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19 ottobre 2012 Comments (0) Approfondimenti

IMPRESE-Business forum italo-tedesco: dichiarazione finale

In un momento cruciale per il futuro del progetto europeo e dell’industria europea, le associazioni industriali di Italia e Germania – Confidustria e BDI – esprimono il loro supporto per una maggiore integrazione finanziaria, economica e politica. E’ l’inizio della dichiarazione finale del 2° Business Forum italo-tedesco Confindustria e la Federazione degli industriali germanici BDI.che si svolto a Bolzano il 18 e 19 ottobre.

Il dinamismo imprenditoriale di Italia e Germania – si legge – li rende i primi due Paesi manifatturieri in Europa e due tra i maggiori esportatori nell’eurozona, cosi come partner commerciali privilegiati. Per tale ragione, BDI e Confidustria sono in grado di offrire un contributo sostanziale alla creazione di crescita e posti di lavoro, due elementi chiave per una maggiore integrazione all’interno dell’Eurozona. Gli imprenditori italiani e tedeschi condividono l’idea che, senza una moneta comune, la crisi avrebbe avuto un impatto ancor piu devastante sulle nostre economie.

Senza un euro forte, non puo esistere un’Europa forte. Come hanno esortato un mese fa BDI e Confidustria in una dichiarazione congiunta con le loro controparti spagnole e francesi, CEOE e MEDEF, le Istituzioni Europee e i Governi nazionali devono velocizzare e dare carattere di urgenza ad azioni che possano salvaguardare il progetto europeo ristabilendo la fiducia nell’Unione monetaria. Nel breve periodo, occorre affrontare il problema dell’accesso al credito per le Pmi rafforzando la fiducia tra gli operatori finanziari.

In particolare, il ripristino della fiducia richiede una strategia per la crescita fondata su tre pilastri: un consolidamento di bilancio intelligente, una rapida implementazione di riforme strutturali cosi come di politiche fiscali orientate alla crescita. Le riforme strutturali, incluse quelle del mercato del lavoro e un potenziamento della concorrenza all’interno del mercato dell’energia, dovrebbero essere promosse, in larga misura, con l’adozione di raccomandazioni-Paese specifiche maggiormente vincolanti. Una “capacita fiscale per l’UEM” dovrebbe essere gradualmente sviluppata, includendo un supporto mirato a quelle riforme in grado di promuovere la competitivita.

Progressi su queste riforme cardine per il futuro dell’Europa non dovrebbero essere frenati da posizioni divergenti sull’Unione Bancaria. Un meccanismo efficace di supervisione dovrebbe essere realizzato il prima possibile.

Cio di cui abbiamo bisogno e piu Europa! Le prolungate conseguenze della crisi hanno collocato l’industria in molti Stati membri in una posizione economica difficile, mettendo in serio pericolo la sua capacita di rimanere competitiva e di sopravvivere nei mercati globali: alla fine di giugno la produzione industriale dell’Unione europea era del 10% piu bassa del suo livello pre-crisi e piu di tre milioni di posti di lavoro nell’industria sono andati perduti.

L’esperienza ha chiaramente mostrato che una salda base industriale e vitale per stimolare la ripresa economica e rafforzare la nostra competitivita globale: senza un settore industriale competitivo non ci sara nessuna convergenza nell’Eurozona.

Percio BDI e Confidustria accolgono con favore la rinnovata attenzione che la Commissione europea ha dedicato alla competitivita dell’industria europea. Nella sua comunicazione “Un’industria europea piu forte per la crescita e la ripresa economica”, adottata il 10 ottobre sotto la responsabilita del vicepresidente Antonio Tajani, la Commissione, riconosce giustamente l’importanza di un’industria europea forte e competitiva al fine di assicurare la crescita e una ripresa sostenibile.

La richiesta di un’azione piu incisiva a supporto dell’industria e stata anche l’oggetto di una lettera inviata recentemente alla Presidenza dell’UE da parte dei Ministri di sette paesi dell’Unione Europea, inclusi quelli dei nostri rispettivi Paesi.

Nell’attuale scenario globale, nel quale la crisi finanziaria ha indebolito le posizioni economiche e commerciali dell’Europa nei confronti degli altri partner mondiali, e cruciale assicurare che l’Europa diventi il cuore del settore manifatturiero a livello internazionale. Dal momento che l’Europa e in ritardo nell’innovazione e nello sviluppo tecnologico, solo con un settore industriale manifatturiero forte, competitivo e diversificato essa avra l’opportunita di giocare un ruolo significativo. Oggi, l’industria ha bisogno di maggiore produttivita e innovazione, e queste sono le aree nelle quali noi abbiamo bisogno di investire. La comunicazione della Commissione ha il merito di riconoscere che tutte le politiche comunitarie aventi un impatto, diretto o indiretto, sulla competitivita devono essere coordinate e sincronizzate in maniera appropriata e in stretta collaborazione con le necessita del settore industriale.

BDI e Confindustria credono fortemente che il successo di una nuova politica industriale europea dipendera in larga misura da come le politiche energetiche, ambientali, commerciali, della concorrenza, della ricerca e innovazione, e le altre politiche saranno sviluppate e implementate a livello europeo alla luce delle sfide industriali e avendo in mente un obiettivo primario: il rilancio della crescita sul continente europeo.

La proposta di fissare un nuovo obiettivo che miri a capovolgere l’attuale tendenza che vede diminuire il peso dell’industria, portandolo dall’attuale livello del 16% del PIL dell’Ue ad almeno il 20% entro il 2020, rappresenta altresi un segnale importante e dovrebbe diventare un preciso obiettivo per il futuro. Per essere raggiunto occorrono politiche di mercato mirate.

Gli industriali italiani e tedeschi invitano le Istituzioni europee a favorire la modernizzazione dell’industria e a mantenere le esigenze delle imprese al centro della loro azione.

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