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31 marzo 2016 Comments Off on INNOVAZIONE-Ambiente: la lana di pecora sarda ripulirà i mari dal petrolio Dalla home page

INNOVAZIONE-Ambiente: la lana di pecora sarda ripulirà i mari dal petrolio

Panni e rotoli della Edilana di Guspini sono potenti assorbitori e mini depuratori Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’università di Cagliari.

La lana mangia petrolio è una innovazione tutta sarda. La creazione realizzata con il 100 per cento di lana vergine di pecora autoctona, capace di assorbire e degradare in modo naturale gli idrocarburi, è nata dalla collaborazione tra l’università di Cagliari, Edilana, azienda di bioedilizia di Guspini e le filiere Edizero architecture of peace. La loro sinergia ha permesso di realizzare Geolana, prodotto innovativo nato dal progetto di sviluppo finanziato per oltre 25 milioni di euro di Fondi Por all’interno del programma “Innova.Re-Innovazione in rete”.

I prodotti salvamare. Sono due i prodotti mangia petrolio “Geolana SeaCleanup-linea Lanaturale salute del mare”, naturali al 100 per cento. I panni assorbenti e i rotoli di carta, tutti di lana vergine sarda. Duplice la loro funzione: sono dei potenti assorbitori, ma anche dei minidepuratori, in grado di biodegradare senza additivi aggiunti, gli idrocarburi petrolchimici sversati a mare durante le attività operative giornaliere di navigazione (trasporto, turismo, pesca). Un prezioso aiuto per contenere i danni dell’inquinamento marittimo giornaliero, presente nei porti e porticcioli con annessi stabilimenti balneari, zone costiere, aree di pesca, siti industriali. Un dato su tutti per capire il valore del prodotto presentato come una innovazione di livello mondiale: un chilo dibooms, cioè di rotoli di lana, è in grado di assorbire 12,68 chili di olio motore e oltre 4 chili di gasolio.

Microcelle cattura-veleni . «Geolana è un geo tessile intelligente – spiega Giampietro Tronci, ingegnere ambientale responsabile di produzione Geolana –. Le sue microcelle sono capaci di catturare e trattenere gli idrocarburi petrolchimici. La sua ingegneria tessile è studiata per essere habitat ideale di microorganismi utili che in questo contesto per loro ottimale, trovano il cibo di cui si nutrono: gli idrocarburi derivati dal petrolio e i composti azotati deleteri per le nostre acque».

Le sinergie. La lana mangia veleni è frutto di un progetto tra università e impresa. Nello specifico tra Ingegneria sanitaria e scienze tecnologie e biomediche sezioni microbiologia dell’ateneo cagliaritano e l’azienda Edilana.

Catastrofi ambientali. Gli sversamenti a mare di idrocarburi causano il 25 per cento dell’inquinamento marittimo totale. Un problema ambientale quasi invisibile e mediaticamente poco rilevante sebbene sia ben tre volte superiore all’inquinamento causato dagli sversamenti da incidenti di navi, petroliere e piattaforme. Una emergenza ambientale che la lana di pecora potrebbe contribuire a contenere.

Fonte: La Nuova Sardegna

 

 

Edilana: nasce nel 2008 e si basa sul riutilizzo degli scarti della lana per produrre isolanti termici e acustici per gli edifici; per creare – se la lana è abbinata ad altre eccedenze –cappotti coibentati da inserire nei tetti o all’interno dei muri in fase di costruzione.

La pura lana vergine al 100%, impiegata per le lavorazioni, proviene dalle pecore autoctone sarde, nello specifico da quelle a pelo corto la cui lana non viene utilizzata per la filatura. Ciò ha fatto ottenere all’impresa una certificazione europea di autenticità della materia prima. Edilana ha raggiunto, inoltre, due record: è l’unica industria sarda a produrre questi materiali ed è la sola azienda italiana del comparto lanifero ad aver adottato il “chilometro 0”.

 

In apertura: l’imprenditrice Daniela Ducato e le pecore sarde dal pelo corto da cui “Edilana” ricava la pura lana vergine al 100% per creare nuovi materiali.

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