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10 marzo 2010 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE- Corallo: a rischio le botteghe di Torre del Greco

Gran parte degli storici laboratori di Torre del Greco dovrebbero chiudere, con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, se il corallo italiano, che peraltro non e a rischio di estinzione come dimostrano i dati scientifici, fosse inserito nell’appendice II della Convenzione Cites tra le specie il cui commercio viene fortemente controllato, come auspicato dagli Stati Uniti. Lo ha denunciato mesi fa l’Assocoral (Associazione nazionale produttori di corallo, cammei e materie affini) che si batte per promuovere la valorizzazione, la tutela, la salvaguardia, la promozione di tutto quanto attiene l’artigianato e l’industria del settore, sottolineando la preoccupazione degli imprenditori circa la possibilita che venga limitata la lavorazione e commercializzazione verso paesi terzi del corallo italiano con evidente vantaggio per il corallo del Pacifico. Al contrario, l’associazione italiana sta lavorando per mettere a punto un piano di gestione sostenibile della “risorsa corallo” sul modello della regione Sardegna, che coinvolga la parte scientifica e l’industria, nella speranza di poter arrivare ad una legislazione euro-mediterranea che assicuri una reale tutela ed una gestione davvero sostenibile.
Il sottosegretario di Stato agli Affari esteri, Vincenzo Scotti, si e espresso in merito affermando la volonta del Governo di evitare che la specie “corallium rubrum” sia inserita tra le specie protette, consentendo cosi la sua lavorazione e commercializzazione. ”Organizzazioni internazionali – ha spiegato Scotti – quali Fao e Iucn ( l’unione mondiale per la conservazione della natura), si sono gia espresse in difesa di tale posizione, supportando attraverso dati scientifici la assoluta inesistenza di pericolo di estinzione. Auspico dunque – ha aggiunto – che in occasione della 15ma Conferenza delle Parti della Convenzione di Washington che si terra a Doha dal 13 al 25 marzo, si possa giungere ad una soluzione condivisa che porti al ritiro della proposta americana”

Ma chi ha ragione? Secondo l’Assocoral gli ambientalisti americani confondono Coral reefs (barriere coralline) e Corallium rubrum (il corallo rosso del Mediterraneo) e parlano di metodi distruttivi di pesca mentre a prelevare il corallo in Italia sono solo pescatori subacquei professionisti. Inoltre, ricordiamo che la Cites, cioe la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, e nata dall’esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati).

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