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9 febbraio 2015 Comments Off on IMPRESE-Rating di legalità: cos’è, perché e come richiederlo Approfondimenti

IMPRESE-Rating di legalità: cos’è, perché e come richiederlo

Con la pubblicazione in G.U. del Provvedimento Antitrust che modifica il regolamento attuativo, scattano dal 16 dicembre le nuove regole per ottenere il rating di legalità, che permette alle imprese di essere considerate “virtuose” e, quindi, di avere accesso al credito e ai finanziamenti pubblici, e all’assegnazione degli appalti e delle gare. A tal fine, previa presentazione di apposita domanda all’Antitrust, è prevista l’attribuzione di un punteggio da una a tre stelle, in base ad alcuni parametri organizzativi e di comportamento. Al fine dell’attribuzione del rating, possono essere chieste informazioni a tutte le pubbliche amministrazioni.

Del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalità stabilite con decreto del ministro dell’economia e delle finanze e del ministro dello Sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.

 

COME RICHIEDERE IL RATING

Potranno richiedere l’attribuzione del rating le imprese operative in Italia

  • che abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta di rating, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza e risultante da un bilancio regolarmente approvato dall’organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge
  • che siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni.

Le aziende interessate dovranno presentare una domanda, per via telematica, utilizzando l’apposito Formulario pubblicato sul questo sito e seguendo le istruzioni indicate.

Si precisa che ogni altra forma di inoltro della domanda non sarà ritenuta valida ai fini dell’ottenimento del rating.

 

DA UNA A TRE ‘STELLETTE’

Il rating avrà un range tra un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’, attribuito dall’Autorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende che verranno verificate tramite controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.

Una ‘stelletta’

Per ottenere il punteggio minimo l’azienda dovrà dichiarare che l’imprenditore e gli altri soggetti rilevanti ai fini del rating (direttore tecnico, direttore generale, rappresentante legale, amministratori, soci) non sono destinatari di misure di prevenzione e/o cautelari, sentenze/decreti penali di condanna, sentenze di patteggiamento per reati tributari ex d.lgs. 74/2000, per reati ex d.lgs. n. 231/2001, per i reati di cui agli articoli 346, 346 bis, 353, 353 bis, 354, 355 e 356 del codice penale e per il reato di cui all’art. 2, commi 1 e 1 bis del d.l. n. 463/1983, convertito dalla legge n. 638/1983. Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non deve essere stata iniziata azione penale ai sensi dell’art. 405 c.p.p., né l’impresa dovrà essere destinataria di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive in corso di validità. Nei confronti dell’impresa, inoltre non dovrà essere stato disposto il commissariamento in base al d.l. n.90/2014 successivamente convertito in legge. L’impresa stessa non deve essere destinataria di sentenze di condanna né di misure cautelari per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al citato d.lgs. n. 231/2001.

L’impresa non dovrà inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti antitrust gravi o per violazioni del codice del consumo, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori.

Non dovrà inoltre avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, né avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione e non essere destinataria di provvedimenti di accertamento del mancato pagamento di imposte e tasse.

Dovrà inoltre dichiarare di non essere destinataria di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese di cui all’art. 8 del D.P.R. n. 207/2010 che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la Pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture.

L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.

Da due a tre ‘stellette’

Il regolamento prevede ulteriori requisiti che, se rispettati, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di 3 stellette. Se ne verranno rispettati almeno 6 si otterranno due stellette. In particolare le aziende dovranno:

  • rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, delle linee guida che ne costituiscono attuazione, del Protocollo sottoscritto dal Ministero dell’Interno e dalla Lega delle Cooperative , e a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
  • utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
  • adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa o un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001;
  • adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility;
  • essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
  • avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria;
  • di aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.

Sarà valorizzata anche la denuncia, all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia, di reati previsti dal Regolamento commessi a danno dell’imprenditore o dei propri familiari e collaboratori, qualora alla denuncia sia seguito l’esercizio dell’azione penale.

 

DURATA DEL RATING

Il rating di legalità ha durata di due anni dal rilascio ed è rinnovabile su richiesta. In caso di perdita di uno dei requisiti base, necessari per ottenere una ‘stelletta’, l’Autorità dispone la revoca del rating. Se vengono meno i requisiti grazie ai quali l’azienda ha ottenuto un rating più alto l’Antitrust riduce il numero di stellette.

L’Autorità manterrà aggiornato sul proprio sito l’elenco delle imprese cui il rating di legalità è stato attribuito, sospeso, revocato, con la relativa decorrenza.

