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27 gennaio 2011 Comments (0) Dalla home page

GOVERNO-Crisi d’impresa: Romani, attivi 170 tavoli decisivi

Quali strategie il Governo ha intenzione di adottare per lo sviluppo economico del Paese, anche alla luce delle ripetute critiche della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per l’insufficiente politica industriale. E’ questo, in sintesi, il tema dell’interrogazione che il deputato del gruppo Misto-Alleanza per l’Italia ha rivolto al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che ha risposto mercoledi 26 gennaio nell’ambito del Question Time alla Camera, sottolineando che “Tabacci piu che presentare un’interrogazione a risposta immediata dichiara che manca un’azione del Governo per rilanciare l’economia del Paese e sulla base di questo assunto chiede che cosa intenda fare il Ministero che dello sviluppo economico trae, appunto, il nome. E difficile rispondere a una simile domanda in tre minuti. Respingo come non veritiero – ha sottolineato Romani – l’assunto e cerco di dare alcune indicazioni di massima”.

“Nel 2010, nonostante i perduranti effetti della crisi internazionale – ha continuato Romani – si e registrata nel nostro Paese una ripresa della produzione industriale del 5,4% rispetto al 2009. Inoltre, si e accompagnata una crescita del Pil dell’1% che e sicuramente ancora insufficiente ma rappresenta, comunque, un utile segnale di ripresa e attesta una positiva azione del Governo. Si tratta adesso di integrare le linee di intervento gia definite fin dall’inizio della legislatura con la legge di sviluppo all’interno delle piu ampie strategie di Europa 2020, finalizzate a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, cioe attenta all’occupazione e alla coesione sociale e territoriale. Fin dal mio insediamento – ha ricordato il ministro – mi sono dedicato, in prima persona e con particolare impegno, alle crisi di impresa nella convinzione che l’Italia possa e debba avere ancora un ruolo determinante nell’industria manifatturiera. Presso il Ministero, in quella che a torto l’onorevole interrogante qualifica come amministrazione minuta, sono operativi oltre 170 tavoli di crisi che riguardano settori decisivi come la chimica, l’indotto auto, la Ict, l’elettronica, il settore ferroviario, gli elettrodomestici e la cantieristica”.

“Il futuro dell’industria italiana passa attraverso il recupero delle risorse, del capitale umano e delle strutture produttive che le situazioni di crisi mettono in pericolo e, al tempo stesso, attraverso un’azione decisa, fondata su alcuni principi fondamentali. Questi principi sono: la semplificazione nell’avvio e nell’esercizio dell’attivita di impresa e nei rapporti fra imprese e pubbliche amministrazioni; l’impegno vitale per un sistema economico, caratterizzato dalla prevalenza di piccole imprese, a favorire le aggregazioni e le reti di impresa; lo sviluppo e il consolidamento di filiere nazionali, il sostegno alla ricerca e all’innovazione e un efficace opera di assistenza e di promozione della presenza delle imprese italiane nei mercati internazionali, basati sulla specificita e sul pregio qualitativo del Made in Italy. Anche la politica per il Mezzogiorno, specificamente richiamata nell’interrogazione, non puo che ispirarsi ai medesimi obiettivi. Lo dimostrano gli strumenti di incentivazione e altri ancora”. Vista la vastita dell’argomento, il ministro si e riservato di fornire ulteriori risposte nella X Commissione della Camera perche “e difficile rispondere in tre minuti a una domanda cosi generale e di cosi ampio respiro”. ( Foto Ansa: il ministro Romani con gli operai alla Vinyls di Marghera)

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