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FISCO-Exit tax: imprese, cambia il trasferimento all’estero

8 febbraio 2012 Comments (0) Approfondimenti

GAS-Allarme imprese: con i distacchi -1% del Pil

Sono in allarme le imprese di Gas Intensive, il consorzio di Confindustria che raccoglie le associazioni di categoria dei settori ad alto consumo di metano, preoccupate per le conseguenze dello stop produttivo in una fase gia recessiva dell’economia. “Veniamo fuori dallo sciopero dei tir, poi ci sono state le nevicate e il blocco alla circolazione dei mezzi oltre 3,5 tonnellate. Tutto questo – ha sottolineato il presidente Paolo Culicchi – ha creato problemi nella consegna delle materie prime, ai quali si aggiungono ora anche i distacchi”.

Le aziende coinvolte dal servizio di interruzione sono tra le 300 e le 400 (acciaierie, fonderie, cartiere ma anche della ceramica e della calce-gesso), stima Gas Intensive, su un totale di circa 2mila che hanno aderito al programma del Ministero, il quale, al termine della riunione di oggi del comitato gas, ha ribadito che la situazione e’ sotto controllo, anche se rimane lo stato di emergenza, alla luce del taglio degli approvvigionamenti e del persistere dell’ondata di freddo.

La misura, giudicata adeguata dall’Europa e gia in atto da questa mattina nonostante l’attenuazione del calo dell’import dalla Russia, si e resa necessaria per tutelare le utenze domestiche di fronte al picco massimo di consumi registrato in questi giorni di gelo (volata a circa 461 milioni di metri cubi). Record storico anche per il ricorso agli stoccaggi, dai quali son stati prelevati circa 170 milioni di metri cubi e in un momento di emergenza come questo, l’allarme delle imprese e dunque considerato fuori luogo “perche – ha spiegato dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico , Claudio De Vincenti – le aziende che fanno parte del programma di interrompibilita hanno chiesto loro di aderire a questi contratti che prevedono di risparmiare sull’energia in cambio dell’impegno a farsi ridurre la fornitura di gas in caso di emergenza”. E le aziende aderenti vengono ogni anno remunerate per la loro “disponibilita”, con un costo che, secondo stime di mercato, si aggirerebbe sui 30 milioni di euro. Cifra che poi viene spalmata sulle bollette della collettivita. Un costo, non indifferente, comporta del resto anche la riattivazione delle centrali a olio combustibile.

Nel 2006, ultimo anno in cui si fece ricorso alla stessa misura, l’Autorita per l’energia riconobbe complessivamente 106 milioni di euro come rimborso degli extracosti supportati dagli operatori per reintegrare gli impianti (anche in questo caso distribuiti in bolletta). Oggi l’Enel ne ha gia messi in esercizio due, a Piombino e a Livorno, ed e pronta a riattivare anche Montalto di Castro e Porto Tolle. In totale il funzionamento a olio di tutte e quattro le centrali permetterebbe un risparmio di 20 milioni di metri cubi di gas al giorno, utili nei momenti di picco dei consumi. ( Fonte: RaiNews24)

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