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1 aprile 2019 Comments Off on FORMAZIONE-Oltre 6,4 giornate in aula per migliorare le proprie competenze: così i manager italiani investono sulla formazione continua Approfondimenti

FORMAZIONE-Oltre 6,4 giornate in aula per migliorare le proprie competenze: così i manager italiani investono sulla formazione continua

Presentati  i risultati della seconda ricerca dell’Osservatorio Managerial Learning condotta da ASFOR e CFMT che fotografa il sentiment, il tempo e l’impegno dedicati alla formazione manageriale e all’aggiornamento professionale da 850 amministratori delegati, alti manager e dirigenti d’azienda per affrontare le sfide lavorative del futuro

 

 

Marco Vergeat, coordinatore scientifico dell’Osservatorio Managerial Learning ASFOR-CFMT, presidente ASFOR, sottolinea che «cresce sempre di più la voglia di formazione manageriale, ormai considerata indispensabile, soprattutto dai vertici aziendali e dei manager, in un contesto lavorativo complesso in rapido cambiamento e con forti processi di innovazione organizzativa e digitale che impone l’aggiornamento continuo delle competenze per adeguarle ai processi e alla nuova vision strategica».

 

È quanto emerge dalla ricerca condotta tra fine 2018 e inizio 2019 dall’Osservatorio Managerial Learning (seconda edizione) di ASFOR – Associazione italiana per la Formazione Manageriale e CFMT – Centro di  Formazione Management del Terziario – che fotografa il tempo e l’impegno dedicato dai dirigenti delle aziende italiane all’acquisizione di nuove esperienze per affrontare le sfide lavorative del futuro. Questa mattina presso la CFMT Learning House sono stati presentati i risultati dell’indagine che ha coinvolto un campione di 850 professionisti tra amministratori delegati, top manager e quadri provenienti da tutta Italia, che rivestono ruoli chiave con diversi livelli di responsabilità, e alti potenziali inseriti in percorsi di Talent Development, che hanno risposto ad un articolato questionario.

 

Per i manager lo studio e il percorso di apprendimento non finisce a carriere avviata: nel corso dell’ultimo anno sono state dedicate alla formazione in media 6,4 giornate, il 20% in più rispetto al 2017. Un dato che aumenta nel caso di amministratori delegati e direttori generali (6,9 giornate) e manager under 40 (7 giornate), mentre diminuisce leggermente nella fascia di età 49-56 anni con solo 6,1 giornate in aula. Più in generale il tempo destinato al perfezionamento delle proprie capacità ha segnato il +44,46% negli ultimi due anni e si prevede che possa superare il 62% entro il 2022.

 

Se Strategia, Change Management, Digital Mindset, Leadership e Soft Skills sono i contenuti sui cui è stata e sarà maggiore la richiesta di aggiornamento, si sottolinea in ogni caso un bisogno formativo continuo per ispirare, stimolare e migliorare le performance a livello tecnico e umano, in una logica di apprendimento individuale che si deve innestare nelle organizzazioni e nei team. Nonostante molte aziende italiane siano ancora spesso diffidenti rispetto all’idea di investire in programmi formativi taylor made di crescita professionale a vantaggio dei propri dipendenti, è sempre più evidente la necessità di rafforzare questi percorsi  per garantire parametri di competitività a livello globale, coinvolgendo prioritariamente chi ha potere decisionale e quelle fasce finora meno coinvolte e presenti.

 

Il tema della responsabilità è infatti una delle questioni centrali: a chi spetta decidere come e quando avviare un progetto di formazione?

Se direttori generali e amministratori delegati sono d’accordo nell’affermare che dovrebbe essere inserito direttamente nei piani di sviluppo aziendali, non tutti la pensano allo stesso modo: esistono ancora delle persone che aspettano che venga proposto un percorso di crescita. L’iniziativa nel promuovere percorsi formativi è più elevata in chi ha avuto un’esperienza internazionale e in chi ha già rivestito un ruolo manageriale. Per diventare una risorsa di crescita a vantaggio di tutta l’impresa, è necessario pertanto che tutti i dirigenti si muovano in questa “dimensione individuale”, e che anche i quadri e gli under 40, dei quali attualmente solo il 53,2% ne è convinto siano più partecipi nella definizione dei percorsi di crescita e sviluppo.

