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1 giugno 2011 Comments (0) News

IMPRESE – Decreto Sviluppo: per Rete Imprese Italia è ok ma va rilanciata la competitività

Un primo passo nella direzione giusta per abbassare la pressione burocratica sulle imprese: ora, pero, bisogna procedere velocemente su questa strada anche nei prossimi provvedimenti, con l’obiettivo di rilanciare la competitivita del sistema imprenditoriale”. Cosi si e espresso Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato Confcommercio, Confesercenti), nel corso dell’audizione alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera a proposito del decreto Sviluppo.

“Rete Imprese Italia apprezza le semplificazioni in materia tributaria e gli interventi di snellimento nel rapporto tra Imprese e Pubblica amministrazione “che – ha sottolineato Guerrini – rendono finalmente operative alcune misure di riduzione degli oneri amministrativi che gravano sulle imprese, oggetto di misurazione e di analisi con il fattivo contributo delle Associazioni di rappresentanza delle micro, piccole e medie imprese e dell’impresa diffusa di territorio”. Positivo il giudizio anche sul credito di imposta per il Sud che, tuttavia, si chiede di estendere ad un periodo piu ampio dei tre anni previsti, cosi come vengono sollecitati maggiori investimenti per programmi di innovazione e ricerca nelle piccole e medie imprese con un’estensione a tutte le imprese del credito d’imposta per la ricerca scientifica.

Perplessita, invece, sull’assenza di interventi nel settore dei trasporti e della logistica, sugli interventi per i distretti turistico-alberghieri e sulle misure previste per il Fondo di garanzia per le Pmi. “Il Fondo – ha sostenuto Guerrini – deve rimanere uno strumento utile per agevolare l’accesso al credito delle pmi, soprattutto attraverso il supporto dei Confidi. Non devono essere introdotte misure che ne stravolgano la missione originaria e le modalita di funzionamento”. Il presidente pro tempore di Rete Imprese Italia ha evidenziato poi la “necessita che la modifica del tasso di usura non si traduca in un generalizzato aumento degli spread e consenta invece di aumentare la disponibilita di credito per le imprese marginali e per quelle piu esposte al rischio usura”. Negativo, infine, il giudizio, sulla norma riguardante la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali applicate dalle banche.

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