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18 maggio 2011 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE-Agricole: ci sono le terre demaniali per i giovani?

In un’interrogazione al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, la senatrice del Pd Maria Teresa Bertuzzi ha chiesto “se l’Agenzia del demanio abbia provveduto a individuare i beni aventi estinazione agricola, se sia stato prodotto un elenco di detti beni e se lo stesso sia consultabile e, infine, come si intenda conciliare la misura individuata nel cosiddetto decreto anticrisi 2009 con il vigente federalismo demaniale, disciplinato dal decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85. Si tratta del il cosiddetto “Rinascimento verde” che nelle intenzioni del Governo doveva tradursi nell’assegnazione ai giovani agricoltori delle terre demaniali a vocazione agricola, stimate in 10mila ettari, con bando pubblico a progetto, a partire da un censimento delle stesse. Infatti, il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, all’art. 4-quinquies, comma 1, recita: «- (Affitto di beni agricoli di proprieta dello Stato e degli enti pubblici). – 1. Al fine di favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell’imprenditorialita agricola giovanile anche attraverso interventi di ricomposizione fondiaria, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’Agenzia del demanio, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, individua i beni liberi di proprieta dello Stato aventi destinazione agricola non utilizzabili per altri fini istituzionali, che possono essere ceduti in affitto ai sensi del presente articolo. L’individuazione del bene ai sensi del presente comma ne determina il trasferimento al patrimonio disponibile dello Stato».

Nell’interrogazione la senatrice ricorda che solo il 7% degli agricoltori europei ha meno di 35 anni mentre l’Unione europea avra bisogno di 4,5 milioni di agricoltori nei prossimi 10 anni tanto che la Politica agricola comune prevede misure specifiche di sostegno volte ad incentivare la costituzione di nuove aziende e l’avvicendamento generazionale a favore dei giovani agricoltori. Inoltre, secondo le elaborazioni dell’Istituto nazionale di economia agraria (Inea) le persone al di sotto dei 40 anni rappresentano appena il 7% dei conduttori delle aziende agricole, percentuale dimezzata per gli imprenditori agricoli con meno di 35 anni. La presenza in Italia degli ultra sessantacinquenni attivi nel settore primario e stata tra le piu alte dell’area europea, oltre il 20%, dato che e condiviso con il Portogallo, la Romania e la Bulgaria.

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