 

«Rileviamo una maggiore richiesta di formazione vicina ai problemi reali – dichiara Pietro Luigi Giacomon, Presidente di CFMT -. Da un lato, sta cambiando la cultura aziendale: l’endorsement verso un  aggiornamento  professionale arriva sempre più spesso dall’alto, con il management che si fa promotore dell’investimento in formazione. Dall’altro, il singolo dirigente deve comunque diventare il motore del proprio approfondimento, trovando stimoli nella contaminazione culturale che ne può derivare e nella possibilità di misurarsi con problemi e progetti reali da risolvere o realizzare».

 

Scambi e confronti con colleghi, clienti o consulenti, risoluzione di problemi complessi, progetti di innovazione, oltre a workshop e corsi interaziendali, sono ritenute dagli intervistati le modalità di approfondimento più significative. Poiché la formazione più tradizionale è considerata almeno in parte insufficiente per far fronte ai cambiamenti e alle sfide competitive, l’opportunità che la formazione manageriale deve saper cogliere è quella di integrarsi ed integrare altre forme di apprendimento, come coaching e mentoring, master organizzati dall’azienda presso enti di formazione specifici o business school con una forte dimensione internazionale, corsi interaziendali di breve durata e focus group su temi specifici.

 

Secondo il 16,7% dei rispondenti, invece, il digital learning non integrato con altri percorsi appare una modalità di apprendimento poco efficace e adeguata alla necessità di acquisire competenze manageriali solide e difficilmente praticabile alla fine di una lunga giornata di ufficio. L’età dei destinatari non è un fattore di differenziazione né sul suo utilizzo, né sul giudizio di efficacia: si rileva, però, che il 52,7% ritiene il digital learning efficace se integrato con un percorso in aula o on the job che permetta una condivisione diretta tra partecipanti e docenti e dia anche la possibilità di ampliare e rafforzare il proprio network personale e professionale.

 

 

 

 

 

CFMT – Centro di formazione management del terziario – si occupa dei dirigenti e delle aziende del Terziario, e lo fa da oltre venti anni. È nato da un’intuizione di Manageritalia e Confcommercio per affermarsi come il centro di formazione di alto livello pensato per guardare al futuro. La rete di CFMT si compone di 8.200 aziende e 22.000 dirigenti che partecipano ogni anno a più di 900 iniziative interaziendali e a oltre 40 progetti aziendali attivati. A tutti loro CFMT si affianca con specialisti e professionisti uniti dalla passione per l’innovazione e lo sviluppo di conoscenze per fornire le migliori risposte e gli strumenti più efficaci per soddisfare le esigenze specifiche di ognuno.

 

 

ASFOR Associazione Italiana per la Formazione Manageriale (http://www.asfor.it)

L’Associazione è stata costituita nel 1971 con l’obiettivo di sviluppare la cultura di gestione manageriale in Italia e di qualificare l’offerta di formazione manageriale. Attualmente i soci ASFOR sono oltre 80. L’Associazione conta su un’ampia rete di rapporti con Istituti di formazione e Università straniere, oltre a collegamenti con Istituzioni e Organismi attivi nel mondo della formazione manageriale in Italia. Fa parte di EFMD (European Foundation for Management Development) e, in particolare, ASFOR è impegnata attivamente nel progetto EQUAL (European Quality Link), del quale è socio fondatore e sostiene il progetto EQUIS (European Quality Improvement System) Sistema europeo di accreditamento delle Business School. ASFOR dal 2011 è Associate Member di ENQA – European Association for Quality Assurance in Higher Education.

ASFOR ha attivato dal 1989 il “Processo di Accreditamento dei Master”. Attualmente i Master Accreditati da ASFOR sono oltre 40. Dal 2017 ASFOR ha avviato il processo di accreditamento Corporate Learning Organization.

Nel 2013, ASFOR ha deliberato di istituire il premio “ASFOR Award for Excellence”, conferito in occasione dell’annuale appuntamento “Giornata della formazione Manageriale”, per celebrare profili professionali di eccellenza nel campo del management e della imprenditoria (www.asfor.it).

 

 

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