CRISI-Imprese: dimezzato l’interesse per la Csr

LAVORO-Quote rosa: ancora poche donne nei cda

14 novembre 2011 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Rosa: 9mila in più e 1,4 mln di “capitane”

Forse le pari opportunita non sono ancora pienamente entrate nel dizionario comune degli italiani. Ma un fatto appare incontrovertibile: anche quando le condizioni del mercato non sono certo vantaggiose, la “voglia di impresa” delle donne non cede. Alla fine di settembre, infatti, l’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere segnala che sono quasi 9mila le imprese femminili in piu rispetto al settembre dello scorso anno, con un incremento dello 0,6% rispetto al settembre dello scorso anno. Il dato, significativo di per se, ha una connotazione positiva ulteriore: le 8.814 imprese femminili aggiuntive rappresentano infatti il 47% del saldo totale delle nuove imprese registrate alle Camere di commercio, pari a 18.794 unita tra settembre 2010 e settembre 2011. Lazio, Umbria, Calabria e Veneto le regioni che mettono a segno gli incrementi percentuali piu consistenti, compresi tra l’1,4% e l’1,2%. E, ad eccezione del Lazio, sono incrementi piu rilevanti di quelli che in termini percentuali hanno fatto registrare le aziende a prevalenza maschile.

Queste alcune delle considerazioni che emergono dalla lettura dei dati sul sistema produttivo a prevalente conduzione femminile, presentati oggi in occasione dell’avvio a Macerata del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”. L’iniziativa, promossa da Unioncamere insieme alle Camere di commercio e ai Comitati per l’imprenditoria femminile, si articolera in 7 tappe sul territorio nazionale (dopo Macerata, tocchera Arezzo, Vicenza, Ferrara, Avellino, Reggio Calabria e Aosta), quale occasione per dare visibilita alle imprenditrici e per riflettere, tenendo conto della complessita ed eccezionalita del contesto economico e sociale, sul contributo delle donne alla crescita del Paese.

“Il Giro d’Italia delle donne che fanno impresa – ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – punta a valorizzare l’universo dell’imprenditoria in ‘rosa’ che il sistema camerale sostiene attraverso la rete dei Comitati per l’imprenditoria femminile, presenti in tutte le province italiane. Oggi piu che mai a queste imprenditrici occorre guardare con grande attenzione, sostenendole nel loro percorso di rafforzamento. Il loro impegno e una grande risorsa sulla quale il Paese puo scommettere per riprendere, dopo la bufera di questi mesi, la via dello sviluppo”.

Ha superato il milione e 435mila unita, pari al 23,4% del totale delle aziende italiane, l’universo delle imprese capitanate da donne. Piu dinamiche quest’anno della componente maschile, le aziende a conduzione femminile registrano in quindici regioni variazioni positive e in nove un incremento superiore alla media. A trainare la dinamica, tanto in termini percentuali quanto in valori assoluti, e il Lazio (+1.934 imprese pari al +1,4% di crescita). Elevate le variazioni percentuali anche di Umbria (+1,3%), Calabria e Veneto (entrambe +1,2%). In valori assoluti, tuttavia, sono alcune delle regioni a piu diffusa presenza di imprese che occupano le posizione di vertice della classifica. Alle spalle del Lazio, infatti, si posiziona la Lombardia (+1.411 pari al +0,7%), seguita da Veneto (+1.280, +1,2%), Toscana (+1.080, pari a +1,1%) e Emilia Romagna (+1.054, +1,1%).

Sul fronte opposto si incontrano, invece, cinque regioni nelle quali, evidentemente, la crisi si e fatta sentire con maggior incisivita determinando una riduzione del tessuto imprenditoriale femminile. Si tratta di Sicilia, Basilicata, Molise, Liguria e Valle d’Aosta, i cui saldi risultano negativi con contrazioni del numero di imprese che vanno dalle -479 unita della Sicilia alle -39 della Valle d’Aosta. Ai vertici della classifica provinciale si posizionano, nel terzo trimestre di quest’anno rispetto all’anno scorso, Prato, Monza e Brianza, Fermo, Messina e Arezzo, tutte con incrementi che superano il 2%. Ventinove, invece, di cui 13 del Mezzogiorno, sono le province in cui si registra una riduzione del tessuto imprenditoriale a prevalente conduzione “rosa”. La piu consistente in termini percentuali e quella di Caltanissetta (-5,7%), seguita da Avellino (-3,2%), Trapani (-2,8%), Vibo Valentia (-2,8%) e Lodi e Palermo (entrambe -2,4%). Il Mezzogiorno si conferma comunque il territorio con i valori piu elevati di femminilizzazione del tessuto imprenditoriale. Il picco di incidenza delle imprese femminili sul totale del tessuto economico si rileva in Molise (30,1%), seguito da vicino da Basilicata (27,8%) e Abruzzo (27,7%). Uscendo dal Sud, la regione piu femminile e l’Umbria (26%), mentre il primato tra le regioni settentrionali e detenuto dalla Liguria (24,6%).

Tra settembre 2010 e settembre 2011 si rileva una marcata tendenza verso l’aumento delle forme di societa di capitali (+4,1%), percentualmente anche piu consistente di quella rilevata dalle imprese maschili (+3%). Debole invece l’incremento delle imprese individuali (solo 0,2% in piu) che, tuttavia, resta la componente piu consistente dell’universo imprenditoriale femminile (il 60,4% di tutte le iniziative guidate da donne hanno, infatti, questa forma giuridica).

L’analisi della dinamica dei settori tra settembre 2010 e settembre 2011 mostra due tendenze parallele: la lenta ma costante diffusione delle aziende guidate da donne all’interno di comparti a vocazione maschile, ma anche un rafforzamento di molti ambiti in cui la componente “rosa” sembra tradizionalmente trovarsi di piu a proprio agio. E’ il caso dei settori dell’Istruzione (+462 imprese, +6%), di quello della Sanita e Assistenza sociale (+571, +4,3%), delle Attivita artistiche e di intrattenimento (+554, +3,3%), delle Attivita professionali, scientifiche e tecniche (+1.320, +3.2%). Due le eccezioni a questa tendenza: il modesto incremento percentuale del Commercio, “zoccolo duro” dell’attivita di imprese delle donne, il cui aumento di solo lo 0,1% (per complessive 313 unita in piu) appare pero dettato soprattutto dalla congiuntura negativa che comprime i consumi delle famiglie, e l’ulteriore diminuzione delle imprese legate all’agricoltura (-6.441 unita, -2,5%), settore che, tuttavia, nel suo complesso, mostra da tempo una dinamica discendente. Si rafforza anche la presenza femminile nelle costruzioni e tra le imprese di trasporto e magazzinaggio: 1.722 le imprese “rosa” in piu nel primo caso (+2,7%) e +358 nel secondo (+1,8%).

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