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31 gennaio 2010 Comments (0) Dalla home page

UE – Psr: Zaia invita a non perdere risorse 2010

Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha commentato le rilevazioni trimestrali sulla spesa sostenuta dalle Regioni nel quadro dei Psr ( programmi di sviluppo rurale ): infatti, Stati membri e Regioni rendicontano annualmente tutti i soldi spesi unitamente ai risultati ottenuti con questi investimenti e a partire da quest’anno, il rendiconto annuale comprendera anche i fondi aggiuntivi: infatti, ammonta a 1.338 milioni di euro la spesa complessiva da realizzare entro il 31 dicembre 2010 per evitare il disimpegno automatico dei fondi assegnati dall’Unione europea al nostro Paese attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale).

“E’ necessario che tutte le istituzioni facciano il proprio dovere al meglio per non incorrere nel disimpegno automatico – ha detto Zaia commentando le le rilevazioni trimestrali sulla spesa sostenuta dalle Regioni nel quadro dei Programmi di sviluppo rurale – Le Regioni, in particolar modo, devono fare tutto il possibile per non perdere le opportunita che vengono offerte ai nostri territori dai Programmi di sviluppo rurale: serve un’accelerazione,altrimenti si rischia di perdere risorse particolarmente preziose in questa congiuntura economica”. Per il periodo 2007 – 2013, i Psr hanno infatti a disposizione 17.843 milioni di euro, di cui 8.985 milioni assegnati dall’Unione europea e 8.858 milioni provenienti dal cofinanziamento nazionale (7.226 milioni di euro dallo stato e 1.632 milioni dalle Regioni). Alla data del 31 dicembre 2009, a tre anni dall’avvio del periodo di programmazione, sono stati spesi 3.383 milioni di euro, corrispondenti al 19,0% della dotazione complessiva.

Sono le Regioni meridionali (appartenenti alla cosiddetta area convergenza) ad evidenziare i maggiori ritardi. Le Regioni Puglia, Campania e Calabria registrano percentuali di avanzamento inferiori al 15%. Tra queste, la Puglia ha una percentuale di avanzamento dell’11,9% e un obiettivo di spesa, da realizzare nell’esercizio finanziario 2010, di entita decisamente superiore a quella sostenuta nei tre anni precedenti. Tra l’altro, il basso livello di spesa delle Regioni appartenenti all’area convergenza, e da considerare piu grave se messo in relazione con la dotazione finanziaria dei programmi, di notevole entita e superiore alla consistenza dei programmi appartenenti all’area competitivita.

Per quasi tutte le Regioni appartenenti alla convergenza, la situazione risulta compromessa anche da una quantita di impegni decisamente inadeguata, che non garantisce, entro la fine del 2010, il livello di attuazione necessario ad evitare il disimpegno automatico. Probabilmente la causa e dovuta a procedure farraginose e complesse che le Regioni interessate dovranno a breve rivedere per non perdere il disimpegno. Altro motivo di ritardo nell’avanzamento dei programmi per alcune Regioni e una incompleta messa a punto delle procedure di collegamento con il rispettivo organismo pagatore a cui le domande di pagamento dovranno essere inoltrate con un certo anticipo, se gli si vuole consentire di effettuare i pagamenti entro il 31 dicembre 2010. Alcune Regioni invece, quali Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, nonostante non presentino un livello di spesa completamente tranquillizzante, saranno in grado di assicurare sufficienti pagamenti entro la fine del 2010. Il loro programma prevede l’attuazione di misure con pacchetti integrati che, essendo gia stati messi a punto in questi primi anni di programmazione, appena avviati potranno produrre, in un breve arco di tempo, una rilevante mole di spesa.

Qual’e il contesto? Un totale di 5 miliardi di euro sono confluiti nei programmi di sviluppo rurale e potranno essere utilizzati nel settore agricolo, nel settore ambientale e nelle infrastrutture a banda larga per le zone rurali. Cio e stato possibile in seguito al recente voto sulle modifiche del pacchetto “stato di salute e ripresa economica”. Infatti, il comitato per lo sviluppo rurale ha approvato le ultime proposte presentate dagli Stati membri e dalle Regioni per l’utilizzo dei finanziamenti disponibili nell’ambito del Piano europeo di ripresa economica e della Valutazione dello stato di salute della Pac, nonche di altri trasferimenti all’interno della Pac, con l’intento di fronteggiare problemi come la crisi economica, la crisi del settore lattiero-caseario e i cambiamenti climatici. Nella riunione del gennaio 2010, il comitato per lo sviluppo rurale ha votato a favore delle ultime sette modifiche (per quelle approvate nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2009, cfr. IP/09/1568 , IP/09/1813 e IP/09/1945 ). I finanziamenti saranno destinati in massima parte ai settori della biodiversita (31,2% del totale, pari a 1,5 miliardi di euro) e della gestione idrica (26,9%, pari a 1,3 miliardi). Per la ristrutturazione del settore lattiero-caseario e stato stanziato il 14,5% della dotazione complessiva (ossia 0,7 miliardi di euro), mentre le misure relative ai cambiamenti climatici beneficeranno del 14,2% (0,7 miliardi) e le energie rinnovabili riceveranno un supplemento pari al 5,6% del bilancio aggiuntivo disponibile (0,3 miliardi). Lo sviluppo dell’infrastruttura a banda larga nelle zone rurali rimane un obiettivo strategico importante, per il quale gli Stati membri hanno deciso di investire il 35% dei fondi Ue per la ripresa economica, pari a 360,4 milioni di euro su un totale disponibile di 1 miliardo di euro.

Per ulteriori informazioni consultare la seguente pagina web: http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/countries/index_en.htm

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