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LAVORO -Lenci: quando manca la decontribuzione…

30 gennaio 2011 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE – Miele: etichette, Italia più severa di Ue

Anche per il miele c’e l’obbligo di etichettatura e si sta verificando che le competenti autorita di controllo nazionali procedano al sequestro amministrativo di confezioni di miele che, pur riportando nelle etichette di vendita la dicitura prevista dalla direttiva europea “miscela di mieli originari e non originari della CE” non corrispondono alla prescrizione prevista dal decreto legislativo n. 179 del 2004, nel testo vigente, secondo cui e obbligatorio indicare il Paese o i Paesi d’origine, mentre nella direttiva Ue (2001/110/CE) si legge che “se il miele e originario di piu Stati membri o Paesi terzi l’indicazione puo essere sostituita, appunto, da una dicitura: quindi,

la disciplina nazionale di vendita del miele, in merito all’origine, e piu restrittiva e puntuale rispetto alle indicazioni previste dalla corrispondente direttiva comunitaria. Cosi la deputata leghista Giovanna Negro si e rivolta al ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan sottolineando che “le societa che incorrono in tale sequestro provvedono correttamente a effettuare richiesta di dissequestro alle competenti amministrazioni territoriali presso cui sono registrate le sedi centrali delle stesse societa, contestando che le loro partite di miele allo scopo poste sotto sequestro sono conformi alla preordinante direttiva europea, mentre sarebbe la norma nazionale in contrasto con l’ordinamento comunitario. Le amministrazioni territoriali interessate a dirimere la questione sono spesso i Comuni, i quali nell’esaminare le controversie, anche alla luce dei recenti orientamenti degli organi giurisdizionali europei e nazionali, secondo i quali vige la primazia dell’ordinamento comunitario rispetto a quello degli Stati membri quando le leggi nazionali si discostano dalle norme europee, a danno del soggetto tutelato o ad ogni modo interessato, procedono ad ordinare il dissequestro delle confezioni di miele oggetto della predetta sanzione amministrativa della confisca provvisoria”. Cio detto, al ministro viene chiesto se sia a conoscenza delle problematiche e “se non ritenga opportuno assumere iniziative normative al riguardo, ovvero se non intenda emanare circolari specifiche alle autorita di controllo nazionali che indichino come procedere quando verifichino situazioni come quelle descritte in premessa circa la corrispondenza alle norme comunitarie delle etichettature di vendita del miele, che risultino in contrasto con la corrispondente legislazione italiana”.

All’interrogazione, il ministro Galan ha risposto facendo presente che “il decreto legislativo n. 179 del 2004 (Attuazione della direttiva 2001/110/CE concernente la produzione e la commercializzazione del miele) all’articolo 3, comma 2, lettera f), riproducendo il dettato comunitario, consentiva la sostituzione dell’indicazione espressa dal Paese o dei Paesi di origine in cui il miele e stato raccolto, con le indicazioni “miscela di mieli originari della CE”, “miscela di mieli non originari della CE” e “miscela di mieli originari e non originari della CE. A seguito dell’emanazione del decreto-legge n. 2 del 2006, convertito dalla legge n. 81 del 2006 (recante Interventi urgenti per i settori dell’agricoltura, dell’agroindustria, della pesca, nonche in materia di fiscalita di impresa), sull’etichetta devono essere indicati solo il paese o i paesi d’origine in cui il miele e stato raccolto (restando esclusa, quindi, la possibilita di utilizzo delle summenzionate etichette sostitutive “miscele”).

Al riguardo faccio presente – ha spiegato il ministro – che, a seguito di apposita richiesta dell’associazione italiana industria prodotti alimentari – Aipa – i competenti uffici della mia amministrazione hanno chiarito che tale disposizione, sicuramente applicabile ai produttori e confezionatori italiani, non puo ritenersi vincolante (in virtu del principio europeo di libera circolazione delle merci) per i prodotti originari di altri Paesi che utilizzano le diciture “miscele”, in conformita a quanto previsto dalla direttiva 2001/110/CE. In tal senso le aziende che si limitano alla mera distribuzione delle miscele di mieli (prodotte, confezionate ed etichettate in Italia) non possono ritenersi soggette agli obblighi di etichettatura previsti dalla legge n. 81 del 2006. Per quanto concerne invece la circolazione dei prodotti nazionali, occorre attenersi alla disposizione nazionale vigente”.

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