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2 luglio 2009 Comments (0) Dalla home page

IL CASO – Raisi: Fiat chiude sito con record produzione

Il piano del Gruppo Fiat prevede la riorganizzazione dell’attivita svolta a Imola

Impegno del Ministero dello Sviluppo economico a seguire il caso e a tutelare l’occupazione. A seguito dell’interrogazione del deputato del Pdl Enzo Raisi (nella foto) sul caso dello stabilimento CNH Case New Holland – un sito di eccellenza per record produttivi  di trattori e mietitrebbia – che sarebbe prossimo alla chiusura nonostante le ultime 35 assunzioni siano avvenute il 1° giugno dello scorso, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola ha risposto che il Gruppo Fiat ha comunicato la necessita del trasferimento delle attivita svolte presso Imola agli stabilimenti ubicati a Lecce e a San Mauro Torinese e ha confermato, la volonta di definire con le organizzazioni sindacali un piano di gestione delle eccedenze.
Pubblichiamo qui di seguito il testo dell’interrogazione a risposta in Commissione (5-01427)
A Imola (Bologna) e presente uno stabilimento CNH Case New Holland che e punto di eccellenza del Gruppo, infatti, negli ultimi tre anni – pur essendo il piu piccolo sito industriale presente in Italia – ha raggiunto record produttivi senza precedenti che per celebrarli hanno visto alternarsi nello stabilimento i massimi vertici, tra cui Sergio Marchionne, Amministratore Delegato del Gruppo Fiat;
nello stesso periodo ai lavoratori e stato richiesto, previo accordo sindacale, il massimo della flessibilita per un maggiore utilizzo degli impianti che ha consentito il raddoppio della forza lavoro (da poco piu di 250 unita a quasi 500): infatti, le ultime trentacinque assunzioni sono avvenute il 1° giugno 2008;
con l’avvento della crisi economico-finanziaria internazionale il sito imolese e chiuso per cassa integrazione ordinaria da settembre 2008 e alla data del 30 agosto 2009 avra raggiunto le quarantacinque settimane di cigo (su cinquantadue da utilizzarsi in due anni) senza che sia stato presentato ai lavoratori e ai sindacati alcun piano industriale che possa far sperare in una ripresa produttiva al termine della crisi;
le voci circolate nell’imolese darebbero come prossimi alla chiusura:
il reparto di assemblaggio delle pale gommate (cd Cwl), in quanto sarebbe stata decisa la fuori produzione dei modelli qui prodotti;
il reparto di assemblaggio dei mini-escavatori, in quanto nel sito di Modena si starebbe costruendo una nuova linea per accogliere la produzione di queste macchine finora prodotte a Imola;
il reparto di assemblaggio delle terne (cd Tlb), in quanto la produzione delle stesse sarebbe trasferita in parte a Lecce e in parte all’estero a Bel Horizonte (Brasile);
sulla trimestrale Fiat e in una lettera di H.D. Boyanovsky si da conto dell’intenzione di ridurre la forza lavoro del 15%;
forte le preoccupazione dei lavoratori che il 20 aprile 2009 si sono riuniti in assemblea pubblica manifestando davanti all’ingresso della CNH di Imola:
quali iniziative si intendano adottare per salvaguardare l’occupazione e il futuro del sito industriale imolese, anche in considerazione del fatto che lo stabilimento sorge sulle ceneri dell’ex Gruppo Benati fondato nel 1887 da Andrea Benati.
Testo della risposta del 30 06.09
La CNH nasce dall’unione di due costruttori con marchi riconosciuti a livello mondiale New Holand NV e Case Corporation. E tra i leader mondiali nella produzione di macchine agricole (trattori, mietitrebbia, vendemmiatori eccetera) e di macchine per le costruzioni (escavatori, pale e terne).
La crisi economica internazionale sta avendo un forte impatto sui beni durevoli. La domanda ha subito un forte arresto in tutti i settori e in tutte le aree geografiche in cui le imprese si trovano a operare.
L’andamento del settore delle macchine agricole e delle macchine per le costruzioni dove, come sopra detto, la CNH opera, ha avuto in Italia una brusca caduta.
Anche il mercato mondiale presenta una forte riduzione. Nel primo trimestre, la domanda di trattori e mietitrebbia e scesa rispettivamente del dieci e del 23 per cento. In Europa per entrambi i prodotti, si registra un decremento del 15 per cento.
Nello specifico della CNH di Imola, la situazione del mercato non poteva che influire negativamente. Infatti anche in questo stabilimento, i volumi produttivi sono inferiori al 10 per cento di quelli realizzati nel corso dell’anno precedente.
L’Amministratore delegato del Gruppo, nel corso di un recente incontro tenutosi recentemente presso la Presidenza del Consiglio sul futuro degli stabilimenti Fiat in Italia, ha anticipato, tra l’altro, il piano di riorganizzazione produttiva della CNH, puntando ai seguenti obiettivi:
mantenimento in Italia della presenza di tali attivita,
disponibilita a definire un piano di gestione delle eccedenze per individuare una ricollocazione dei lavoratori nell’ambito della razionalizzazione delle produzioni.  Il Gruppo Fiat ha comunicato a riguardo che sia l’andamento del mercato sia l’alto tasso di dissaturazione degli stabilimenti rende necessaria una profonda riorganizzazione di questo business.
Ha, inoltre informato, di un incontro avvenuto il 23 giugno scorso tra le Organizzazioni Sindacali e l’Azienda.
In tale riunione quest’ultima ha precisato, che il piano di riorganizzazione comporta il trasferimento delle attivita svolte presso Imola agli stabilimenti ubicati a Lecce e a San Mauro Torinese e ha confermato, la volonta di definire con le organizzazioni sindacali un piano di gestione delle eccedenze.
Il Ministero del lavoro ha comunicato che allo stato attuale non risultano richieste di CIGS riguardanti la suddetta impresa.
Il Ministero dello sviluppo economico seguira, in modo attento l’evoluzione di questa vicenda, rendendosi disponibile fin da ora ad attivarsi su richiesta delle parti, al fine di affrontare le problematiche emerse, con l’obiettivo di individuare un percorso che consenta di verificare ogni possibile soluzione per il mantenimento, ove possibile, di quest’unita produttiva e per la tutela dell’occupazione.

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