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4 gennaio 2010 Comments (0) Approfondimenti

FOCUS – Banche: lo scoperto costa di più

Le nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la Commissione di massimo scoperto si stanno rilevando piu costose per i consumatori.

E’ quanto ha sostenuto nei giorni scorsi l’Antitrust in una segnalazione inviata al Governo, al Parlamento e alla Banca d’Italia, al termine di un monitoraggio effettuato sulle condizioni alla clientela applicate da sette istituti bancari, valide anche per le banche dei rispettivi gruppi. Dall’analisi che ha coinvolto tutti i maggiori operatori del settore, emerge che per gli scoperti transitori di conto corrente si e verificato un innalzamento dei costi per i correntisti.

In particolare per lo scoperto e emerso che, considerando importi e durate del ‘rosso’ rappresentativi di un comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economiche si presentano in cinque casi peggiorative, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono piu vantaggiose.

Per i clienti che possono contare invece sul fido la situazione ha subito un sostanziale peggioramento rispetto alla semplice applicazione della Commissione di massimo scoperto fino all’entrata in vigore della legge 3 agosto 2009, n. 102, in base alla quale l’ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non puo superare lo 0,50%, per trimestre dell’importo dell’affidamento, a pena di nullita del patto di remunerazione.

La modifica ha cosi ridotto le precedenti aliquote trimestrali variabili dallo 0,90% al 1,50% trimestrale, oppure aliquote annue ricomprese tra il 3,60% e il 6%. Si trattava di aliquote che, secondo le verifiche effettuate dall’Autorita, risultavano sempre peggiorative della Commissione di massimo scoperto quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e piu vantaggiose solo quando si verificava uno sconfinamento rispetto alla somma affidata, penalizzando cosi i comportamenti dei clienti virtuosi. Nei casi in cui il massimo utilizzo nel trimestre era pari al fido gli importi addebitati a seguito dell’applicazione della Commissione di massimo scoperto e dell’applicazione delle commissioni sostitutive invece coincidevano.

Le nuove commissioni avevano inoltre una struttura regressiva, risultando mediamente piu penalizzanti per i clienti che avevano un fido minore. Con la legge dello scorso agosto invece le nuove commissioni sono diventate piu vantaggiose ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla meta.

L’Abi ha preso atto dell’iniziativa assunta dall’Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato ma ha sottolineato, tuttavia, come il metodo dell’intervento e della proposta unilaterale a scapito della dialettica e del confronto rischi di generare confusione e soprattutto di non portare a soluzioni praticabili e coerenti con l’operativita ed il mercato. L’Abi ha, percio, chiesto un confronto con l’Antitrust teso a conoscere nel dettaglio l’analisi svolta, nell’ambito della piena collaborazione con tutte le Autorita e le istituzioni.

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