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23 ottobre 2012 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Emilia Romagna: la crisi è profonda e peggiorerà

Le famiglie riducono i consumi e le vendite si riducono del 5,3%. E crisi acuta per il dettaglio specializzato in prodotti non alimentari (-6,8%) e grave per gli esercizi specializzati alimentari (-4,8%), mentre tengono iper, super e grandi magazzini (-0, 1%). Pesante l’andamento delle vendite per la piccola distribuzione (-7,3%) e per la media dimensione (-6,5%), ma e negativo anche per le imprese di maggiore dimensione (-1,8%). Queste indicazioni emergono dall’indagine congiunturale sul commercio al dettaglio nel secondo trimestre 2012 realizzata in collaborazione tra Camere di commercio, Unioncamere Emilia-Romagna e Unioncamere italiana.

Peggiora ulteriormente la tendenza negativa delle vendite del commercio al dettaglio, avviata con il primo trimestre 2008. La crisi si e riacutizzata a partire dalla seconda meta del 2011 e si e ulteriormente aggravata nel corso del secondo trimestre 2012. Da inizio anno, la diminuzione delle vendite e stata piu rapida di quella che si era avuta nel quarto trimestre 2009. La crisi dunque e profonda e le imprese si attendono un ulteriore peggioramento.

Le vendite a prezzi correnti sono diminuite del 5,3% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno per gli esercizi al dettaglio in sede fissa dell’Emilia-Romagna, segnando ancora un nuovo massimo dell’intensita della crisi. A livello nazionale, la situazione appare ancora piu difficile (-7,5%). L’aggravarsi della crisi ha determinato un accumulo delle giacenze. Il saldo dei giudizi delle imprese (eccedenti – scarse) e quindi sensibilmente peggiorato salendo all’11,1 per cento, un livello prossimo a quelli del 2° trimestre 2009.

Nonostante la profondita della crisi, ci si attende un nuovo peggioramento. Non e particolarmente ampio, ma e peggiorato il saldo tra le quote delle imprese che prevedono un aumento e una diminuzione delle vendite per il trimestre successivo, pari a -7,6% Ancora una volta e stato il settore del commercio al dettaglio specializzato in prodotti non alimentari ad affrontare le maggiori difficolta, tanto da accusare una caduta delle vendite del 6,8%, superiore a quella del 4,8% subita dal commercio al dettaglio specializzato in prodotti alimentari. Infine, l’aggravarsi della caduta dei consumi ha interrotto la tendenza positiva delle vendite degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini, che sono comunque rimaste pressoche stazionarie (-0,1%).

L’andamento delle vendite continua a mostrare una correlazione positiva con la dimensione aziendale, anche se con una specie di effetto soglia. Nel primo trimestre e stato particolarmente pesante per la piccola distribuzione, da 1 a 5 addetti, che subisce una caduta del 7,3%, e per le imprese di media dimensione, da 6 a 19 addetti (-6,5% ). L’acuirsi della crisi ha ridotto anche le vendite delle imprese di maggiore dimensione, da 20 addetti in poi, seppure in misura piu contenuta (-1,8%).

Le imprese attive nel commercio al dettaglio al 30 giugno erano 48.115. Rispetto a un anno prima la loro consistenza e leggermente diminuita (-0,9%), a fronte di una sostanziale stabilita a livello nazionale (+0,1%).

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