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27 ottobre 2009 Comments (0) Dalla home page

IL PUNTO – Responsabilità sociale sì, ma da rivedere

Per la maggior parte degli intervistati il codice non ha avuto effetti sostanziali

Il 67% delle imprese adotta norme di responsabilita sociale ma solo per una su tre hanno un vero impatto: e il risultato dell’indagine, realizzata dalla Fondazione Unipolis, sul comportamento etico delle aziende nella quale sono state esaminate 96 tra societa di capitale quotate e non e cooperative: anche se due aziende su tre hanno adotatto un codice etico, solo un’azienda su tre (35%) lo ritiene “positivo” mentre per alcuni  “il codice etico e una moda”. Una spinta mass-mediatica alla luce degli ultimi imbarazzanti scandali societari”. Sono queste le conclusioni di una ricerca realizzata dalla Fondazione Unipolis che, per la prima volta a otto anni dal decreto legislativo 231 del 2001, ha analizzato l’impatto dell’introduzione di codici e comitati etici nelle imprese di capitali e nelle cooperative italiane. L’indagine ha messo sotto la lente 96 aziende – per lo piu societa di capitale quotate, e poi anche non quotate e cooperative – per poi approfondire le informazioni su 20 di esse con interviste strutturate. Il 67% delle imprese, secondo i dati raccolti, ha adottato il codice etico dopo l’entrata in vigore della legge del 2001, nata per allineare l’Italia alle norme internazionali di prevenzione dei reati societari: solo il 6% aveva gia in precedenza un codice etico. “Una conferma – dicono dalla Fondazione Unipolis – che nel nostro Paese anche gli strumenti di responsabilita sociale sono introdotti da un numero rilevante di imprese solo quando promossi dalla legge”.
La maggior parte degli intervistati ritiene che l’adozione di un codice non abbia avuto “alcun effetto sostanziale” nell’affermare in azienda valori e comportamenti ispirati a un’etica condivisa, rispettosa dei diritti delle persone e degli interessi collettivi. I codici etici, in sostanza, “non hanno inciso sulla governance dell’azienda e sulla sua gestione quotidiana”. Solo per il 35% c’e stato un impatto positivo. Troppo varie e vaghe, infatti, risultano le figure aziendali garanti del rispetto del codice. E questo anche se “il 68% delle aziende va oltre le richieste contenute nella legge 231, e un altro 28% risponde esattamente alla legge”. Alcuni responsabili dell’attuazione del codice etico non credono piu nella sua efficacia, e lo ritengono uno tra i tanti strumenti per promuovere l’immagine aziendale. “La sfida di ogni azienda – conclude un intervistato – e quella di rendere libere le persone di esprimere un’opinione, di non ottemperare ad un ordine che non ritengono giusto, o lecito o legittimo”. E per la Fondazione Unipolis “la crisi attuale potrebbe essere un’utile occasione per ridare slancio ad un’iniziativa per affermare una nuova etica in economia, basata sulla trasparenza”.

Il testo completo della ricerca si puo scaricare dal sito www.fondazioneunipolis.org

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