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29 marzo 2012 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Turismo: contro la crisi, Italia a portata di mouse

Otto imprese dell’industria della vacanza su dieci sono presenti sul web: circa il 48% permette la prenotazione attraverso i sistemi di booking online. Inoltre ben il 33,3% e presente sui social network, quota in notevole aumento rispetto allo scorso anno (19,8%), con punte del 37,3% per gli hotel. Il risultato? L’industria della vacanza nel suo complesso tiene (-0,2% il bilancio annuale delle camere vendute) e gli operatori piu innovativi, cioe quelli che consentono anche il booking online (47,9%) ottengono costantemente una media di occupazione delle proprie strutture superiore di 10 punti percentuali rispetto alla media.

D’altro canto, sembra questa la strada da continuare a percorrere visto che 4 turisti su 10 ormai utilizzano solo le nuove tecnologie per organizzare i propri viaggi. “Per sfruttare appieno le potenzialita del territorio, attraverso un turismo moderno e sostenibile, dobbiamo avere il coraggio di ragionare sui nostri punti deboli – ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – Tra questi, le infrastrutture, il sostegno al ricorso alle nuove tecnologie, la riduzione del carico fiscale e della burocrazia. Sul fronte del credito, dobbiamo impegnarci a incentivare strumenti finanziari come il credito turistico e promuovere la creazione di fondi di rotazione per le azioni di riqualificazione delle imprese. Senza dimenticare di perseguire una seria politica della formazione, il cui primo obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere la scuola di formazione permanente sul turismo, in linea con quanto esiste negli altri Paesi europei. Per far questo, e evidente che dobbiamo accettare la sfida di elaborare una visione strategica del futuro del Paese. E’ una sfida che possiamo e dobbiamo vincere”.

“Il turismo italiano regge gli urti della crisi e per il 2011 tiene piu degli altri settori economici. Stabile il numero di camere vendute nelle strutture ricettive grazie al marketing dei prezzi in calo nella bassa stagione e cambiano le strategie di promo-commercializzazione degli operatori. Otto imprese ricettive su dieci sono presenti sul web e oltre il 30% e presente sui social network. Sono cresciuti del 224% i turisti che utilizzano le applicazioni sugli smartphone e per questo motivo Isnart ha creato una nuova applicazione per le strutture turistiche certificate”. Lo afferma il presidente dell’Isnart, Maurizio Maddaloni che ha presentato la VII edizione di “Impresa Turismo”. “Sta aumentando il ricorso all’intermediazione professionale organizzata – aggiunge Maddaloni – sia da parte delle strutture ricettive che vedono aumentare l’occupazione delle camere, sia dei turisti per prenotare le vacanze”.

Il bilancio del 2011
Il saldo di fine anno del sistema ricettivo e di stabilita (-0,2% di camere vendute), con una media del tasso di occupazione camere pari al 43,8%. Il comparto alberghiero registra un leggero vantaggio, con un tasso medio del 48,4% ed un incremento del +1,5% sul 2010. Piu difficile invece la situazione dell’extralberghiero, che con il 37,6% di occupazione camere si attesta al -2,3% rispetto al 2010. Tra le aree prodotto, rispetto al 2010, si registra per tutte le destinazioni una stabilita nelle vendite. Rispetto alla media si distinguono le strutture ricettive nelle citta di interesse storico artistico (che registrano il 51,1% di vendita delle camere) e nelle destinazioni dei laghi (45,9%).

Le strategie delle imprese
Gli operatori a capo delle piccole e medie imprese, zoccolo duro della nostra economia, reggono il delicato momento anche grazie all’adozione di politiche di promo commercializzazione non piu solo spontanee. Infatti, il ricorso ai circuiti dell’intermediazione rappresenta il primo canale scelto dalle imprese ricettive, e a quelli tradizionali si affiancano (finalmente) i portali online ai quali vi ricorre il 59% degli operatori che utilizzano tali circuiti.

Il comparto dell’intermediazione delle vacanze, quello delle agenzie di viaggio e dei tour operator in tutto il mondo, prima di altri, ha veicolato le proposte di viaggio dai canali piu innovativi. Nel 2011 per la commercializzazione delle proprie offerte oltre il 75% di questi operatori utilizza Internet, attraverso il quale passa oltre il 37% delle vendite complessive di pacchetti vacanza. Piu del 93% dei tour operator a livello mondiale ha un proprio sito web e circa il 30% e presente anche sui grandi portali di promo – commercializzazione.

