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18 marzo 2010 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE – Legno: incentivare coltivazione alberi alto fusto

Risentono dell’attuale crisi anche le lavorazioni del legname, con conseguente ridimensionamento delle disponibilita di legno post-consumo, quale materiale basilare per il sistema della produzione del pannello truciolare, dei pellets e delle centrali a biomassa: inoltre, le nuove scelte agronomiche adottate in ragione della nuova politica agricola comune hanno determinato scelte meno favorevoli alla coltivazione di alberi da legno. Il tessuto industriale della filiera legno e formato anche da aziende di prima e seconda lavorazione del legno (quali segherie, produttori di imballaggi in legno, falegnamerie, fornitori di materiali per l’edilizia) che necessitano di considerevoli quantita di legno (che attualmente si vedono spesso costrette ad acquistare da Paesi terzi) e che producono sottoprodotti legnosi in grandi quantita. Tali materiali in passato erano destinati soprattutto ai produttori di pannelli truciolari, mentre oggi trovano sbocchi interessanti anche per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Questo l’argomento della risoluzione presa il 17 marzo scorso dall’VIII e dalla XIII Commissione della Camera (primo firmatario il deputato leghista Angelo Alessandri) che impegna il Governo “a sviluppare azioni dirette a favorire l’esecuzione di attivita di manutenzione periodiche degli alvei dei corpi idrici in maniera da liberarli da vegetazioni che potrebbero creare pericoli per il corretto deflusso delle acque, catastrofi e danni per l’integrita della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente, allo scopo destinando ai settori che utilizzano le biomasse legnose, per usi industriali od energetici, il materiale ottenuto dalle predette attivita di manutenzione ordinaria; a favorire forme di impiego dei rifiuti di legno e dei sottoprodotti legnosi plurisettoriali, anche al fine di impedire il formarsi di fenomeni incrociati in cui determinati fattori di crisi o di rallentamento di certi settori, che non saprebbero come e dove collocare il loro sottoprodotto, possano riverberarsi negativamente anche verso altre realta della filiera legno, tra cui i consorzi di filiera che hanno bisogno di avviare al riciclo o al recupero energetico le grosse quantita di rifiuti di legno raccolte e a far si che vengano create banche dati sulle produzioni e sugli usi delle biomasse generate dal settore produttivo della lavorazione del legno, allo scopo assicurando che i competenti organismi consortili incaricati del recupero e del riuso dei rifiuti del legno forniscano al Governo gli elementi necessari per emanare direttive atte a mantenere corretti equilibri nei mercati delle biomasse legnose, e di concerto con i predetti consorzi, per programmare in maniera sostenibile le quantita di biomasse necessarie ai riciclatori e ad ogni modo, a vantaggio del sistema industriale nazionale che fa uso del legno”.

Nella risoluzione si spiega che le aziende di prima e seconda lavorazione del legno nel corso degli anni hanno spesso incontrato numerose difficolta nel collocare i loro sottoprodotti sul mercato se non gravandosi di notevoli costi per la loro cessione: quindi, alla luce delle piu favorevoli prospettive per l’uso dei sottoprodotti legnosi nei settori del mobile, nella produzione di pellets da riscaldamento e nelle energie rinnovabili, si dovrebbe incentivare la coltivazione di alberi ad alto fusto per la produzione di legname da destinare alle aziende di prima e seconda lavorazione ed anche per sostenere la diffusione nelle aree interne e montane delle varieta boschive a rapido accrescimento o dei boschi cedui sia per sostenere una concreta tutela del territorio a piu forte rischio idrogeologico e a vulnerabilita ambientale, sia per assicurare una maggiore disponibilita di legno per i nostri settori industriali del sistema del mobile e della prima e seconda lavorazione del legno.

In Italia attraverso specifici Consorzi di filiera, tra cui il consorzio Rilegno, si raccolgono, su tutto il territorio nazionale, rifiuti legnosi per oltre 1.500.000 tonnellate/anno, gli stessi vengono attualmente utilizzati dalle industrie di produzione di pannelli truciolari. Tali rifiuti rappresentano in alcune zone geografiche una vera e propria risorsa per le aziende produttrici di pannelli truciolari, mentre in altre zone sono un vero e proprio costo per i Consorzi di filiera che si vedono costretti a trasportare ingenti quantitativi di rifiuti da una parte all’altra dell’ Italia, con conseguente inquinamento dovuto al trasporto e aumento del traffico sulle strade.

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