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18 gennaio 2010 Comments (0) Dalla home page

IL CASO – Corallo: se ambiente e lavoro non vanno d’accordo

Il destino di Torre del Greco e la sua tradizionale lavorazione del corallo sono nella mani della Cites, la Convenzione di Washington sul commercio internazionale dello specie di flora e fauna minacciate di estinzione. Perche?

La cittadina campana e da sempre uno dei piu importanti centri mondiali per la lavorazione del corallo, stagliandosi da almeno due secoli come fiore all’occhiello dell’artigianato italiano ma tre anni fa la delegazione americana chiese alla Cites di inserire tutte le specie di coralli – compreso il nostro corallium rubrum – nell’appendice II, in cui sono inserite tutte le specie il cui commercio senza regole potrebbe portare ad uno sfruttamento eccessivo della specie. Lo ha messo in evidenza il deputato Giancarlo Lehner del PdL con una recente interrogazione rivolta ai ministri dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia per sapere quali iniziative il Governo pensi di assumere per impedire che “la demagogia prevalga sulla scienza, determinando disoccupazione e rovina nell’industriosa Torre del Greco”.

Anche se la richiesta della delegazione americana non fu accolta dall’assemblea, riunita presso L’Aia, perche non venne legittimata da maggioranza qualificata e in un recente workshop internazionale, tenutosi a Napoli, gli esperti di biologia marina, quasi tutti docenti universitari, hanno rimarcato che non esistono le condizioni per misure restrittive del commercio del corallo, alla fine del 2009, la delegazione Usa ha reiterato a proposta, che, se accettata, avra certamente effetti devastanti sull’attivita produttiva della comunita torrese, condannando centinaia di piccoli laboratori all’immediata chiusura.

Secondo il deputato, la richiesta statunitense e sostenuta da argomentazioni infondate ed ingiuste, mirate all’inserimento di ogni tipo di corallo nella citata appendice II della Cites. Cio, dopo che gli stessi americani che “assumono iniziative contro il nostro artigianato del corallo, nulla fanno per limitare l’impatto ambientale della loro industria pesante”.

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