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FISCO – Provvedimenti fiscali: gli ultimi in sintesi

18 maggio 2012 Comments (0) News

IMPRESE – Pagamenti: per ora i 60 giorni indicati dall’Ue sono solo per i rapporti commerciali tra privati. E la Pa…

Solo i rapporti commerciali tra imprese, quindi tra privati. Per ottenere cio che la direttiva Ue prevede, e cioe che le pubbliche amministrazioni debbano pagare entro 60 giorni, le aziende dovranno aspettare il decreto legislativo che recepisca in modo integrale le disposizioni del Parlamento e del Consiglio europeo. Cinque righe scarne, una doccia fredda per le aspettative delle aziende di poter essere pagate nei tempi fissati dalla Ue per lo meno per il futuro, visto che per il passato ci sono ritardi anche di anni e che sara complicato smaltire il pregresso, anche se ora il governo sta facendo lo sforzo di dare una risposta.

E l’articolo 2 del provvedimento adottato come testo base dalla commissione Attivita Produttive della Camera e che ha cominciato il suo iter. Testo in cui le imprese confidavano per recepire la direttiva Ue sui ritardati pagamenti. Si rinvia ad un successivo decreto legislativo, che non si sa quando potra arrivare. Il testo si concentra solo sui ritardati pagamenti tra le imprese, come spiega chiaramente l’articolo 1. E si fissa come termine 60 giorni, una scadenza che in realta la direttiva comunitaria specifica soltanto per i rapporti tra aziende e Pa. Ma c’e un’altra complicazione che viene inserita nel provvedimento e che rendera piu complicata la vita delle aziende: un complesso meccanismo di certificazione dei crediti delle imprese nei confronti delle altre imprese. Che affida un ruolo centrale alle Camere di commercio: sono questi istituti a rilasciare la certificazione che viene utilizzata dall’impresa creditrice, in base al provvedimento, al fine di chiedere al giudice competente di pronunciare l’ingiunzione di pagamento nei confronti dell’impresa debitrice.

Ingiunzione che oggi viene chiesta senza alcun bisogno di certificazione: un meccanismo che quindi, se pur facoltativo, nel momento in cui viene introdotto per legge rappresenta un mero appesantimento burocratico. A complicare la procedura c’e anche il fatto che, secondo il testo della Commissione, l’impresa debitrice che intendesse opporsi all’ingiunzione di pagamento dovrebbe, prima di rivolgersi al giudice, promuovere una procedura di mediazione presso la Camera di commercio che ha rilasciato il certificato. Inoltre per rilasciare la certificazione le Camere di commercio dovrebbero verificare il possesso da parte delle imprese creditrici di determinati requisiti (da stabilirsi con decreto del ministero dello Sviluppo, di concerto con l’Economia), tra cui rientrerebbe il rispetto degli obblighi contributivi, e attivare un complesso meccanismo che comprende la notifica all’impresa debitrice perche possa presentare le controdeduzioni, la possibilita di quella creditrice di presentare osservazioni. Solo dopo aver valutato le deduzioni delle parti, le Camere di commercio possono rilasciare il certificato che attesta l’esistenza e l’esigibilita del credito oppure comunicarne il diniego. (Fonte: I Sole 24 Ore)

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