Per vendere pacchetti verso l’Italia, oltre il 28% utilizza i propri siti web, soprattutto in Europa (32,2%) e nei mercati asiatici (Giappone, Cina e Corea), mentre si affidano anche ai grandi portali web in Russia (vi si realizza il 20,5% delle vendite) e in Cina (con il 23,3%). Resta piu tradizionale la commercializzazione dell’Italia sui mercati lontani, come il Brasile (82%), l’India (74,2%) e gli Stati Uniti (71%). Complessivamente il 14,8% delle vendite di pacchetti turistici verso l’Italia sono realizzate on-line, con quote massime in Olanda (25,4%), Giappone (25,5%), Russia (21,9%) e Canada (20,6%)

Oltre alle politiche dell’intermediazione gli operatori fanno leva anche su quelle del pricing per attirare i flussi, e dopo una notevole riduzione delle tariffe lo scorso anno si e assistito ad un graduale riallineamento. In media, nel 2011, le tariffe applicate per una camera doppia dall’hotellerie variano dai 74 euro del I trimestre ai 76 euro in autunno. Rispetto ai prezzi applicati nel corso del 2010, si rileva un graduale aumento nel primo semestre, che in estate fa registrare una variazione del +12% con tariffe medie che si attestano ad 87 euro.

Andamento diverso per le imprese ricettive extralberghiere. Le tariffe medie applicate per una camera doppia diminuiscono nel corso del 2011 passando dai 59 euro del I trimestre ai 52 nel IV trimestre. Rispetto al 2010, al contrario di quanto accade nelle imprese alberghiere, in chiusura d’anno si assiste ad una riduzione del prezzo medio applicato pari al -11%. Una riduzione mirata forse a rilanciare le basse performance delle vendite nel comparto complementare che, ad eccezione dell’estate, hanno registrato un andamento negativo rispetto all’anno precedente.

Il ruolo di Internet
Se otto imprese ricettive su dieci sono ormai presenti sul web e circa il 48% permette la prenotazione attraverso i sistemi di booking online mentre un altro terzo e presente sui social network, il rovescio della medaglia indica un 20% di imprese ancora non sono presenti on-line e ben piu della meta del comparto ricettivo italiano utilizza Internet come semplice, e ormai superato, strumento di visibilita, senza affiancarlo alla possibilita di acquisto e prenotazione.

A testimoniare la forza del web e il dato relativo ai turisti. Tra le modalita di organizzazione/prenotazione del soggiorno, infatti, il 41% della clientela presente nelle strutture ricettive nel 2011 ha utilizzato internet, in aumento rispetto al 2010 (35,2%). Sebbene il 21,4% sia ancora legato agli strumenti tradizionali (come l’invio dell’ e-mail per prenotare la camera), l’11,2% utilizza i sistemi di booking online della struttura e l’8,4% i grandi portali in particolare per gli hotel (9,6%).

I risultati piu importanti sono proprio quelle relativi alle vendite, tanto che le imprese ricettive che consentono il booking online (47,9%) ottengono costantemente una media di occupazione camere superiore rispetto alle altre. Complessivamente, nel 2011 gli operatori registrano in media 10 punti percentuali in piu nelle vendite soprattutto nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre.

L’utilizzo dell’intermediazione organizzata
Negli anni passati, le quote di strutture che si affidavano al circuito dei viaggi organizzati si attestava sul 35,1% nel 2008, sul 32,9% nel 2009 e sul 30,4% nel 2010. Nel 2011 si e avuto pero un recupero, tanto che lo scorso anno il 34,1% delle imprese ha fatto ricorso al circuito dell’intermediazione organizzata.

I principali punti di riferimento per la commercializzazione delle imprese tramite il circuito dei viaggi organizzati sono le agenzie di viaggio (tradizionali 50% ed online 34%) ed i tour operator (47,7%), seguiti dai grandi portali a cui si affida circa la meta delle imprese che utilizzano tale canale di vendita. In questo scenario, le dinamiche in atto mostrano anche una certa propensione verso l’utilizzo di canali alternativi, soprattutto le associazioni sportive (5,5%), e culturali (5,1%).

