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11 febbraio 2019 Comments Off on IMPRESE-Salone d’impresa presenta nuovi strumenti finanziari per le imprese a Pordenone News

IMPRESE-Salone d’impresa presenta nuovi strumenti finanziari per le imprese a Pordenone

ARTU, la nuova struttura aperta al territorio realizzata da COMINShop, ha ospitato il cenacolo del Salone d’Impresa dedicato ai nuovi strumenti finanziari a disposizione delle aziende.

Si è svolto lo scorso 8 febbraio presso a San Quirino presso l’azienda COMINShop un nuovo cenacolo di Salone d’Impresa dedicato a imprenditori, manager e consulenti e alle innovazioni in tema di finanza.

 

Lo ha introdotto il presidente del Salone d’Impresa, Ferdinando Azzariti: “Il primo evento del nuovo anno targato “Rimettere le Scarpe ai Sogni”, ciclo di eventi organizzato da Salone d’Impresa e giunto quest’anno alla settima edizione che fa incontrare imprenditori e specialisti del settore per scambiare e condividere valutazioni, esperienze pratiche ed esempi di soluzioni applicate nelle loro aziende. Salone d’Impresa, è oggi ospite di ARTU luogo importante e vocato alla collaborazione con le Piccole e Medie Imprese, realizzato da COMINshop realtà che costituisce da molti anni un’eccellenza italiana nel realizzare prodotti e servizi avanzati, con un approccio integrato e stupefacente. Una piccola realtà capace di trasformarsi in leader nel proprio segmento di mercato. Come di consueto l’incontro si divide in più parti. Una prima dedicata al Tour Guidato alla Realtà ARTU, seguita da una serie di interventi volti a definire ed esplorare le Nuove Opportunità, i metodi e strumenti avanzati per la Finanza Aziendale.”

 

Lo spazio che ha ospitato l’evento è già di per sé un’innovazione. Non tanto e non solo nel concetto realizzativo ma anche nella funzione non strettamente legata all’azienda. Lo racconta Andrea Bravin Amministratore delegato di COMINshop: “Nel 2017, con i 60 ANNI di attività del fondatore, COMINshop viene svelato “ARTU be comin”, uno spazio esperienziale aperto al Territorio, a disposizione dell’arte, del pensiero laterale e della creatività intesa in tutte le sue declinazioni.  ARTU nasce da una provocazione – continua Bravin – Abbiamo idealmente varcato i confini del tempo e dato significato e forma a un progetto che immaginasse la trasformazione dell’area occupata da un tradizionale showroom. Abbiamo ingaggiato i 5 colleghi creativi chiedendo loro: come sarebbe questo spazio di 400 mq se fossimo già nel 2027? Da queste premesse ha preso vita ARTU, uno spazio multisensoriale, luogo del pensiero e della relazione. Un luogo in cui l’influenza dell’ARTe e gli stimoli esterni si fondono con le abilità e le intuizioni delle Persone che animano l’azienda: creativi, tecnici e ARTigiani.”

 

Entrando nel merito finanziario sono state presentate alcune importanti novità per le imprese. Una sicuramente portata da CRIBIS che ha introdotto una nuova soluzione: la CRIBIS CASH. Il primo frutto dell’alleanza tra CRIBIS e Workinvoice, che è stata sancita dall’entrata del Gruppo CRIF nel capitale di Workinvoice. Questa alleanza si configura in Italia come primo esempio di evoluzione del Fintech verso le partnership con player industriali che dispongono delle risorse necessarie per sfruttare al meglio le idee, i servizi e anche i modelli di business “inventati” dalle startup. La spiega nel dettaglio Aldo Giovannini, Area Manager di CRIBIS “L’Italia è un paese in cui si paga mediamente a 82 giorni, con punte oltre i 100 ad esempio nell’Edilizia e nella Sanità, e dove la percentuale di imprese che paga con grave ritardo è superiore al 10% e ancora lontana dai livelli pre-crisi. Si tratta di tempi di pagamento molto più lunghi della media europea e di molti altri Paesi a livello internazionale, che richiedono un maggior ricorso al finanziamento del circolante da parte delle imprese che, soprattutto nel caso delle PMI difficilmente viene soddisfatto dai canali tradizionali. In questo contesto, nasce una nuova soluzione innovativa che per la prima volta integra il mondo delle informazioni commerciali con un marketplace per la vendita delle fatture, consentendo alle PMI italiane di avere in pochi giorni disponibile la liquidità di cui abbisognano.”

