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31 maggio 2013 Comments (0) News

GOVERNO – Finanziamento ai partiti: Cdm, contribuzioni volontarie e detrazioni solo a chi ha uno statuto

Finisce il sistema dei rimborsi ai partiti. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che introduce un nuovo sistema di finanziamento della politica basato sulle contribuzioni volontarie.

I partiti che non adotteranno uno statuto, con criteri di trasparenza e democraticita, non potranno essere ammessi a benefici quali le detrazioni per le erogazioni volontarie, la destinazione volontaria del 2 per mille e la concessione gratuita di spazi e servizi.

Con la nuova legge sul finanziamento ai partiti “ci sara un periodo transitorio, perche esattamente legato alla transitorieta con cui arriveranno i finanziamenti dei privati”. A dirlo e il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, al termine del Consiglio dei ministri. Il ddl, spiega, e “l’attuazione dei principi che avevamo approvato in Consiglio dei ministri, una completa e assoluta rivisitazione del finanziamento dei partiti, dove non ci sara piu il finanziamento pubblico ma il contributo da parte dei privati con agevolazioni fiscali”.

Il meccanismo di decalage del finanziamento, a quanto si apprende, prevede una riduzione progressiva in tre anni dal 60% del primo anno, al 50% del secondo anno e al 40% del terzo. Sarebbe prevista inoltre una misura che incide sul cosiddetto ‘inoptato’. Si tratta di una misura compensativa: entro un determinato stanziamento, i fondi non espressamente attribuiti dai privati attraverso l’opzione del due per mille, saranno distribuiti ai partiti proporzionalmente alle somme stanziate in via esplicita.

Possono essere ammessi ad ottenere il finanziamento privato in regime fiscale agevolato i partiti politici che abbiano conseguito, nell’ultima consultazione elettorale, almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica o in un’assemblea regionale, o che abbiano presentato, nella stessa consultazione elettorale, candidati in almeno tre circoscrizioni per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati o in almeno tre del Senato della Repubblica o delle assemblee regionali, o in almeno una circoscrizione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia.

Le erogazioni liberali in denaro, effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici, avranno dall’imposta lorda una detrazione pari: al 52% per importi compresi fra 50 euro e 5.000 euro annui; al 26% (stessa percentuale di detrazione riservata per erogazioni alle Onlus) per importi tra i 5.001 e i 20.000 euro.

I partiti politici che abbiano conseguito nell’ultima consultazione elettorale almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica potranno essere ammessi alla ripartizione annuale del 2 x 1000 della propria imposta sul reddito (IRE). Una decisione che assumera il contribuente, sempre a decorrere dall’anno finanziario 2014, in fase di dichiarazione dei redditi mediante la compilazione di una scheda recante l’elenco dei soggetti aventi diritto.

Il disegno di legge comprende inoltre nuove disposizioni in materia di comunicazione politica fuori dalla campagna elettorale: i partiti politici avranno diritto ad accedere a spazi televisivi messi a disposizione a titolo gratuito dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ai fini della trasmissione di messaggi (della durata massima di un minuto) diretti a rappresentare alla cittadinanza i propri indirizzi politici.

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