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13 novembre 2012 Comments (0) Dalla home page

GOVERNO-Sulcis: 437 mln ma gli operai non ci stanno

Via libera al piano di sviluppo del Sulcis: si parte con una dotazione finanziaria di circa 451 milioni di eurodei quali 233 a valere su fondi regionali e locali, 128 dal fondo Sviluppo e Coesione (sulla base di un accordo tra Regione e Governo), 90 di provenienza del Governo Nazionale (Fondi del Piano Operativo Nazionale Sviluppo Imprenditoriale Locale). Ad annunciarlo e il Ministero dello Sviluppo economico in una nota. Oggi, riferisce il Mse, si e svolta la visita istituzionale del ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture e trasporti, Corrado Passera, del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e del sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, nella Provincia del Sulcis.

Nel corso della giornata, la delegazione governativa ha discusso con gli esponenti delle istituzioni regionale, provinciale e locale, e con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali le principali problematiche industriali e occupazionali – tra cui Alcoa, Eurallumina, Portovesme e Carbosulcis – e le prospettive di sviluppo del territorio. Al centro dei lavori la firma, tra il ministero dello Sviluppo Economico, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il ministro per la Coesione territoriale, la Regione Autonoma della Sardegna e la Provincia Carbonia Iglesias, del protocollo d’intesa sul ”Piano Sulcis”, lo strumento che individua gli obiettivi e i relativi programmi per lo sviluppo del Sulcis.

Le linee-guida del ”Piano Sulcis” prevedono: la salvaguardia del tessuto produttivo attraverso iniziative industrialmente sostenibili (con particolare riferimento al settore della metallurgia non ferrosa); la realizzazione di un centro di eccellenza ”carbone pulito” nel quadro di un polo tecnologico di ricerca e produzione di energia eco-compatibile; la realizzazione delle infrastrutture indispensabili a creare le condizioni per la realizzazione di nuove iniziative settoriali e imprenditoriali. Il piano prevede poi l’individuazione di nuove prospettive di sviluppo con particolare attenzione alla filiera dell’energia pulita e dell’agro-energia eco-compatibile, alla filiera del risanamento ambientale, alla filiera del turismo; il lancio, entro febbraio 2012, di un concorso internazionale di idee per tradurre le ipotesi territoriali di sviluppo in un progetto concreto.

Si tratta, evidenzia il Mse, di un programma operativo, con assi di intervento ben definiti e risorse certe ad essi destinati. Sul fronte delle vertenze aziendali aperte, nel corso degli incontri si e’ riscontrata: la positiva sottoscrizione, avvenuta in luglio, del contratto di sviluppo con Portovesme srl che ha portato investimenti significativi e a nuove assunzioni di personale; la svolta in corso nella vicenda Eurallumina, con la firma del protocollo d’intesa con Rusal prevista per il prossimo 22 novembre. Tale protocollo d’intesa prevede un piano d’investimenti capace di assicurare il futuro produttivo e occupazionale dell’impianto.

Per quanto riguarda Alcoa, le istituzioni hanno ribadito di essere innanzitutto impegnate a mettere in sicurezza, attraverso gli ammortizzatori sociali, i redditi dei lavoratori, e hanno inoltre confermato di stare seguendo con la massima attenzione l’evolversi delle negoziazioni in atto, sollecitando l’azienda ad accelerare il piu’ possibile le tempistiche. Si e’ infine ribadito che, nell’arco di un mese, il Governo tornera’ nuovamente in Sardegna per affrontare ulteriori problematiche legate al territorio.

La soddisfazione del Governo non e condivisa dai sindacati. “Come era prevedibile, il risultato dell’incontro con i ministri non ha prodotto grandissime novita – hanno affermato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca – La presenza, seppure positiva, di due ministri e un sottosegretario ha prodotto un piano per il Sulcis, noto da mesi, mentre non ci sono risposte concrete su come mantenere in attivita il sistema industriale e le vertenze aperte rimangono infatti ancora tali”.

La presenza dei rappresentanti del Governo ha fatto “ribollire” gli animi e in mattinata, nel settore controllato dalla polizia, circa 150 operai della fabbrica di Portovesme avevano tentato di accedere all’area antistante lo stabile, con lanci di pietre e palloncino riempiti di vernice colorata, ma sono stati respinti dalla polizia. Incidenti anche all’ingresso della miniera di Serbariu tra lavoratori e forze dell’ordine. ”Il tempo delle promesse e terminato e da questa galleria – hanno scritto gli operai in una nota – si esce solo se gli accordi presi a suo tempo si trasformano in atti concreti”. Gli operai sono ex minatori che furono assunto dalla fabbrica di lana di roccia, la Rockwool appunto, che nacque dopo la chiusura delle miniere di Iglesias, ma che a sua volta e fallita. Gli operai, dopo alcuni anni di cassa integrazione, sarebbero dovuti essere ricollocati nelle iniziative di bonifica dell’Igea, ma i politici, dicono, si sono ”dimenticati delle promesse dell’anno scorso secondo le quali gia da gennaio 2012 saremo dovuti rientrare al lavoro. Ma a oggi nessuno dei 56 operai e stato ricollocato”.

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