REGIONI-Leggi: Cdm impugna la “anti-moschee” della Lombardia e la...

MADE IN ITALY-Export: tessile friulano punta sul km 0...

13 marzo 2015 Comments Off on GIUSTIZIA-Non punibilità: Cdm, ok ma raddoppiano pene per furti in casa Dalla home page

GIUSTIZIA-Non punibilità: Cdm, ok ma raddoppiano pene per furti in casa

Il Consiglio dei ministri del 12 marzo ha dato l’ok in via definitiva allo schema di decreto legislativo recante disposizioni “in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto”, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m) della legge 28 aprile 2014, n. 67. Raddoppiano invece le pene per i furti in casa, come ha scritto su Twitter il ministro dell’Interno Angelino Alfano in vista della legge Città sicure.

Furto in abitazione, furto con strappo, rapina. Su questi reati, che generano allarme sociale, il governo si appresta a intervenire nei prossimi giorni con un emendamento al testo che riforma il processo penale all’esame della commissione Giustizia della Camera. Dal provvedimento esaminato escono reati quali l’omicidio colposo, lo stalking, i maltrattamenti in famiglia e su animali. Fuori anche i reati che hanno per oggetto beni di particolare valore, specie artistico; né potranno mai essere considerati reati di particolare tenuità quelli contro il patrimonio.

Il provvedimento recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale Palazzo in tema di revisione del sistema sanzionatorio e per dare attuazione alla legge 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie oltre ad alcune specifiche indicazioni espresse dalle Commissioni parlamentari.

Il principio alla base delle nuove norme prevede che quando l’offesa sia tenue e segua ad un comportamento non abituale lo Stato possa demandare alla sede civile la relativa tutela. La risposta sanzionatoria dovrà quindi tener conto dell’entità dell’offesa, delle circostanze del fatto, della personalità dell’autore e della natura del bene tutelato.
Due sono i criteri sui quali deve incardinarsi il giudizio di “particolare tenuità del fatto”, secondo il primo comma del nuovo art. 131 bis c.p.:

  • la particolare tenuità dell’offesa, che implica una valutazione sulle modalità della condotta e l’esiguità del danno o del pericolo;
  • la non abitualità del comportamento dell’autore (che non deve essere un delinquente abituale, professionale o per tendenza, né aver commesso altri reati della stessa indole).

Solo a seguito di un accertamento rigoroso di tali condizioni da parte del giudice, lo Stato rinuncerà ad applicare una pena per attuare una tutela risarcitoria e/o restitutoria tipicamente civile.

Il provvedimento prevede inoltre che il giudice, nel valutare il fatto, oltre ai rigorosi limiti normativi, debba tenere conto le istanze della persona offesa e dello stesso indagato o imputato, le cui contrapposte ragioni devono emergere nella dialettica procedimentale, tanto in fase di contraddittorio sulla eventuale richiesta di archiviazione quanto nella fase dibattimentale.

Nel decreto legislativo vengono infine introdotte le modifiche necessarie ai fini dell’iscrizione in un apposito casellario giudiziario dei provvedimenti in materia di particolare tenuità del fatto.

 

Comments are closed.