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7 marzo 2012 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Femminili: nel 2011 quasi 7mila in più (0,5%)

A dispetto della crisi anche nel 2011 il binomio donna-impresa fa un piccolo passo avanti allargando la platea delle imprese a guida femminile. Infatti, l’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere ha segnalato che alla fine di dicembre dello scorso anno, sono state rilevate quasi 7mila le imprese ‘rosa’ in piu rispetto al 2010, con un incremento dello 0,5%. A dare maggior significato a questo dato c’e il fatto che il saldo delle imprese femminili compensa piu che completamente la performance poco brillante delle imprese al maschile che, nel 2011, hanno fatto registrare un bilancio in rosso per circa 6mila unita . Grazie al bilancio positivo, lo stock delle imprese femminili esistenti alla fine del 2011 poteva contare su 1.433.863 imprese, pari al 23,5% del totale delle imprese italiane.

“Questi dati – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – tratteggiano un universo femminile che sta lottando con tutte le sue forze contro la crisi e che dimostra di saper resistere con orgoglio. Le donne rappresentano un patrimonio di competenze spesso piu elevate rispetto a quelle maschili e che va assolutamente promosso e incoraggiato a misurarsi sul mercato attraverso l’impresa. Purtroppo – ha proseguito il Presidente di Unioncamere – sono ancora molti gli ostacoli che limitano le donne nell’esprimere appieno la propria creativita e professionalita nel mondo del lavoro, anche se il loro contributo si fa sentire da sempre nelle tante imprese familiari che caratterizzano il nostro tessuto produttivo. Credo che nelle iniziative che si stanno discutendo per sostenere la crescita, una grande attenzione vada posta a tutti quegli strumenti, innanzitutto di welfare ma anche di tipo finanziario, che possono facilitare l’impegno delle donne nelle attivita economiche. Il sistema camerale ha investito in questa direzione e continuera a farlo, sia monitorando da vicino il fenomeno, sia sostenendo il lavoro dei Comitati presenti e attivi sul territorio all’interno delle Camere di commercio “.

Lazio (+1,3%) e Lombardia (+0,9%) le regioni che nel 2011 hanno fatto registrare gli incrementi percentuali piu consistenti, ma e quasi tutta l’Italia Centro-settentrionale (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche) a mostrare una piu spiccata vivacita delle imprese femminili. Quanto a “femminilizzazione” del tessuto imprenditoriale, poi, le regioni leader si confermano quelle della fascia Centro-meridionale. Sempre nell’ordine: Molise (dove le imprese rosa superano il 30% del totale), Basilicata (27,8%), Abruzzo (27,7%) e Campania (26,8%). Tra le province, un sestetto (composto, nell’ordine, da Messina, Ragusa, Monza-Brianza, Fermo, Prato e Catania) mette a segno una crescita superiore al 2%. Turismo e servizi alla persona i settori che lo scorso anno, piu degli altri, hanno contribuito all’espansione dell’universo imprenditoriale femminile: rispettivamente con 2.901 e 2.011 imprese in piu. Ad attrarre l’interesse delle nuove imprenditrici sono stati anche settori apparentemente meno femminili come le costruzioni (+1.348 nuove attivita) e le attivita immobiliari (+1.324). In riduzione, invece, la presenza femminile nei comparti delle attivita manifatturiere (-852 unita) e del commercio (-746), mentre continua lo storico calo del settore agricolo, principalmente dovuto alla chiusura di iniziative individuali (coltivatori diretti), il piu delle volte legate a fattori generazionali.

Dal punto di vista dell’organizzazione dell’impresa, l’imprenditoria femminile continua la rincorsa ai cugini maschi verso l’adozione di forme giuridiche meglio strutturate. La crescita del 2011, infatti, e dovuta totalmente alle societa di capitale (+7.756 unita) che, pur essendo il 14,8% del totale (tra gli uomini la quota e del 25,1) crescono ad un ritmo del 3,8% ovvero una volta e mezzo quello delle societa di capitale maschili (+2,3). In aumento anche le forme cooperative ei consorzi (497 unita in piu, pari all’1,4%), stabile l’universo delle ditte individuali, in calo sensibile le societa di persone (quasi 2mila unita in meno, lo 0,6%).

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