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CRISI – Epifani: piccole infrastrutture e Made in Italy

14 febbraio 2009 Comments (0) Dalla home page

G7 – No protezionismo. Sì occupazione e crescita

Da turbolenza finanziaria a dura recessione reale che ha portato al grave rallentamento economico

 Le sette maggiori economie avanzate intendono ristabilire la piena fiducia nel sistema finanziario. “La crisi ha evidenziato la debolezza di fondo del sistema finanziario internazionale e che sono necessarie urgenti riforme” da attuare “agendo di concerto”. E’ quanto si legge nel documento finale del G7 finanziario sotto la presidenza italiana.  “La stabilizzazione dell’economia globale e dei mercati finanziari rimane la nostra principale priorita “, comunque con la consapevolezza che ” e difficile che la ripresa economica – ha precisato  il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi (a destra nella foto) – possa realizzarsi gia nell’anno in corso” anche se sulla base di un’inchiesta congiunturale  condotta negli ultimi 15 giorni ”sembra stia diminuendo la velocita di peggioramento – ha proseguito il  governatore – ma il problema, comunque, e che una volta toccato il fondo si riesca a risalire”. La crisi va affrontata con una maggiore preparazione per il futuro, il che vuol dire “piu capitale, piu riserve e standard piu rigorosi”.
Il governatore si e soffermato sulla necessita di ”trasparenza nei bilanci delle banche. Trasparenza significa che tutte le banche devono tirare fuori gli asset tossici dai loro bilanci. La cosa piu importante – ha detto Draghi – e che si faccia luce sulla qualita dei bilanci bancari”. Il governatore ha anche ricordato che molto e stato fatto negli ultimi mesi per la fiducia dei mercati riferendois alle azioni dei governi e delle banche centrali, dai diversi pacchetti fiscali, alla politica monetaria, alle iniezioni di liquidita’ straordinarie, all’abbassamento dei tassi di interesse. ”Le banche, a livello mondiale, oggi hanno raccolto 800 miliardi di dollari di capitale e le perdite non sono aumentate e vengono stimate tra 1.400 e 2.000 miliardi di dollari. Nel frattempo le operazioni di trasparenza sono aumentate” ma evidentemente devono scavare piu in profondita’.
E’ un ”deficit di fiducia e di regole” la causa della crisi economica, secondo  il ministro dell’Economia e presidente di turno del G7 finanziario, Giulio Tremonti (a sinistra nella foto), “e serve un quadro di regole diverso da quello che ha portato, per assenza o insufficienza, alla crisi: la novita emersa in questo G7 sta nel progressivo e generale consenso che per uscire dalla crisi e necessario un quadro di regole che non devono essere limitate al settore finanziario ma vanno estese a molte altre aree – ha auspicato Tremonti – Un nuovo ordine mondiale e l’obiettivo cui mirare”. Il ministro ha poi aggiunto che “oggi a Roma, e iniziato un percorso molto significativo verso questi obiettivi”.
 La discussione sulle regole e stata posta con vigore dalla presidenza italiana nella discussione alla quale sono intervenuti anche l’Ocse, il cancelliere Darling e il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. 
Il G7 rimane impegnato a evitare misure protezionistiche che avrebbero solo l’effetto di esacerbare la recessione, a contrastare la crescita di nuove barriere e a lavorare per una conclusione rapida e ambiziosa dei negoziati del Doha Round (accordi sulla liberalizzazione internazionale del commercio – ndr).  Il G7 sottolinea inoltre la necessita di sostenere l’accesso al credito e il finanziamento del commercio dei paesi emergenti e in via di sviluppo.
“Noi abbiamo adottato collettivamente misure straordinarie per affrontare queste sfide e riaffermiamo il nostro impegno ad agire congiuntamente usando l’intera gamma di strumenti per sostenere la crescita e l’occupazione e rafforzare il settore finanziario – prosegue il documento conclusivo del G7 – Cio che e iniziato come una tempesta finanziaria ha contagiato l’economia reale e si e diffusa in tutto il mondo. La pesante recessione si e gia tradotta in una significativa perdita di posti di lavoro e durera per tutto il 2009”.
 Il G7 si impegna a “utilizzare ogni strumento” che riterra “necessario per ristabilire la piena fiducia nel sistema globale finanziario”. La nota prevede poi 4 mesi di tempo per definire regole comuni valide per il mercato globale. I ministri finanziari del G7 ”hanno incaricato i loro vice di preparare, d’intesa con gli altri paesi, un rapporto sullo sviluppo di accordi che prevedano principi comuni e standard sulle priorita, l’integrita e la trasparenza dell’attivita economica e finanziaria internazionale”.
La relazione dovrebbe quindi essere pronta entro il prossimo G7 finanziario che dovrebbe tenersi a giugno.
Dal vertice e emerso anche il comune impegno contro “l’eccessiva volatilita e le brusche oscillazioni nei tassi di cambio” che ”hanno implicazioni negative per la stabilita economica e finanziaria”. ”Continueremo a monitorare attentamente i mercati dei cambi e a collaborare”, si legge nel comunicato finale.
Il G7 finanziario si e occupato anche del fatto se sia morale e accettabile che i governi in questo momento di crisi aiutino anche istituzioni che hanno diramazioni nei cosiddetti paradisi fiscali.  “Nel mondo ci sono giurisdizioni – ha detto Tremonti – che sono aree nelle quali l’unica regola e non avere regole e la discussione di oggi e stata anche su questo e sugli effetti politici che questo causa. Se gli interventi sull’economia sono fatti con soggetti e situazioni che interfacciano con paradisi fiscali – ha continuato il ministro – questo mina la credibilita dei governi. Se chiedi ai contribuenti finanziamenti per soggetti che operano in aree senza regole questo pone nuovi e ulteriori problemi”.

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