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24 febbraio 2009 Comments (0) Dalla home page

GOV – Firmato l’accordo sul nucleare con Sarkozy

Entro dieci anni, costruite quattro centrali di terza generazione Epr

Nel corso del Vertice e stato firmato un importante accordo di cooperazione tra Italia e Francia. L’intesa dovrebbe aprire la strada alla costruzione, in Italia, di almeno quattro centrali nucleari di terza generazione Epr entro dieci anni. Sara un Comitato esecutivo formato da esponenti del Ministero dello Sviluppo economico e del Ministero francese dell’Ambiente e dell’Energia, presieduto dai Ministri Claudio Scajola e Jean-Louis Borloo a dare concreta attuazione all’accordo firmato dal premier Silvio Berlusconi e dal presidente Nicolas Sarkozy ( nella foto)
“Due importanti accordi, cose concrete. E’ il primo vertice del mio governo con l’amico governo francese. I nostri ministri – ha spiegato il presidente del Consiglio – si sono incontrati e hanno fatto il punto sulla relazione tra i nostri due Paesi. In tutti i settori abbiamo visto che ci sono tante cose in piu che si possono fare, visti i nostri rapporti e la nostra amicizia. C’e l’intenzione di aumentare le attivita comuni tra i due Paesi e la nostra presenza in Europa. Ora lavoreremo – ha aggiunto Berlusconi – per presentarci con un’identica posizione per il vertice di Bruxelles. Il premier, quindi, nella conferenza stampa ha ribadito la propria soddisfazione per le intese raggiunte oggi. “C’e una visione comune su tanti problemi, su come devono essere cambiate le regole e sul modo di come deve cambiare l’Unione Europea”
“Il Protocollo – ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola – rappresenta il riferimento per stabilire una solida alleanza tra Italia e Francia e dare credibilita all’impegno nucleare anche in una prospettiva europea”. Con questo accordo – ha aggiunto il ministro – e con le norme del Disegno di legge Sviluppo, gia approvato alla Camera e ora in discussione al Senato, che istituiscono l’Agenzia di sicurezza nucleare e stabiliscono i criteri per la definizione dei siti ove realizzare le nuove centrali, il nostro Paese compie un decisivo passo avanti verso la nuova strategia energetica del Paese, che prevede di ricavare all’energia nucleare il 25% del nostro fabbisogno elettrico”.
“Nei prossimi anni ci dovra essere la posa della prima pietra di una centrale nucleare pulita e sicura italiana”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini riferendosi al Protocollo. “Il nucleare rappresenta un’importante fonte di approvvigionamento energetico per l’Italia – ha aggiunto il ministro – e la Francia ha una tecnologia molto avanzata e sperimentata in materia e l’accordo di oggi permettera di lavorare insieme e aiutare anche l’Italia a dotarsi di una struttura enegetica indispensabile”.
‘Un ulteriore rafforzamento della politica energetica nazionale deriva dalla crescita internazionale dell’Enel, che gia collabora attivamente con la francese Edf, e che, con l’acquisizione del 25% della spagnola Endesa, e diventato il secondo gruppo elettrico europeo. La collaborazione tra Enel e Edf e iniziata dopo il vertice di Nizza di fine 2007, quando Italia e Francia hanno siglato la “Pax Electrica” che ha posto fine ai contenziosi degli ultimi anni. Roma, rimasta scottata per l’opposizione francese alle mire di Enel su Suez (poi fusa in Gaz de France), aveva allora ottenuto impegni sulla partecipazione di Enel al programma nucleare francese. Enel ha infatti acquisito il 12,5% del progetto di costruzione della prima centrale nucleare francese Epr a Flamanville (Manche) e potrebbe ottenere una quota analoga nella seconda, quella di Penly appunto, stando a quanto scritto dai giornali La Tribune e Le Figaro. La fonte francese dice che questo accordo di “partenariato forte” da ad Enel accesso all’elettricita prodotta in Francia e, soprattutto, accesso in loco alla tecnologia di Edf, di cui il gruppo italiano ha bisogno. L’intesa arriva poi dopo che Berlusconi ha deciso di rilanciare il nucleare italiano, il cui sviluppo e stato interrotto a causa del referendum del 1987 che ha fatto seguito al disastro della centrale ucraina Chernobyl. Scajola spiega infatti nella nota che con l’accordo di oggi e “con le norme del disegno di legge Sviluppo che il Parlamento approvera in marzo si compie un significativo passo avanti verso la nuova strategia energetica del Paese, che prevede maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, con la diversificazione delle fonti e delle aree geografiche, e maggiore tutela dell’ambiente”.

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