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28 marzo 2013 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Debiti Pa: Franco, 40 mld non bastano, sono i 2/3

I 40 miliardi ipotizzati dal Governo per pagare i debiti della Pubblica ammnistrazione non bastano per chiudere l’intero processo. Lo ha detto il responsabile dell’area Ricerca Economica della Banca d’Italia Daniele Franco, nel corso di una audizione in Parlamento. ”Sono piu o meno i due terzi di quanto va fatto”, ha aggiunto. Franco ha inoltre messo in luce che c’e una ”quota fisiologica del debito anche se le amministrazioni pagassero in 30-60 giorni e ammonta a circa 20-25 miliardi”.

Dal punto di vista dei conti pubblici infine, Franco ha rilevato che ”e importante che non si pregiudichi la chiusura della Procedura per disavanzi eccessivi, resa possibile dal conseguimento nel 2012 di un indebitamento netto pari al 3 per cento del Pil”. In ultimo il responsabile dell’area Ricerca Economica della Banca d’Italia ha ricordato inoltre che le misure previste nella ‘Relazione’ del Governo hanno un effetto accrescitivo dell’indebitamento netto del 2013 che viene valutato in 0,5 punti percentuali del Pil.

”La riduzione dei tempi di pagamento – ha aggiunto Franco – potra contribuire a creare un ambiente piu favorevole all’attivita economica; rendera evidente che l’emersione dei debiti commerciali rappresenta un’operazione di pulizia contabile che non avra’ una ripetizione in futuro; contribuira a fare piena trasparenza sulla situazione dei conti dei singoli enti e delle Amministrazioni pubbliche nel loro complesso rendendo piu’ facili da valutare i risultati degli amministratori. Oltre il 10% del totale e stato ceduto a intermediari finanziari” e le condizioni finanziarie delle imprese italiane sono rese fragili dalla lunga recessione – ha detto – e dal difficile accesso alle fonti di finanziamento esterno.

Rispetto ad altri Paesi europei – ha sottolineato Franco – il sistema bancario italiano ha resistito agli shock reali e finanziari grazie a un assetto di vigilanza prudente, ma la recessione si e ripercossa sulla qualita degli impieghi; il deterioramento del merito di credito sovrano ha inaridito le fonti di provvista e innalzato il costo della raccolta; si e ridotta la redditivita. Nel 2012 il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti ha raggiunto il 4%, il livello piu elevato degli ultimi 15 anni. L’incidenza dei prestiti su cui gli intermediari rilevano anomalie sui rimborsi si e all’incirca raddoppiata negli ultimi cinque anni, al 19%”.

Il responsabile dell’area Ricerca Economica della Banca d’Italia ha reso noto che circa la meta dei debiti sarebbe attribuibile a Regioni e Asl. Tra i creditori, la quota maggiore sarebbe vantata da imprese di grandi dimensioni (oltre 500 addetti) e da imprese che forniscono servizi privati. ”Tuttavia, in rapporto al fatturato, sono le imprese di costruzioni – ha evidenziato – a soffrire maggiormente per i ritardi dei pagamenti”. Le aziende rilevate che hanno dichiarato di avere crediti nei confronti della P.A. sono circa il 25 per cento del totale. Le indagini hanno messo in luce una forte variabilita: la percentuale di imprese che vantano crediti nei confronti delle Amministrazioni pubbliche e particolarmente alta nel settore delle costruzioni. Inoltre dal punto di vista dei finanziamenti alle imprese, ”la quota di imprese che dichiara di avere difficolta di accesso al credito e piu alta tra quelle che detengo crediti commerciali verso la Pubblica amministrazione (16%, a fronte del 12% per le altre imprese).

Secondo i dati Cerved, nell’ultimo trimestre del 2012 la percentuale d’imprese con ritardi nei pagamenti commerciali superiori a due mesi rispetto alle scadenze concordate e salita al 7,1%, a fronte del 6% nello stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2012 circa 55mila societa di capitali italiane hanno terminato l’attivita, un valore in crescita rispetto all’anno precedente. Il pagamento in tempi brevi di una quota rilevante dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche puo limitare il numero di imprese costrette a terminare la propria attivita per vincoli di carattere finanziario.

Nello scorso gennaio il credito alle imprese (al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine) si e ridotto di circa il 6% rispetto a dodici mesi prima, il calo dei prestiti riflette, oltre a una diminuita domanda di credito, anche l’inasprimento delle politiche di offerta da parte degli intermediari, su cui influiscono il deteriorarsi della qualita degli impieghi e le difficolta di raccolta. A titolo indicativo, si puo rilevare che il valore dei debiti che verrebbero rimborsati nel biennio 2013-14 equivale al 5% dei debiti bancari e al 3% dei debiti complessivi delle societa non finanziarie.

”L’impatto macroeconomico del pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche – ha spiegato Franco – e certamente positivo. L’entita degli effetti dipende da vari fattori, quali i tempi in cui si realizzera l’intervento, le modalita con cui i rimborsi si ripartiranno fra le imprese creditrici, le specifiche condizioni di ciascuna di esse, gli effetti sulle aspettative delle imprese e dei mercati finanziari” ma “interventi sulla liquidita delle imprese avrebbero effetti sul Pil relativamente contenuti”.

Tuttavia, nell’attuale fase ciclica – per il responsabile della Ricerca Economica Bankitalia – il provvedimento potrebbe essere piu efficace. L’entita dello stimolo immediato alla domanda sara forte soprattutto per i pagamenti che allenteranno le tensioni di liquidita di imprese con buone prospettive di crescita, in grado di utilizzare le risorse finanziare per riattivare l’attivita produttiva e i programmi di investimento. In particolare, ”sara opportuno monitorare regolarmente l’attuazione delle norme e il loro effetti, cosi da introdurre i cambiamenti eventualmente necessari per assicurare la loro efficacia. La Relazione non fornisce stime sulla dinamica del debito pubblico. I pagamenti dei debiti commerciali innalzeranno il fabbisogno e il debito delle Amministrazioni pubbliche sia nel 2013 sia nel 2014”. Infine, ”i pagamenti dei debiti commerciali – ha commentato Franco – non dovrebbero compromettere il raggiungimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio in termini strutturali, in quanto tali pagamenti dovrebbero essere classificati come temporanei”.

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