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18 gennaio 2010 Comments (0) News

IMPRESE – Unioncamere: 2 imprese su 3 puntano sulla qualità

Il 2010 segna la nascita dell’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani e la pubblicazione del 1° Rapporto, che intende delineare il quadro completo di 92 distretti censiti e delle realta che ne fanno parte: cioe un campione molto ampio, tanto da rappresentare 188 mila imprese operanti dei settori di specializzazione manifatturiera (il 36,1% del totale nazionale), 1,45 milioni di occupati (il 31,4% dell’occupazione totale nell’industria manifatturiera), con una dimensione molto piccola: l’84,3%, infatti, non supera i 9 addetti. In questi distretti si concentra il 28,3% del valore aggiunto (67 miliardi di euro) e il 27% delle esportazioni (96 miliardi). In sostanza, il valore dei distretti dell’Osservatorio rappresenta quasi un terzo della ricchezza del settore manifatturiero del nostro Paese.

L’Osservatorio Nazionale Distretti Italiani e la banca dati dei distretti presenti nel nostro territorio, reti in continua mutazione che si sviluppano e si modellano con l’evolversi della situazione economica, uno strumento promosso dalla Federazione dei Distretti Italiani a livello nazionale in partnership con Unioncamere e Confindustria, nonche in collaborazione con Banca d’Italia, Censis, Fondazione Edison, Intesa Sanpaolo, Istat, Symbola.

“I due terzi delle Pmi distrettuali continuano a differenziare l’offerta produttiva, investendo in innovazione, in design, in gusto – ha affermato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello nel corso della presentazione del 1° Rapporto dell’Osservatorio dei distretti italiani – E proprio facendo della qualita la propria bandiera, circa il 45% di esse conta di intercettare nuovi bisogni di nuovi clienti, raggiungendo altri e piu promettenti mercati esteri. Un sacrificio non del tutto riconosciuto. Se e vero, come e vero, che e su di essi che si scarica piu pesantemente la tassazione. I risultati di tali strategie – ha poi aggiunto – cominciano pero ad arrivare. Anche se all’interno dei distretti registriamo situazioni molto diverse fra loro, gli ultimi mesi del 2009 hanno visto un diffuso rallentamento della caduta per i principali indicatori economici. Intervistate dal nostro Centro Studi a meta dicembre, il 62% delle imprese distrettuali ha previsto che, a crisi riassorbita, avra raggiunto un livello di competitivita superiore a quello di un anno fa. Le filiere si sono sfilacciate – ha sottolineato – ma senza forti emorragie nel tessuto imprenditoriale dei distretti. E invece quella occupazionale, in prospettiva, la vera emergenza: in queste aree, il 42% delle imprese ha ridotto gli organici nel 2009 e il 25% lo fara nel 2010. Una flessione importante, ma in molti casi meno accentuata rispetto alle perdite segnalate dai bilanci. Perche per i nostri imprenditori – ha concluso Dardanello – specialmente quelli a capo delle piccolissime aziende e dei laboratori artigiani, e questo il vero patrimonio, la cui perdita sarebbe difficile da ricostruire in tempi brevi”.

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