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23 aprile 2010 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE – Edilizia: a rischio quel 60% di personali

Non si parla abbastanza delle difficolta in cui versano le imprese dell’edilizia, eppure sarebbe “necessario convocare un tavolo di confronto con gli operatori del settore al fine di individuare ogni utile soluzione che possa consentirne una ripresa e tutelare il futuro occupazionale di migliaia di addetti”. Lo ha suggerito Giorgio Jannone, deputato del PdL, in un’interrogazione del 22 aprile che prende spunto dai dati della ricerca curata dal direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, presentata alla Giornata del costruire che si e svolta di recente alla fiera di Bergamo, che “ritraggono uno scenario di preoccupante difficolta: il valore della produzione nel 2009 e diminuito del 12%, gli investimenti si sono ridotti del 14,5% rispetto al 2008, mentre la flessione dal 2005 al 2009 e stata del 25%, le compravendite nel settore residenziale sono diminuite del 35%, gli investimenti nelle nuove costruzioni non residenziali private hanno subito una riduzione del 59% dal 2005 al 2009 e per il 2010 si prevede un’ulteriore diminuzione del 10% infine, gli appalti di opere pubbliche negli ultimi dodici mesi sono crollati da poco meno di 300 a poco piu di 100.

Sottoponendo la questione ai ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti e delle Infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli, Jannone ha reso noto che “secondo Ermes Mazzoleni, presidente di Edilcassa, e lo stesso Bellicini, la vera crisi ancora deve giungere, e avra conseguenze drammatiche soprattutto per quel 60% di aziende costituite da un solo componente. Per il biennio 2010-2011 si prefigura inoltre una perdita di 17mila posti di lavoro“. E’ stata poi ricordata la critica rivola da Paolo Ferretti, presidente della sezione bergamasca dell’Associazione nazionale costruttori edili alle affermazioni dei rappresentanti istituzionali intervenuti al convegno e volte a ritrarre una situazione di fermento e di ripresa del settore, e lo stato, invece, “comatoso” in cui stagna l’edilizia.

Preoccupazione per l’andamento del comparto e per la sua evoluzione e stata manifestata anche dall’Osservatorio Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) nel corso della conferenza stampa tenutasi il 10 aprile 2010 a Bergamo in occasione della presentazione del volume con i prezzi e l’andamento del mercato 2010 e, dall’analisi condotta sul mercato immobiliare locale emerge che a Bergamo e provincia i prezzi degli immobili hanno registrato una contrazione media su base annua che va dall’8 % al 10%, mentre le transazioni hanno subito un calo del 15%: una “situazione di stallo provocata dalla riluttanza dei costruttori ad avviare nuovi cantieri, nel timore di non riuscire a vendere quanto costruito. Al momento, infatti, il mercato del nuovo e stagnante, poiche, a causa della crisi economica, i cittadini non dispongono delle risorse necessarie per acquistare un’abitazione, con la conseguenza che decine di nuovi appartamenti rimangono vuoti. Emblematico in tal senso e il caso di Seriate, dove sorgono complessi da 200 appartamenti di cui nemmeno il 30% e stato occupato, arrivando cosi a contare circa 2mila appartamenti sfitti”. Inoltre, viene segnalato che “il presidente di Fiaip Bergamo, al fine di fronteggiare questa situazione, ha auspicato l’intervento congiunto di banche (con riferimento ai mutui) ed istituzioni, chiamate, anche attraverso il confronto, a predisporre un’oculata politica per la casa”.

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