 

Documentazione

Regolamento attuativo in materia di rating di legalità (http://www.agcm.it/normativa/rating-di-legalita/7108-delibera-agcm-del-5-giugno-2014-n24953-regolamento-attuativo-in-materia-di-rating-di-legalita.html

Decreto 20 febbraio 2014, n.57 (http://www.agcm.it/rating-di-legalita/riferimenti-normativi/6856-decreto-20-febbraio-2014-n-57-mef-mise-regolamento-concernente-lindividuazione-delle-modalita-in-base-alle-quali-si-tiene-conto-del-rating-di-legalita-attribuito-alle-imprese-ai-fini-della-concessione-di-finanziamenti.html )

“Regolamento concernente l’individuazione delle modalità in base alle quali si tiene conto del rating di legalità attribuito alle imprese ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario, ai sensi dell’articolo 5-ter, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27”

Delibera n. 24075 del 14 novembre 2012 – Regolamento Rating di legalità (http://www.agcm.it/normativa/rating-di-legalita/7108-delibera-agcm-del-5-giugno-2014-n24953-modifiche-al-regolamento-attuativo-in-materia-di-rating-di-legalita.html ) “Regolamento di attuazione dell’art. 5-ter del dl 1/2012, così come modificato dall’art. 1, comma 1-quinquies, del dl 29/2012, convertito con modificazioni dalla legge 62/2012”

Formulario per la domanda di attribuzione del rating di legalità

(http://www.agcm.it/trasp-statistiche/doc_download/4586-formularioratingv2-dic2014.html

Istruzioni per l’inoltro della domanda

(http://www.agcm.it/rating-di-legalita/riferimenti-normativi/6321-istruzioni-per-linoltro-della-domanda-di-attribuzione-del-rating.html )

 

L’evoluzione

Protocollo d’intesa Anac-Agcm contro la corruzione firmato da Raffaele Cantone (presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione) e Giovanni Pitruzzella (presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato): nuovi criteri per il rating di legalità alle imprese

 

Protocollo d’intesa (http://www.agcm.it/trasp-statistiche/doc_download/4581-testoprotocollo-agcmanac-dell11122014pdf.html )

 

Vademecum appalti pubblici (http://www.agcm.it/trasp-statistiche/doc_download/4580-deliberaevademecumappalti-pubblici18-set-2014pdf.html

Protocollo d’intesa Anac-Agcm contro la corruzione firmato da Cantone e Pitruzzella: nuovi criteri per il rating di legalità alle imprese

Raffaele Cantone e Giovanni Pitruzzella, rispettivamente presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione e dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa sulle attività di contrasto alla corruzione negli appalti pubblici e sui nuovi criteri per l’attribuzione del rating di legalità alle imprese.

Il documento contiene otto articoli .

In base alle rispettive leggi istitutive, la cooperazione fra le due Autorità si svolgerà in varie forme e con diversi strumenti.

L’Agcm segnalerà innanzitutto all’Anac “presunti fenomeni di alterazione delle regole e delle procedure di gara” che emergeranno eventualmente nel corso dei suoi procedimenti istruttori.

L’Anac, a sua volta, segnalerà all’Agcm “presunti fenomeni collusivi di cui emerga notizia nel corso dello svolgimento della propria attività o in seguito a specifiche segnalazioni” da parte di imprese o stazioni appaltanti.

L’Antitrust inoltrerà poi all’Anticorruzione il “parere motivato inviato alla stazione appaltante nel caso di atti di gara che possano comportare una violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato”.

Per incrementare le segnalazioni su possibili fenomeni di collusione tra imprese, l’Anac s’impegna a pubblicare sul proprio sito Internet il Vademecum (“Individuazione di criticità concorrenziali nel settore degli appalti pubblici”) adottato dall’Agcm il 18 settembre 2013, promuovendolo insieme presso le stazioni appaltanti e invitandole a dare seguito alle sue indicazioni.

Il Protocollo d’intesa sottoscritto da Cantone e Pitruzzella prevede che l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato potrà accedere alle informazioni contenute nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici.

Le due Autorità collaboreranno inoltre per “individuare ulteriori dati informativi relativi alla partecipazione delle imprese alle gare pubbliche” e costituiranno un gruppo di lavoro per agevolare lo scambio reciproco di informazioni e razionalizzarne l’utilizzo.

 

La cooperazione fra Anac e Agcm riguarderà anche il procedimento per l’attribuzione del rating di legalità, secondo il Regolamento adottato dall’Antitrust il 14 novembre 2012 con successive modifiche, concordando le migliori modalità attuative per semplificare i rapporti di collaborazione.

Da qui, l’impegno a svolgere comunicazioni congiunte, come conferenze stampa, convegni e seminari di approfondimento, oltre a progetti comuni anche per la partecipazione a bandi europei nelle materie di interesse delle due Autorità.

Cantone ha citato il rating di legalità introdotto dall’Agcm, come strumento di “incentivazione delle imprese sane”, aggiungendo che questa sorta di “bollino blu” corrisponde non solo a una scelta etica, ma può tradursi anche in benefici concreti. “Oltre a punire i corrotti – ha detto il presidente dell’Anac – dobbiamo cominciare a premiare gli onesti”.

Pitruzzella ha spiegato che il rating prevede l’attribuzione di un punteggio da una a tre stelle, in base ad alcuni parametri organizzativi e di comportamento, favorendo così l’accesso delle imprese virtuose al credito e ai finanziamenti pubblici, nell’assegnazione degli appalti e delle gare.

A esprimere la valutazione, come ha precisato il presidente dell’Antitrust, sarà una commissione composta da cinque membri di cui faranno parte un rappresentante della stessa Agcm e dell’Anac, insieme a uno della Confindustria, del ministero dell’Interno e della Giustizia.

(A cura di Fabio Fiori, responsabile Ufficio studi di InnCantiere Srl)

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