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13 maggio 2009 Comments (0) Dalla home page

IL CASO – Aduc e Adiconsum contro Tim e Vodafone

Portabilita numero: promesse ma non rispettate le condizioni tariffarie convenienti

L’Antitrust ha in corso due distinti procedimenti a carico dei principali gestori mobili, Vodafone e Tim. I gestori sono accusati da consumatori e altri gestori mobili di rendere difficile la migrazione. Lo rende noto l’Aduc specificando nel dettaglio la pratica contestata: “il cliente Tim o Vodafone – ha spiegato l’Aduc -chiede di trasferire la propria utenza mobile ad altro gestore; le due Aziende, tramite telefonate e invio degli sms con modalita non corrette, invitano l’utente a revocare la richiesta di portabilita, in cambio di molto convenienti condizioni tariffarie, ma descritte in modo confuso; promesse che poi non vengono rispettate”.
L’Aduc fa sapere che in attesa della conclusione delle istruttorie, l’Antitrust ha deliberato per ambedue gli operatori la sospensione “in via cautelativa di ogni attivita volta ad offrire ai consumatori che abbiano avviato procedure di MNP (portabilita del numero), piani tariffari, promozioni e/o specifiche offerte particolari o personalizzate in mancanza di una loro indicazione completa, esplicita e adeguatamente documentata, in modo da consentire ai suddetti l’espressione di un consenso puntuale ed informato sulle caratteristiche e condizioni economiche delle offerte stesse”. Le istruttorie dell’Antitrust – ha concluso l’Aduc – confermano la giungla che regna nella telefonia italiana. Secondo Adiconsum, invece, si rende necessaria l’immediata convocazione del Tavolo permanente Authority-Consumatori. “Le aziende di telefonia italiane, infatti, non rispettano piu i consumatori – ha sostenuto l’Associazione – Lo dimostrano le continue condanne inflitte dalle Autorita di regolazione. Le sanzioni elevate, purtroppo, non modificano il comportamento lesivo nei confronti dei consumatori, i quali continuano a subire, tra l’altro, superbollette senza giustificato motivo, pubblicita ingannevole e linee guaste”.
“Non bastano i richiami e gli inviti alle aziende pronunciati dall’Autorita garante per le comunicazioni e dall’Autorita per la concorrenza e il mercato come nell’ultima indagine congiunta – ha concluso Adiconsum – Occorrono azioni precise che costringano le aziende italiane a cambiare radicalmente comportamento nei confronti del consumatore”.

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