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MADE IN ITALY-Scarpe: Romani risponde sull’antidumping

13 aprile 2011 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Sardegna: vicino al tracollo se Equitalia…

Oltre 64mila aziende sarde sono indebitate con il fisco, con l’Inps o con l’Inail per un ammontare complessivo di 3 miliardi 516 milioni. Su 160mila imprese che operano in Sardegna, risultano indebitate con il fisco quasi il 40% e come ha confermato la stessa Equitalia, ben 2.354 hanno dichiarato fallimento (a loro carico c’era un debito complessivo pari a 950 milioni di euro), mentre solo 4.007 aziende stanno procedendo a pagare attraverso la rateizzazione.

Questi i dati contenuti nell’interrogazione che il deputato Mauro Pili del Pdl ha rivolto al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti sottolineando che, in questo momento di crisi profonda e previsioni negative anche per il 2011, le imprese risultano gravemente a rischio per le posizioni debitorie aperte, mancanza di liquidita, difficolta di accesso al credito e ritardi di pagamento da parte dei grandi committenti soprattutto pubblici e che in Sardegna sarebbero state accordate 5mila rateizzazioni per un importo complessivo di 300 milioni di euro. Rateizzazioni che, secondo Pili, risultano particolarmente onerose se si considera che, a titolo di esempio documentabile, nella sola prima rata a fronte di una quota capitale di euro 1.559,84 risultano calcolati interessi di mora per 566,49 euro, 715,78 quota interessi di dilazione, 287,60 per quota compensi di riscossione, 939,97 per spese esecutive e 245,63 per diritti di notifica della cartella e a fronte di una quota capitale per la prima rata di 1.559,84 viene richiesto un importo pari a 4.315,31 euro: quindi, la rateizzazione in 72 rate mensili comporta un onere che da 113.458,20 euro di quota capitale passa a un complessivo importo delle rate pari a 181.392,37 euro, ovvero oneri aggiuntivi pari 67.934,17 euro.

Circa 3 milioni di euro di rimborsi per i contribuenti, notificati da Equitalia Sardegna sono rientrati nella disponibilita dello Stato perche i destinatari non hanno ritirato le comunicazioni presumibilmente per il timore che le stesse contenessero ulteriori oneri da pagare. Inoltre, “risulterebbero applicati aggi del 9% sul riscosso, rilevanti interessi di mora e altri oneri sono a livelli insostenibili” tanto che “nella sola citta di Nuoro risulterebbero notificati 3mila preavvisi di fermo amministrativo in appena sei mesi, nella sola citta di Sassari, secondo notizie diffuse dalla televisione di Sassari, Telegi, rischierebbero di essere pignorati 12.500 immobili e 20.000 automezzi circa e in aree geografiche ancora piu deboli come il Sulcis Iglesiente, l’Ogliastra e il Medio Campidano e risultano gravissime le condizioni di centinaia di aziende e imprese familiari che rischiano il fallimento”.

L’ente riscossore, Equitalia – societa per azioni, a totale capitale pubblico (51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps) incaricata dell’esercizio dell’attivita di riscossione dei tributi – e il braccio operativo degli enti come Agenzia delle entrate, Imps, Inail ealtri enti locali e previdenziali: inoltre, la legge n. 248 del 2 dicembre 2005, ha, ricondotto l’attivita di riscossione sotto la competenza pubblica, attribuendo le relative funzioni all’Agenzia delle entrate che le esercita tramite Equitalia (da ottobre 2006 a marzo 2007 il nome era Riscossione spa). In precedenza, il compito era affidato in concessione a circa 40 enti privati ( Equitalia e presente sul territorio nazionale, con esclusione della sola regione Sicilia, attraverso 16 societa partecipate). Tra le regioni dove la societa Equitalia esercita vi e anche la Regione Sardegna nonostante sia dotata di statuto speciale pari a quello della Regione Sicilia; la cui competenza alla riscossione sul territorio regionale per quanto riguarda la Sardegna dovrebbe essere definita proprio in attuazione di un sistema coordinato di finanza locale inquadrato nel nuovo ordinamento del federalismo fiscale e l’articolo 9 dello statuto autonomo della Sardegna dispone che “la Regione puo affidare agli organi dello Stato l’accertamento e la riscossione dei propri tributi. La Regione collabora all’accertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio”.

La conclusione di Pili e che risulta evidente come il sistema produttivo sardo rischi di essere travolto “da una situazione che risulta essere gravissima per la stessa sopravvivenza di decine di migliaia di imprese sarde” e il “tracollo economico rischia di avere conseguenze nefaste sia sulla gia grave situazione economica e occupazionale dell’isola che per quanto riguarda la stessa riscossione dei tributi considerato che ben 2.354 hanno dichiarato fallimento con a loro carico un debito complessivo pari a 950 milioni di euro che difficilmente potra essere riscosso: si tratta, quindi, di una situazione insostenibile e che sta creando non poche tensioni sociali in tutta l’isola, considerate che sono ormai decine le assemblee popolari affollatissime che si susseguono in ogni centro della Sardegna e che le stesse potrebbero sfociare in clamorose quanto dure azioni di protesta”.

Poiche la vertenza Equitalia Sardegna rischia di far franare il sistema produttivo sardo, a Tremonti si chiede se non ritenga “di avviare con urgenza una verifica sulla situazione delle riscossioni in Sardegna con particolare attenzione alla corretta gestione della stessa riscossione e di valutare quale possa essere l’impatto sia sull’economia che sull’effettiva capacita di riscossione di taluni oneri considerato che gli stessi provocano un tracollo economico e finanziario dell’impresa portandola al fallimento risultando poi difficile riscuotere non solo gli oneri aggiuntivi ma la stessa quota capitale”. Inoltre, alla luce della gravissima crisi economica e occupazionale che sta attraversando tutti i comparti produttivi dell’isola, da quelli industriali a quelli agricoli, comprendendo il quasi completo blocco degli investimenti pubblici in particolare quelli infrastrutturali anche in conseguenza delle misure previste dal patto di stabilita, di dover prevedere misure correttive sia sugli studi di settore che sulla stessa imposizione fiscale per le aree duramente colpite dalla crisi economica, “se non ritenga di dover intervenire, anche insieme alla stessa Regione Sardegna, al fine di individuare opportuni atti tesi ad eliminare gli eccessivi e insostenibili oneri aggiuntivi che appaiono improponibili per una societa di riscossione, per giunta di natura pubblica, di dover valutare, con la dovuta attenzione, anche alla luce delle sempre crescenti tensioni sociali, l’opportunita di assumere un’apposita iniziativa, se necessario anche normativa, tesa a sospendere, almeno per un anno, il pagamento degli oneri aggiuntivi al fine di valutarne la congruita e l’eventuale completa soppressione e di dover valutare le procedure seguite in sede di notifica delle stesse imposte di riscossione considerato che e stato pubblicamente rilevato l’utilizzo di societa e personale non legittimato a svolgere tali funzioni di notifica”.

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