L’INPS sottolinea l’importanza di monitorare eventuali aggiornamenti legislativi, in quanto le regole potrebbero subire modifiche.
Nel corso del 2025, diversi lavoratori italiani possono usufruire di nuove opportunità per anticipare l’accesso alla pensione fino a tre anni prima rispetto all’età ordinaria di vecchiaia.
Il requisito fondamentale rimane il possesso di un determinato numero di anni di contributi, ma le condizioni variano in base a diverse categorie e situazioni personali, come illustrato dalle ultime disposizioni dell’INPS.
Requisiti contributivi per la pensione anticipata nel 2025
Secondo la normativa vigente, l’età standard per andare in pensione è di 67 anni, con un minimo di 20 anni di contributi versati. Tuttavia, è possibile anticipare l’uscita dal lavoro se si soddisfano specifici criteri contributivi. Per esempio, per chi ha versato contributi prima del 31 dicembre 1995, il requisito contributivo minimo è molto più elevato: 41 anni e 10 mesi per le donne, mentre per gli uomini la soglia sale a 42 anni e 10 mesi.
Nel caso dei lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, sono necessari almeno 35 anni di contributi effettivi, esclusi periodi di malattia o disoccupazione, considerando validi tutti i contributi accreditati o versati a qualsiasi titolo.
Anche chi ha iniziato a contribuire dal 1° gennaio 1996 può beneficiare della pensione anticipata, ma con alcune limitazioni, come l’esclusione della contribuzione volontaria e la rivalutazione specifica dei contributi maturati prima dei 18 anni di età.
Inoltre, per accedere all’anticipo pensionistico, è richiesto un limite anagrafico minimo di 64 anni, soggetto ad adeguamenti legati alla speranza di vita a partire dal 2027. Per quanto riguarda l’importo dell’assegno pensionistico, l’INPS richiede che la prima rata non sia inferiore a tre volte l’assegno sociale mensile, con riduzioni per le donne in base al numero di figli.
La pensione anticipata per i lavoratori precoci e categorie particolari
Una delle misure più rilevanti riguarda i lavoratori precoci, che possono accedere alla pensione indipendentemente dall’età anagrafica, a condizione di avere almeno 41 anni di contributi, di cui almeno uno versato prima dei 19 anni.

Questa possibilità è riservata a chi appartiene a categorie particolari, come disoccupati a seguito di licenziamento, invalidi con una percentuale superiore al 74%, o chi assiste conviventi non autosufficienti da almeno sei mesi.
Inoltre, rientrano in questa categoria i lavoratori che hanno svolto attività considerate particolarmente gravose o usuranti, secondo il Decreto Legislativo 21 aprile 2011, n. 67.
Tra queste attività si annoverano, tra le altre, operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia, conduttori di mezzi pesanti, personale sanitario turnista, insegnanti della scuola dell’infanzia, facchini, operatori ecologici e lavoratori del settore agricolo e pescheria.
Per poter accedere alla pensione anticipata come lavoratore precoce, è inoltre necessario aver svolto continuativamente l’attività lavorativa fin dalla giovane età, un requisito che, data la precarietà del mercato del lavoro italiano, risulta difficile da soddisfare per molti.
Come presentare la domanda per la pensione anticipata
Per richiedere la pensione fino a tre anni prima, è indispensabile verificare con attenzione la propria posizione contributiva attraverso il portale INPS o tramite sportelli dedicati. La domanda deve essere presentata all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, che valuterà il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa.
Nel frattempo, i lavoratori interessati sono invitati a pianificare con attenzione il proprio percorso pensionistico, tenendo conto delle specificità del proprio profilo contributivo e lavorativo.