 

“Negli ultimi anni, la crisi economica ha reso evidenti le conseguenze dell’allungamento dei termini di pagamento fra imprese e la conseguente chiusura nella concessione di credito, degli operatori Istituzionali, nelle forme tradizionali – rimarca eco il consigliere di ODCEC Giorgio Zerio – In tale contesto, l’orientamento all’innovazione, l’utilizzo di tecnologie digitali ed un maggior supporto nel controllo dei dati, ha favorito la crescita di piattaforme I.T. su cui far prosperare soluzioni di Supply Chain Finance in grado di offrire, anche alle PMI, nuovi strumenti per finanziare il circolante. La finanza tecnologica – nel linguaggio corrente FINTECH – consente infatti istruttorie rapide, poca burocrazia e tempi di erogazione del credito veloci. Tuttavia la forza propulsiva e la pluralità di soluzioni messe a disposizione dalla Supply Chain Finance, non deve trarre in inganno nei contenuti. Oggi come un tempo, questi sistemi sono fondati sulla trasparenza e controllabilità dei dati delle aziende inserite nelle piattaforme, poggiando su parametri oggettivi. Solidità, puntualità nelle consegne, nei pagamenti e reputazione presso i fornitori sono alcuni dei requisiti che il sistema richiede per assegnare credibilità nell’accesso al credito. In tal senso, un recente studio condotto dall’Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano, esaminando i bilanci di circa 210 mila aziende internazionali fra il 2013 ed il 2016, analizzando le voci degli indicatori operativi correlati alle performance di Supply Chain ha infatti evidenziato, che lo stato di salute dell’impresa analizzata attraverso tali indicatori (al pari di quelli finanziari), influiva significativamente nella valutazione del merito di credito, consentendo di prevedere – con quasi 18 mesi d’anticipo ed una accuratezza di circa l’80% – le sorti di un default dell’impresa stessa.”

 

Altro questione fondamentale per le aziende quella del Welfare legato alla finanza. A Nicola Forin, responsabile Welfare di Azimut che ha fornito alcune importanti indicazioni sul Perché un imprenditore oggi dovrebbe guardare con interesse al Welfare e ai fondi pensione aziendali per le opportunità di risparmio futuro ottenibile da un’azienda che inizi un percorso virtuoso nel welfare. “Un lavoratore che si senta parte di un progetto, che percepisce un livello di attenzione maggiore da parte dell’azienda dove lavora, è un lavoratore che presta maggior qualità alle sue funzioni ed è più attento alle necessità dell’azienda. Questo tipo di fidelizzazione diventa un plus soprattutto qualora al dipendente giungano proposte da aziende concorrenti che però non adottano strumenti di welfare idonei. Spiega Forin – In termini prospettici, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista di una governante aziendale più sostenibile, adottare opportune strutture di welfare significa essere più efficienti rispetto ai competitors del settore. Non tutti i vantaggi sono tangibili e quantificabili economicamente e finanziariamente, (qualità del lavoro, fedeltà aziendale) rispetto a quelli finanziari ed economici. In Azimut, abbiamo creato una piattaforma informatica denominato RAP Aziende che invece ci permette di valutare la situazione odierna e di proiettarne i flussi futuri con i relativi risparmi generati. Fornendo di fatto un prezioso supporto all’imprenditore per i suoi investimenti nel Welfare.”

 

Su innovazione e di finanziamento alle nuove aziende, alle micro imprese e alle sturt up era centrato l’intervento di Franco Scolari direttore del Polo Tecnologico di Pordenone, a cui è stato chiesto chi finanzia l’innovazione?  “Passato lo stato iniziale delle 3F, foolish, friends and family, le start ups, ma in genere le innovazioni radicali assorbono capitale di rischio. Venture capital, business angels, crowd founding sono termini anglosassoni perché proprio in questi paesi si è sviluppato il mercato della FINANZA D’AVVENTURA.  Ma qualcosa sta cambiando anche in Italia dove se non abbiamo Unicorni sono numerose le Gazzelle. E pure il governo sta mostrando attenzione ed ampliando le misure a sostegno di chi rischia e sfida con l’innovazione.”

 

Ha condotto il cenacolo Il professor Mario Zambelli, partner di Salone d’Impresa.

 

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