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18 aprile 2012 Comments (0) Approfondimenti

IMPRESE-Contratti di Rete: uno strumento di sviluppo

Gli imprenditori hanno da sempre cercato collaborazioni e aggregazioni tra loro con forme, modalita e fini diversi: dal favorire la progettazione e la produzione di nuovi beni da offrire al mercato all’accordare le catene di subfornitura e facilitare i processi di innovazione o di penetrazione nei mercati oppure scambiarsi informazioni e risorse, per contenere e ripartire il rischio economico e anche per migliorare l’accesso al credito. L’obiettivo finale e quello di ottenere che il valore economico della collaborazione o della integrazione superi la somma algebrica del valore di mercato delle singole prestazioni. In relazione all’opportunita di creare un legame piu o meno stretto o duraturo con i partners, da sempre ci si riferisce a forme giuridiche codificate o utilizzate nella prassi commerciale; ad esempio, in caso di appalto di fornitura/servizi, puo essere privilegiata la forma societaria (piu stringente, ma codificata), ovvero la forma contrattuale, meno vincolante, ma priva di un’uniforme codificazione.

A volte due soggetti optano di riunirsi in consorzio cosiddetto interno, ad esempio, per ottenere migliori condizioni di acquisto e di utilizzo di un determinato macchinario, ovvero di costituire un consorzio esterno (art. 2612 c.c.) o anche una societa consortile (ex art. 2615 ter c.c.), qualora la loro attivita sia invece rivolta verso terzi. Insomma, vi e ampia liberta di scelta, in relazione alle strategie che si intendono di volta in volta adottare. Ci si e chiesti, pertanto, sevi fosse la necessita di prevedere una «nuova» forma di aggregazione. La risposta la si trova nella definizione inserita nell’art. 4-ter del D.L. 10/09, cosi come modificato dall’art. 42 L.122/2010): «Con il contratto di rete piu imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacita innovativa e la propria competitivita sul mercato». Gli elementi caratterizzanti il contratto di rete sono pertanto l’innovazione e la competitivita, ed e per questo che sempre piu bandi regionali in tema di sviluppo delle aggregazioni in forma stabile tra imprese, attribuiscono alle imprese partecipanti, aggregate in forma di contratto di rete, punteggi a priori superiori rispetto a quelle riunite in forme diverse, ad esempio Associazioni temporanee di imprese (Ati) o consorzi; il contratto di rete e stato infatti individuato come strumento deputato alla miglior crescita delle imprese.

Attraverso il programma di rete le parti «si obbligano a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora a esercitare in comune una o piu attivita rientranti nell’oggetto della propria impresa»; esso rappresenta pertanto l’anima del contratto e la sua stessa ragione di esistere. I partecipanti possono inoltre decidere di prevedere un contenuto contrattuale light (inserendo soltanto gli elementi obbligatori previsti dalla normativa: forma, atto pubblico o scrittura privata autenticata, nome, ditta, ragione o denominazione sociale di ogni partecipante, obiettivi strategici di innovazione e di innalzamento capacita competitiva dei partecipanti e delle modalita di misurazione dell’avanzamento verso tali obiettivi definizione del programma di rete, durata, modalita di assunzione decisioni e di adesione e ipotesi di recesso) o strong inserendo anche uno o piu elementi facoltativi, ossia fondo patrimoniale comune, organo comune gestorio e clausole facoltative di recesso.

E rilevante segnalare come l’Autorita garante della concorrenza, abbia riconosciuto che le reti di imprese risultano idonee a essere qualificate come possibili intese ex art. 2 L. 287/90 e art. 101 Tfue, evidenziando come il contratto di rete sia ritenuto compatibile con i principi e le leggi in materia antitrust solo ove sia chiaramente inteso ad accrescere la capacita innovativa e la competitivita delle imprese aderenti, e non invece ad alterare le normali dinamiche concorrenziali presenti nel mercato. Infine, il favore del legislatore, dal punto di vista fiscale, si e estrinsecato nella previsione di un regime di sospensione di imposta sugli utili d’esercizio (fino al periodo d’imposta in corso al 31-12-2012 e a un massimo di 1 milione) accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma, previamente asseverato da parte degli organismi abilitati. (Fonte: Finanza e Mercati)

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