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12 marzo 2015 Comments Off on FONDAZIONI-Protocollo intesa Mef-Acri: Guzzetti (Acri), passo ulteriore nel processo di autoriforma Dalla home page

FONDAZIONI-Protocollo intesa Mef-Acri: Guzzetti (Acri), passo ulteriore nel processo di autoriforma

Il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, esprime profonda soddisfazione per l’adesione da parte dei vertici delle Fondazioni di origine bancaria ai contenuti del Protocollo d’intesa Mef – Acri, approvati all’unanimità sia dal Comitato delle Piccole e Medie Fondazioni che dal Consiglio dell’Associazione, organi riunitisi entrambi ieri, 11 marzo, a Roma per la presa in esame del documento. Il Protocollo sarà firmato dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e dal presidente dell’Acri a valle delle necessarie delibere di adesione da parte degli Organi delle Fondazioni, che così si impegnano a modificare i loro statuti secondo i contenuti del Protocollo, qualora fosse necessario.

“Il Protocollo – dichiara Guzzetti – è un passo ulteriore nel processo di autoriforma delle Fondazioni ed è stato voluto dal Mef e dall’Acri nel solco della legge che le regola (riforma Ciampi del 1998/99 e successive modifiche) in funzione del mutato contesto storico, economico e finanziario, da cui emerge l’esigenza di specificare la portata applicativa delle norme che disciplinano le Fondazioni di origine bancaria, affinché esse possano esprimersi sempre più pienamente quali soggetti del terzo settore.
Da sempre l’Acri concorre efficacemente al perseguimento delle finalità che il legislatore ha assegnato alla vigilanza (Mef) favorendo la diffusione tra le Fondazioni di origine bancaria di buone pratiche operative e l’elaborazione di codici e prassi comportamentali, che possano orientare, in forma condivisa, il raggiungimento di migliori e maggiori standard operativi, in termini di trasparenza, responsabilità e perseguimento degli interessi statutari, come attesta la Carta delle Fondazioni varata dall’Associazione nell’aprile 2012. Questo Protocollo è in continuità, nella sostanza, con scelte già effettuate da molte Fondazioni, ma porta un’innovazione assoluta nel rapporto fra vigilante e vigilato, perché ha trovato nel dialogo e nel confronto costruttivo lo strumento ideale per favorire comportamenti e prassi sempre più virtuose, nell’interesse delle comunità e dell’intero Paese”

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