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23 febbraio 2009 Comments (0) Dalla home page

GOV – Allo studio misure anticrisi per le Pmi del tessile

Attivare azioni di difesa e di sostegno alle imprese del settore dell’abbigliamento

Evitare la chiusura e permettere la ripresa delle Pmi dell’indotto dell’industria dell’abbigliamento. Le piccole e medie imprese dell’indotto presenti nel territorio italiano, in particolare nel Lombardo-Veneto, con in media poche decine di operai, oggi sono in estrema difficolta, molte in procinto di chiudere e i posti di lavoro persi sono soprattutto femminili. Quindi, per fare in modo che le grandi imprese internazionali del settore non decidano di delocalizzarsi, anzi siano incentivate a rafforzarsi e rimanere in Italia. Soprattutto nei loro distretti industriali, ma con l’implicita condizione che le imprese che ne beneficeranno dovranno mantenere la sede nel luogo di origine, assumere lavoratori locali, assegnare lavori e commesse a imprese appartenenti al loro stesso indotto.  Questo l’impegno richiesto dalla X° Commissione della Camera “Attivita produttive” al Governo perche sottoscriva quanto prima accordi con le Associazioni bancarie per la concessione di prestiti temporanei e a tassi agevolati per le imprese in difficolta per permettere loro di fare fronte alla temporanea mancanza di liquidita e di proseguire la loro gestione produttiva ma anche attuare una nuova politica di tutela delle realta distrettuali del settore dell’abbigliamento tramite la concessione di agevolazioni e riduzioni degli oneri amministrativi e dei carichi fiscali (Iva e imposte sulla produzione) e sociali. Altra agevolazione dovra essere quella di concedere contributi per gli investimenti diretti alla ristrutturazione ed all’innovazione, soprattutto in campo tecnologico. Non solo, anche gli adempimenti amministrativi dovranno essere semplificati.
Il sistema produttivo italiano ha subito gravi lesioni dal processo di delocalizzazione e le conseguenze sono anche piu preoccupanti non solo rispetto agli eccezionali tassi di crescita di alcuni paesi emergenti. L’economia italiana, infatti, da qualche anno presenta bassi tassi di crescita e di innovazione, oltre a una seria perdita di competitivita, tanto da ritenere che l’Italia attraversi un periodo di declino che richiede un’attenzione particolare specie in questa fase di crisi mondiale.
L’organizzazione e la localizzazione del sistema produttivo formato da piccole e medie imprese, organizzate in concentrazioni territoriali ha permesso alle relative aziende di beneficiare di vantaggi competitivi determinati dall’ambiente sociale ed economico in cui si collocano, da un sistema di risorse e di fornitura locale che consente di contenere il costo del lavoro e assicura flessibilita alle imprese, da un complesso di capacita e conoscenze di imprenditori e lavoratori che costituiscono la base dell’originalita e della qualita dei prodotti italiani. Negli ultimi anni, molte aziende produttrici di abbigliamento hanno avviato vasti processi di trasferimento degli impianti in parti del mondo soprattutto in vista di poter produrre a costi sempre piu bassi per mantenere la competitivita – come Marocco, Tunisia, Libia, Turchia, Egitto, Romania, Bulgaria, Moldavia – con conseguenze nel medio e lungo periodo spesso devastanti per i luoghi d’origine delle imprese dislocanti che si impoveriscono poiche avvengono senza gradualita e senza che il Paese oggetto della delocalizzazione abbia il tempo di maturare la propria crescita.

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