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15 novembre 2009 Comments (0) Dalla home page

FOCUS – Ambiente: la Ue supererà gli obiettivi Kyoto

L’Unione sulla buona strada per limitare e ridurre le emissioni di gas serra

Nel periodo 2008-2012, l’Unione europea dei 15 Stati membri dovrebbe ridurre le emissioni medie di CO2 dell’8 % rispetto ai livelli del 1990, tuttavia dalle ultime proiezioni risulta che si riuscira a oltrepassare tale soglia, raggiungendo una riduzione totale di oltre il 13 % rispetto all’anno di riferimento: e quanto emerge da una relazione dell’Agenzia europea per l’ambiente (Aea), un risultato che potrebbe portare a riduzioni ancor piu consistenti in un accordo globale a Copenaghen il prossimo dicembre.
“E incoraggiante sapere – ha commentato Jacqueline McGlade (nella foto), direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’ambiente – che in Europa le emissioni che causano cambiamenti climatici dovrebbero continuare a diminuire, consentendo di andare al di la degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto. Un risultato di questo genere – ha aggiunto – dovrebbe incoraggiare tutti i Paesi a concordare riduzioni ancor piu consistenti delle emissioni complessive, siglando un accordo globale a Copenaghen il prossimo dicembre. Urge – ha concluso – la necessita di assumersi l’impegno di ridurre drasticamente le emissioni per salvaguardare la possibilita di mantenere gli aumenti della temperatura planetaria al di sotto dei 2?C”.
La relazione dell’Agenzia europea per l’ambiente pone in evidenza che le riduzioni nel periodo 2008-2012 saranno realizzate attraverso una combinazione di politiche esistenti e di altre politiche, l’acquisto da parte dei Governi di crediti derivanti da progetti di riduzione delle emissioni al di fuori dell’Unione europea, lo scambio delle quote di emissione da parte dei partecipanti al sistema di scambio delle quote di emissione nell’Ue e le attivita silvicole che assorbono carbonio dall’atmosfera. Il sistema di scambio delle emissioni riguarda principalmente le grandi industrie che emettono carbonio, che rappresentano circa il 40 % delle emissioni di gas serra dell’Unione europea. In un’ottica a piu lungo termine, quasi tre quarti dell’obiettivo unilaterale dell’Ue di ridurre le emissioni del 20 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 potrebbero essere raggiunti internamente (ossia senza l’acquisto di crediti al di fuori dell’Ue).
La relazione sottolinea l’importanza del sistema di scambio delle quote di emissioni nell’Ue per aiutare gli Stati membri a conseguire i loro obiettivi, ponendo anche in evidenza tuttavia che i Governi devono concentrarsi sulla riduzione delle emissioni in alcuni settori come ad esempio i trasporti, l’agricoltura e l’edilizia. La relazione, inoltre, prevede una serie di fattori diversi che contribuiscono alla riduzione totale di oltre il 13 % da parte dell’Ue a 15: le politiche e le misure esistenti per il periodo 2008-2012 potrebbero rappresentare 6,9 punti percentuali della riduzione totale; se, come previsto, gli Stati membri attuano misure aggiuntive, la riduzione totale potrebbe essere pari all’8,5 %, sebbene cio dipenda in larga misura dagli sforzi congiunti di quattro dei principali paesi responsabili delle emissioni (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito); l’uso dei meccanismi flessibili di Kyoto da parte dei governi potrebbe contribuire a un’ulteriore riduzione di 2,2 punti percentuali; il potenziamento dei pozzi di assorbimento dell’anidride carbonica (ad esempio migliorando la gestione delle foreste) contribuira a un’ulteriore riduzione di 1 punto percentuale. 
Cinque Stati membri dell’Ue a 15 (Francia, Germania, Grecia, Svezia e Regno Unito) hanno gia ridotto le emissioni nazionali a un livello inferiore ai loro obiettivi. Soltanto l’Austria prevede di non riuscire ad adempiere al proprio impegno nelle condizioni attuali. Tutti gli altri Stati membri e i Paesi membri dell’Aea con obiettivi di emissioni nell’ambito del protocollo di Kyoto ritengono di poter ottemperare ai loro impegni.

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