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11 giugno 2012 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Burani: esce di scena la signora del Made in Italy

I commissari straordinari non ci stanno e insorgono contro la sentenza di fallimento del Mariella Burani Fashion Group emessa dalla sezione Fallimentare del Tribunale di Reggio Emilia che ha convertito l’amministrazione straordinaria in fallimento, “nonostante i commissari straordinari avessero trattative avanzatissime in corso” per il salvataggio dell’azienda.

E’ fallita, quindi, dopo due anni di lenta agonia – sotto la tutela dello Stato e affidata a tre commissari straordinari in una procedura di amministrazione controllata – la societa Mariella Burani Fashion Group. A nulla, quindi, sono serviti i tentativi di vendita degli asset rimasti nel perimetro della societa di Cavriago (lo stabilimento produttivo, il marchio, gli showroom e il magazzino) avviati e mai concretizzati in questi ultimi mesi dai commissari straordinari Francesco Ruscigno, Rossella Strippoli e Carmen Regina Silvestri. Ma Rossella Strippoli ha annunciato che “sara presentato reclamo in Appello, per le anomalie legislative” di questa decisione. Ma nel decreto del magistrato si sottolinea che la conversione a fallimento diventa doverosa quando il programma non e completato in tutto o in parte.

Dall’anno della costituzione – 1960 – fino al 2008, la storia di Mariella e Walter Burani e stata una storia di successo con un apice negli anni ’80 quando la societa e diventa una delle aziende piu note del Made in Italy e la quotazione in Borsa nel 2000. Poi nel 2008 le azioni del gruppo sono scese drasticamente e a gennaio 2010 la procura di Milano ha depositato una richiesta di fallimento per Mariella Burani.

Ed e polemica da parte dei dipendenti che hanno accusato per la prima volta anche i commissari straordinari perche “hanno incassato due milioni di euro e ci hanno lasciati andare nel baratro” hanno commentato nel corso di un corteo attaccando alcune iniziative a loro dire solo di facciata come “la campagna pubblicitaria con Maria Grazia Cucinotta” e “la creazione di creme antirughe col nome Burani, rimaste nel magazzino”.

Adesso tocca ai curatori fallimentari che dovranno verificare lo stato delle cose e decidere se proseguire con la produzione gia avviata, con tre dei cinque campionari gia finiti.

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