I benefici derivanti dall’utilizzo del circuito dei viaggi organizzati si concretizzano anche attraverso l’incremento della quota di turisti che si affida agli operatori dell’intermediazione per prenotare il soggiorno: in media 11,4% contro il 9,8% del 2010, il 9,4% del 2009, il 9,3% del 2008.
Inoltre, sia nel 2010 che nel corso del 2011 le imprese ricettive che hanno stretto accordi con gli intermediari di viaggio registrano un’occupazione camere costantemente superiore a quelle che non vi ricorrono, e la forbice si allarga nei periodi di bassa stagione.

I consumi turistici
Nel 2011 la stima dei consumi turistici nelle destinazioni italiane conta, nel complesso, un totale di 69,3 miliardi di euro, 42,7 miliardi di euro spesi dai turisti nelle strutture ricettive (61,7%), 26,5 miliardi di euro per periodi di vacanze presso abitazioni private (38,3%). Circa 36,3 miliardi di euro provengono dalle spese turistiche degli italiani (52,4%) mentre quasi 33 miliardi di euro sono dovuti ai flussi internazionali (47,6%). Rispetto al 2010 si rileva una contrazione del -5,7% della spesa dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive, dovuta ad un netto calo dei consumi turistici degli italiani (-22,2%) a fronte di una crescita della spesa dei turisti stranieri (+15,6%). Da evidenziare anche il calo dei consumi dei turisti che alloggiano nelle abitazioni private, che beneficiano di 16,5 miliardi di euro dal turismo italiano (-2,6% rispetto al 2010) e 10,1 miliardi di euro dal turismo straniero (-1,3%), per un totale di 26,5 miliardi di euro (in calo del -2,1% rispetto al 2010).

Complessivamente, dunque, si stima una diminuzione totale dei consumi turistici degli italiani pari a -14,4% rispetto al 2010, a fronte di una crescita di quelli dei turisti stranieri del +9,9%, con un risultato complessivo del -4,3% sul 2010.
La spesa totale si e distribuita solo per il 52,7% nelle imprese direttamente turistiche: il 33% nelle strutture ricettive, il 14,7% nella ristorazione, il 5,1% in bar, caffe e pasticcerie. Il 13,7% dei consumi dei turisti italiani e stranieri e stato speso per le attivita ricreative, culturali e di intrattenimento, il 10,5% per l’agroalimentare, il 10% per abbigliamento e calzature, l’8,9% nelle altre industrie manifatturiere, il 2,1% nei trasporti, il 2,1% nell’editoria. Rispetto al 2010, comunque, risulta maggiore la concentrazione dei consumi nelle imprese ricettive e ristorative, passando dal 44,6% di incidenza del 2010 al 52,7% del 2011.

Cio e dovuto ad una maggiore incidenza di spesa nelle imprese direttamente turistiche di coloro che hanno alloggiato nelle imprese ricettive, che nel 2010 concentravano in questi consumi il 56,1% della spesa, mentre nel 2011 ben il 68,1%. Per contro per questi turisti incidono di meno le spese per le attivita ricreative, culturali e di intrattenimento (che passano dal 13,5% del 2010 al 9,7% nel 2011) e lo shopping per l’abbigliamento e calzature (dal 12,2% al 6,4%). In lieve crescita, invece, l’incidenza dei consumi per l’agroalimentare (dal 5,3% al 5,7%).

Anche per i turisti che hanno alloggiato nelle abitazioni private, aumenta l’incidenza dei consumi nella ristorazione, passando dal 25,2% del 2010 al 27,9% nel 2011, a scapito dei consumi per le attivita ricreative, culturali e di intrattenimento che passano dal 24,3% al 20,1%. Al contempo, pero, anche per questi turisti cresce l’incidenza dei consumi per l’agroalimentare (da 15,3% a 18,1% nel 2011).

Di fatto, l’analisi dei consumi dimostra che non tutte le tipologie di vacanza hanno lo stesso livello di “produttivita”. Le citta, ad esempio, sebbene dispongano del 18,8% dei posti letto turistici a livello nazionale, accolgono ben il 26,8% dei consumi nelle strutture ricettive; stessa tendenza, su volumi pero ben diversi, riguarda le localita termali, che offrono il 3,1% dei posti letto ma accolgono il 4,1% dei consumi. A minor rendita, invece, il comparto balneare che pur disponendo nel 34% dei posti letto destinati alle vacanze, raccoglie il 31,8% della spesa. Il rapporto e negativo anche per il turismo della natura, della montagna, del lago, e delle altre localita. ( Nella foto, un particolare della Fontana delle tartarughe in piazza Mattei a Roma)

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