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4 ottobre 2010 Comments (0) Approfondimenti

IMPRESE- Fusioni: si riapre il ballo con i soldi della crisi

Le grandi imprese fanno acquisti con la liquidita accumulata durante la crisi. Lo abbiamo appreso da un articolo a cura di Rocki Gialanella, pubblicato su Fondi Online.it che riproduciamo qui di seguito. Secondo i dati di Thomson Reuters, le fusioni e le acquisizioni sono cresciute del 21% a livello mondiale durante il terzo trimestre dell’anno, riportandosi su intensita non piu registrate negli ultimi ventiquattro mesi. Le operazioni annunciate nei primi nove mesi del 2010 ammontano a 1,6 bln di Usd rispetto agli 1,4 bln di Usd dello stesso periodo del 2009. Il Vecchio Continente, tuttavia, non si e aggregato alla festa. Tra gennaio e settembre in Europa sono state annunciate fusioni ed acquisizioni per un controvalore di 421.000 mln di Usd, in calo del 5,8% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Un certo dinamismo si nota in particolare nei settori ‘energia’ e ‘materie prime’, con operazioni che sfiorano i 200.000 mln di Usd dall’inizio dell’anno. L’attivita e intensa anche nel settore sanitario, con accordi tra imprese, annunciati nel 2010, per un valore prossimo agli 80.000 mln di Usd. A ruota segue il settore tecnologico con quasi 60.000 mln di Usd. Nell’ambito dell’industria finanziaria le cose non vanno nella stessa direzione e l’ammontare complessivo delle operazioni non supera i 30.000 mln di Usd (ma le attese inglobano un’impennata dei volumi non appena si avra un quadro normativo piu chiaro).

Esistono diversi fattori che spiegano questo nuovo ciclo. Il primo fattore e la debolezza dell’economia che obbliga le imprese a cercare strade che consentano di migliorare l’efficienza delle rispettive attivita, elevare gli utili e soddisfare le richieste degli azionisti. Quando si tratta di crescere, l’assorbimento di societa rivali e l’alternativa piu ricorrente nell’attuale fase dominata dall’incertezza.

E’ ormai da qualche tempo che le acquisizioni strategiche non rivestivano un ruolo cosi importante. La frenata dell’attivita di M&A trova spiegazione sia negli effetti della crisi sia nel fatto che l’elevata liquidita a disposizione delle grandi societa di grandi dimensioni ha permesso loro di combinare questa variabile con il debito e le azioni proprie per finanziare le rispettive attivita, senza dover attingere al canale delle M&A.

Due mesi addietro, Standard and Poor’s ha calcolato che le societa non finanziarie facenti parte del suo indice azionario globale accumulavano riserve di liquidita ammontanti a 837.000 mln di Usd, in crescita del 26% rispetto al 2009. Caterpiller e uno dei titani che ha gia comunicato di aver cominciato ad investire una parte della liquidita disponibile, sostenendo che il miglior periodo per farlo e proprio quando la ripresa e ancora incerta.

Quello che piu anima i mercati e la convinzione che l’incremento delle attivita di fusioni ed acquisizioni rappresenti un chiaro segnale del fatto che il peggio sia ormai alle spalle. La ripresa dell’attivita di M&A non rappresenta con certezza assoluta l’arrivo della ripresa ma costituisce una specie di barometro dotato di un buon livello di affidabilita. A questo si somma il graduale miglioramento delle condizioni richieste per accedere al credito.

Tra i piu felici per la ripresa del mercato M&A sono stati sicuramente gli azionisti della 3PAR. La societa statunitense, specializzata nella gestione dei dati, e stata al centro di un’intensa battaglia per il suo controllo, scatenata dai giganti HP e Dell. Risultato: nell’arco di qualche giorno il prezzo delle azioni e raddoppiato mentre tutti si chiedevano cosa avesse di speciale questa impresa per scatenare tanta frenesia..

3PAR e forse il migliore esempio per descrivere il ritorno di interesse per le M&A sviluppatosi a Wall Street nell’ultima estate. Con quest’ultima operazione, HP completa una serie di operazioni che includono l’assorbimento di Palm, fabbricante di apparecchi ‘mobile’ di ultima generazione, e quello di Arc Sight, specializzata nel comparto della sicurezza informatica.

Un’altra operazione di rilievo e stata quella che ha portato il colosso Intel al controllo dell’antivirus McAfee e la mining company australiana BHP a passare sotto il controllo della canadese Potash, il maggior produttore al mondo di fertilizzanti.

Per identificare i potenziali acquirenti, gli analisti fissano l’attenzione sulle imprese che rivestono una posizione leader in mercati maturi, in quei segmenti dove le possibilita di espansione sono limitate. Questa societa potrebbero essere interessate ad acquisire compagnie dotate di elevati potenziali di crescita che possono facilmente integrarsi alle rispettive attivita. Seguendo questa logica, Skype potrebbe ricevere un’offerta di acquisto da parte di Cisco Systems, Microsoft o Verizon. Lo stesso potrebbe accadere con Neflix, la societa che negli Usa ha dato una svolta al business del noleggio di film. Research in motion, fabbricante del Blacberry, potrebbe allearsi con Microsoft o Nokia per far fronte all’avanzata di Apple e Google.

Vi e infine un ultimo fattore che contribuisce a spiegare questi movimenti e che appare determinante per il settore finanziario (caratterizzato da un processo di consolidamento lento e selettivo): le problematiche legate ai cambiamenti normativi stanno costringendo le imprese a disfarsi delle proprie attivita e ridefinire le rispettive posizioni. Quest’ultimo e il caso dell’ American International Group (AIG) che sta vendendo alcune unita del gruppo per restituire i fondi pubblici concessi per mantenerla in vita. In tal modo, AIG cerca di riposizionarsi sul mercato. E lo stesso atteggiamento viene seguito dalla British Petroleum.

Pertanto, le acquisizioni servono per migliorare il rendimento di una societa, come strategia per ridurre l’eccesso di capacita, per accelerare l’accesso al mercato o per dotarsi della tecnologia e delle risorse umane in modo piu rapido ed economico.

Tuttavia, non tutti gli esperti vedono in quest’ondata di fusioni ed acquisizioni un segnale incoraggiante. In primo luogo, ricordano che esistono molti esempi di accordi che fiiniscono per rivelarsi dei grandi errori (un esempio e stato l’alleanza tra Time Warner e AOL). In secondo luogo, credono che la montagna di liquidita disponibile verra destinata all’acquisto di equipaggiamenti innovativi ed al riassorbimento della manodopera fuoriuscita dalle aziende durante la crisi.

Con l’enorme quantita di liquidita accumulata dalle imprese Usa, le sole societa non finanziarie potrebbero pagare uno stipendio annuo di 70.000 Usd a circa 2,4 milioni di persone per i prossimi cinque anni. Uno degli argomenti utilizzati per giustificare questa situazione e l’incertezza fiscale, i costi sanitari e le novita normative introdotte dall’amministrazione di Obama.

Ed e proprio questa duplice incertezza economica e normativa che, secondo Citigroup e Morgan Stanley, potrebbe forzare molte imprese a pensarci due volte prima di lanciare delle offerte di acquisto. Gli analisti di queste due societa sono i piu cauti. Le fusioni e le acquisizioni possono potenziare i risultati delle societa in tempi di debolezza economica. E possono essere molto lucrativi per le banche e gli studi legali che ne seguono l’iter, ma, allo stesso tempo, possono scatenare ulteriore distruzione di occupazione se le sinergie vengono utilizzate al fine di eliminare i doppioni.

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