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11 dicembre 2013 Comments (0) Dalla home page

GOVERNO-Fiducia: a Letta sì da Camera (379) e Senato (173)

L’Aula della Camera ha dato il via libera alla questione di fiducia posta dal governo sulla risoluzione presentata dalla nuova maggioranza, senza Forza Italia, a sostegno delle dichiarazioni programmatiche illustrate in mattinata dal premier Letta. Su 593 presenti (2 gli astenuti), i si sono stati 379, mentre i no 212. Al Senato i voti favorevoli sono stati 173, 127 i no, nessun astenuto.

“Sono qui oggi per chiedere il voto di fiducia per un nuovo inizio con obiettivi realizzabili e tempi certi. Cosi Il premier Enrico Letta parlando in Aula alla Camera per la verifica della fiducia. “Oggi cio che vi chiedo – ha detto – e di confermare la fiducia al Senato sulla Legge di Stabilita. Per segnare, anche formalmente, una discontinuita. Per distinguere per bene tra un prima e un dopo”.

“Il prima lo conoscete, lo conosciamo. Rivendico – ha aggiunto Letta – la positivita dell’esperienza di questi mesi e l’impegno a lavorare con dedizione, nonostante le intimidazioni quotidiane, gli aut-aut, le minacce dalle quali ho scelto di tenere per quanto possibile il governo al riparo” e “il dopo e una storia nuova da scrivere. Puo e deve farlo una leadership politica ringiovanita di alcuni decenni in soli pochi mesi e legittimata grazie a coraggio e partecipazione, da una parte e dall’altra di quest’Aula. Puo e deve farlo il Parlamento, pena la condanna all’ingovernabilita perenne, alla paralisi, al caos simile o addirittura peggiore di quello vissuto nei due mesi di limbo che hanno separato il voto di febbraio dalla rielezione del presidente della Repubblica. Per sventare questo rischio – ha sottolineato – vi chiedo di impegnarci insieme. Molti degli obiettivi cui faro riferimento oggi sono in effetti il frutto di una base di consenso comune maturata a partire dalla fiducia iniziale e dalle successive evoluzioni. Li porteremo, quindi, avanti speditamente. Oggi, pero, la coalizione e diversa e piu unita. Ci sono, dunque, le condizioni per definire, nelle prossime settimane, un patto di governo tra chi sceglie di concederci la fiducia. Un patto che voglio chiamare Impegno 2014”.

“L’impegno – ha spiegato il premier – e quello che assumiamo con l’Italia prima che tra di noi. Comporta un’articolazione piu collegiale tra i nuovi gruppi parlamentari della maggioranza. Comporta affidamento, cioe fiducia reciproca. Comporta rispetto e linearita”. Quindi, Letta ha affermato che “il grande obiettivo – entro il quadro temporale dei 18 mesi – e avere istituzioni che funzionino e una democrazia piu forte e solida”. Poi il premier ha spiegato la sua ricetta: primo: la riduzione del numero dei parlamentari, priorita largamente condivisa in questo Parlamento; secondo: l’abolizione delle Province dalla Costituzione. Il disegno di legge in materia e stato depositato da tempo dal governo. Si aspettava l’approvazione definitiva del Ddl che istituiva procedure ad hoc per le riforme costituzionali. A questo punto e bene procedere subito; terzo: la fine del bicameralismo perfetto con un’unica Camera che dia la fiducia e faccia le leggi e l’altra, che esprima piu compiutamente il disegno di raccordo con le autonomie gia presente nella Carta; quarto: una riforma del Titolo V della Costituzione che metta ordine nel rapporto tra centro e poteri decentrati, migliori il ruolo della specialita e chiarisca le responsabilita di ciascun livello di governo, limitando al massimo quelle concorrenti, in favore della competenza esclusiva dello Stato o delle Regioni.

Letta e poi passato a elencare i 5 punti “che devono essere, a mio avviso, alla base del nostro impegno per il 2014. Dobbiamo:

1) continuare a far scendere contemporaneamente il debito, il deficit, le spese di parte corrente, le tasse su famiglie e su imprese piccole e grandi;
2) raggiungere una crescita dell’ordine di grandezza dell’1% nel 2014 e del 2% nel 2015, che sia strutturale e si accompagni a un’aggressione efficace alla disoccupazione, a partire da quella giovanile;
3) rilanciare gli investimenti pubblici, spendendo le risorse stanziate e eliminando i colli di bottiglia nell’attuazione delle decisioni prese su infrastrutture e opere, grandi e piccole;
4) aggiornare le nostre politiche di competitivita industriale a sostegno di imprese, in particolare piccole e medie, affinche siano sempre piu innovative, digitalizzate e internazionalizzate;
5) creare un clima piu favorevole agli investimenti attraverso il piano “Destinazione Italia”, con le sburocratizzazioni, l’apertura dei mercati, le semplificazioni in particolare dei codici del lavoro e di quello fiscale, le riforme della giustizia.

“Il 2014 – ha ribadito il premier – sara il primo anno col segno piu dopo il buio della crisi. E un risultato non scontato. Pur con molte difficolta, possiamo incassare il dividendo della stabilita, senza il quale avremmo avuto certamente un innalzamento dei tassi di interesse che, a loro volta, avrebbero strangolato la crescita”.

(Foto: Laboratorio fotografico Chigi)

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