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20 settembre 2013 Comments (0) Dalla home page

GOVERNO-Def:Cdm dà ok a nota. Segno + da 2014

Approvata la Nota di aggiornamento al Def che contiene il nuovo quadro macroeconomico e il Programma di riforme per i prossimi anni. Letta, nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio dei ministri, ha ribadito l’impegno del Governo a riportare il deficit sotto il 3%.

Parlando dei numeri contenuti nel documento, Letta ha spiegato che sono previsti “12 miliardi di interventi nel triennio” che “sono serviti e servono per rilanciare l’economia e far si che il nostro Paese possa avere il segno piu davanti agli indicatori giusti, vale a dire la crescita”.

Nella Nota di aggiornamento del Def “c’e anche l’impegno confermato a mantenere tutti gli impegni che ci siamo presi con Bruxelles” e per riuscirci non servira una manovra.

La Nota di aggiornameto varata dal Consiglio dei ministri disegna “un quadro positivo per il futuro: cogliamo una serie di elementi che possano consentirci di avere l’anno prossimo stabilmente il segno piu sulla crescita edi arrivare alla fine dell’anno con segnali positivi” ha detto ancora il premier .

Obiettivo possibile grazie “al lavoro importante fatto e agli impegni significativi” presi. Il dato “moderatamente ottimista” di una crescita a +1% nel 2014, “e veramente a portata di mano” ha assicurato il premier, spiegando che ci sono “tre forti incentivi che mi portano a pensare che la fine dell’anno e il 2014 avranno il segno piu”. Il primo e “l’accelerazione del pagamento dei debiti della PA, un’accelerazione molto forte di pagamenti effettivamente entrati nelle casse dele imprese e che avranno impatto gia sul prossimo trimestre”. Il secondo sono “gli incentivi alle ristrutturazioni, l’ecobonus e quelli sul mobile”. Il terzo “la straordianria incentivazione all’occupazione giovanile, operativa da agosto,che adesso comincera a dare i suoi frutti”. Sono “tre scelte che – ha ribadito Letta – abbiamo fatto e che stanno cominciando a dare i loro effetti tra la fine dell’anno e l’inizio dell’anno prossimo”.

Qui di seguito il comunicato di Palazzo Chigi.

Il ministro sull’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha illustrato al Consiglio dei ministri la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, prevista dall’articolo 7 della legge n.196 del 2009, che ha riformato la contabilita pubblica. La Nota, strumento di programmazione finanziaria che aggiorna gli obiettivi programmatici, verra presentata al Parlamento e ha l’obiettivo di aggiornare le indicazioni programmatiche e il quadro dei conti pubblici. In aggiunta ai contenuti usuali, fornisce le sei raccomandazioni del Consiglio europeo all’Italia con l’indicazione, per ciascuna di queste, dello stato di attuazione delle azioni di riforma intraprese. Alle riforme avviate e programmate dall’Italia per migliorare la competitivita e rafforzare la crescita economica del Paese piu in generale e dedicato un intero capitolo

Il Prodotto Interno Lordo per l’anno 2013 e stimato in riduzione dell’1,7 per cento rispetto al 2012 (-1,3 per cento la stima precedente); tenuto conto delle riforme adottate in passato e delle recenti iniziative tese a supportare la ripresa, per il 2014 e il 2015 viene prefigurata una crescita pari all’1,0 e all’1,7 per cento, rispettivamente.

Il Governo si impegna ad assumere interventi tempestivi per mantenere il deficit entro la soglia del 3% del PIL nel 2013. Il raggiungimento di tale obiettivo e considerato essenziale per garantire all’Italia autonomia nella gestione delle proprie politiche economiche e fiscali, conservando la necessaria credibilita a livello internazionale per contenere la spesa per interessi sul debito pubblico, stimata per il 2013 in 84 miliardi di euro.

L’indebitamento netto programmatico e previsto ridursi gradualmente nei prossimi anni, passando dal 2,5 per cento nel 2014 allo 0,1 nel 2017.

L’indebitamento netto a legislazione vigente per il 2013 risulterebbe pari al 3,1 per cento del PIL in assenza di ulteriori interventi, ovvero 0,2 punti percentuali al di sopra del valore indicato nel DEF di aprile. Al riguardo si evidenzia che i pagamenti dei debiti pregressi in conto capitale della Pubblica Amministrazione, concordati con l’Unione Europea, peggiorano per circa 0,5 punti percentuali il risultato del 2013.

Il quadro programmatico traccia un percorso di avvicinamento all’obiettivo del pareggio strutturale di bilancio, che in linea con le regole nazionali ed europee verrebbe conseguito a partire dal 2015. Il rapporto tra debito pubblico (al netto degli interventi di sostegno agli altri paesi europei in difficolta) e PIL programmatico e previsto in riduzione dal 129,3 percento nel 2013 al 129,0 nel 2014 fino a scendere al 116,6 nel 2017.

Nel corso di una recessione senza precedenti nella sua storia, l’Italia ha perso piu di 8 punti percentuali di PIL. Negli ultimi mesi il Governo ha sostenuto la ripresa dell’attivita economica attraverso varie iniziative: l’accelerazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, volta a iniettare liquidita e allentare la morsa sul credito; l’intervento sul costo del lavoro per i giovani; le varie iniziative a sostegno del settore delle costruzioni e delle infrastrutture, che negli ultimi anni ha visto ridursi drasticamente il proprio prodotto; varie iniziative per migliorare la qualita della spesa pubblica e dare supporto alla domanda interna.

La politica economica ha ora due priorita: rafforzare la ripresa in atto e intervenire sui fattori che limitano la competitivita e la produttivita dell’economia italiana per aumentare la crescita economica e l’occupazione. L’azione congiunturale e le riforme strutturali devono essere collegate strettamente. Per un paese ad alto debito il processo di risanamento della finanza pubblica e una componente essenziale di una politica economica volta alla crescita. Negli scorsi anni, nonostante la forte flessione del prodotto, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche e stato limitato e nel 2012 e stato ricondotto entro la soglia del 3,0 per cento del PIL.

Analogamente, nel 2013 la spesa e stata tenuta attentamente sotto controllo e risulta in linea con le previsioni, cosi che gli effetti sul deficit del calo del PIL piu accentuato del previsto sono stati contenuti.

Il processo di risanamento finanziario intrapreso, testimoniato dai risultati di finanza pubblica del 2012 e dagli andamenti stimati per il 2013 e gli anni successivi, ha reso possibile la chiusura della Procedura per disavanzi eccessivi avviata nei confronti dell’Italia. E un risultato importante, che tuttavia non puo indurre ad un atteggiamento meno rigoroso. Il Governo ritiene che l’avvicinamento al pareggio strutturale di bilancio resti una condizione indispensabile per assicurare la sostenibilita del debito pubblico e mantenere la fiducia degli operatori economici e finanziari. Il quadro programmatico traccia un percorso di avvicinamento a questo obiettivo, con il pareggio a partire dal 2015, in linea con il nuovo requisito Costituzionale e con le regole europee.

In futuro, la definizione di un obiettivo programmatico per la spesa primaria delle Amministrazioni pubbliche a politiche invariate potra contribuire alla disciplina di bilancio, rafforzare l’efficacia dei processi di revisione della spesa e creare spazi per ridurre la pressione fiscale. Le manovre correttive prefigurate dal 2015 in poi dovranno fare perno sulla riduzione della spesa pubblica.

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