Coy, l’europarlamentare Brando Benifei, il fondatore della Fintech Ewala, Sinouhé Monteiro, e il fondatore di Conexx Europe, Maximiliano Alonso.

Il solo fatto di essere stati invitati in un contesto simile è stato per noi un grande riconoscimento –  spiega Eros Maccioni -. Il progetto di Repente è stato ritenuto un caso esemplare nel campo della sostenibilità, della qualità produttiva e dell’economicità. Per la prima volta nel campo delle componenti per bici si è sentito parlare di trasformare una spesa in un investimento. Ha suscitato molto interesse il fatto che le selle ultraleggere full carbon di Repente si suddividono in due parti: una base che rimane fissa e una cover sostituibile, che può essere cambiata se si danneggia o semplicemente se si vuole un’altra shape. Finora Repente ha prodotto tre tipi di cover intercambiabili, con caratteristiche strutturali diverse”.

Il sistema di aggancio-sgancio che abbiamo messo a punto, chiamato RLS, è facile e sicuro – spiega Massimo Farronato, ex manager nel settore delle selle e oggi Ceo di Repente -. Grazie a questa tecnologia non si cambia e ricompra un’intera sella ma solo la cover, mentre la base resta fissata al reggisella.

 

C’è un vantaggio anche per i commercianti, che non devono necessariamente tenere a magazzino tante basi quante sono le cover. I ciclisti, invece, non dovranno ogni volta andare a farsi ‘rimettere in sella’ da un posizionatore”.

“Il punto veramente innovativo – sottolinea l’imprenditore vicentino – è che solo la parte deteriorabile della sella è destinata ad essere buttata, mentre la base diventa una parte durevole quanto il telaio, i pedali o il manubrio. Meno materiali da sostituire, meno soldi da spendere, una mano tesa alla sostenibilità ambientale”.

“Oltretutto – aggiunge Farronato – abbiamo introdotto un bordo laterale nella base in carbonio che protegge il rivestimento delle cover dalle abrasioni.  Insomma, Repente sta facendo di tutto per allungare il ciclo vitale delle selle, una filosofia anticonsumistica che ci piacerebbe vedere applicata in molti altri settori”.

Possiamo affermare che questa trasferta a Bruxelles si è rivelata un successo – conclude Eros Maccioni -. Abbiamo allacciato nuove relazioni con operatori economici ed istituzionali di varie parti del mondo, interessati ai nostri prodotti e soprattutto alla nostra filosofia. Siamo tornati dal Parlamento Europeo spronati a proseguire su questa strada, e a portare la nostra idea di innovazione anche nei nuovi modelli di sella che entro qualche mese presenteremo al pubblico”.

Repente è stata fondata nell’aprile del 2017. La sua sede amministrativa è a Marostica. I modelli attualmente in produzione sono Aleena (130 grammi), con fessura anatomica, Comptus (135 grammi) e Kuma (145 grammi). Repente produce anche nastri manubrio anallergici.

Fra gli atleti che stanno utilizzando le selle Repente il plurititolato della mtb Tomi Misser, l’azzurra Simona Frapporti (bronzo ai recenti mondiali su pista di Apeldoorn), l’ironwoman Maria Maroto, il biker già iridato Ivan Degasperi, il team americano di fixed gear Revoracing, il più volte campione mondiale ed europeo Master Gianmarco Agostini e il triathleta francese Julien Brossier.

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